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I dipartimenti di medicina generale

Francesco Carelli -  EURACT (braccio scientifico del WONCA)

Nell'ambito della medicina di famiglia italiana due sono le priorità: 

  1. i medici devono premere affinché siano istituiti dipartimenti di medicina generale, anche, ma non solo, nel rispetto delle norme dell'Unione europea; 
  2. i medici che vi opereranno dovranno mirare alla produzione di strumenti culturali specifici, all'insegnamento pre e post-laurea e allo sviluppo di progetti di ricerca clinica, e non alla creazione di centri di interessi di politica professionale e sindacale.

Il diploma di laurea e quello di abilitazione all'esercizio professionale, sono titoli ritenuti sufficienti per l'iscrizione all'Albo professionale dei medici chirurghi da parte degli Ordini, senza che questi ultimi abbiano verificato qualità e attitudini del neodottore. L'ostacolo maggiore al cambiamento sembra rappresentato dalla resistenza di molti docenti al rinnovamento delle tecniche e dei contenuti didattici per il timore di perdere antichi privilegi. Tutte le università europee sono consapevoli che nei sei anni del corso di laurea in medicina non si può formare oggi un medico "finito" ma soltanto una figura professionale "polivalente" dotata delle basi scientifiche da integrare, dopo la laurea, a seconda del settore di attività prescelto (o trovato), con le specifiche competenze richieste. Contrariamente ad altri Paesi, nei quali sono stati istituiti, presso le facoltà mediche, veri dipartimenti di medicina generale affidati a medici generali e gli studenti sono obbligati a frequentare gli studi dei medici operanti nel territorio, in Italia esistono esperienze rare e sporadiche dovute alle iniziative di pochi individui. Eppure la medicina di famiglia non è la somma di specialità esercitate a un livello più basso, ma i medici di famiglia hanno un ruolo preciso, che deve essere scelto consapevolmente al momento della laurea. La soluzione dovrebbe venire dalla costituzione dei dipartimenti di medicina generale. Ad essi spetta predisporre i modelli organizzativi sia della formazione di base, in accordo con le facoltà mediche; sia di quella specifica; sia di quella permanente e continua in collaborazione con le società scientifiche, gli ospedali, le facoltà mediche, gli ordini, per assicurare ai pazienti cure sempre più di qualità.

Dalla teoria alla pratica
I punti essenziali per discutere un piano operativo sono i seguenti: 

  1. tutte le facoltà mediche dovrebbero avere un dipartimento indipendente di medicina generale affidato e guidato da medici di medicina generale esperti di formazione e con valido curriculum, il cui status dovrebbe essere uguale a quello dei responsabili degli altri dipartimenti clinici; 
  2. all'interno del dipartimento dovrebbe costituirsi uno staff di medici di famiglia, proporzionale al numero degli student; 
  3. il dipartimento di medicina generale dovrebbe essere coinvolto nella pianificazione dei piani di studio; 
  4. il dipartimento dovrebbe giovarsi della collaborazione di ospedali di insegnamento postuniversitario; 
  5. nel piano di studi deve essere privilegiato l'insegnamento individuale negli studi (programma tutoriale) dove gli studenti dovrebbero "imparare facendo"; 
  6. il dipartimento dovrebbe organizzare l'insegnamento e la parte esercitativa in piccoli gruppi permettendo agli studenti di imparare il valore dei peer-review come metodo di formazione permanente; 
  7. l'insegnamento del corso di medicina di famiglia deve basarsi su tematiche piuttosto che su entità patologiche scientifiche. L'obiettivo è quello di avvicinare gli studenti ai comportamenti, all'etica, ai problem solving, alla comunicazione; 
  8. il dipartimento di medicina generale potrebbe avere una propria autonomia finanziaria derivante da finanziamenti da parte dei Ministeri (università, ricerca scientifica e sanità), dalle Regioni e dalle Aziende Sanitarie.

Per partire da quanto già si fa
Esiste una realtà di insegnamento di medicina generale, in varie Regioni. Questa realtà potrebbe essere perfezionata attraverso opportune modifiche del D.L. 256/91, sostenute da norme convenzionali complementari, che individuino anche i criteri e le procedure per la selezione e l'accreditamento dei medici di famiglia che dovranno operare nel dipartimento, in modo da conservare una profonda radicazione dell'insegnamento della medicina di famiglia nel contesto della professione e del servizio sanitario. Gli ordini professionali, i consigli di facoltà e le società scientifiche per la valutazione dei componenti del dipartimento dovrebbero richiedere il curriculum dei medici di famiglia aspiranti. Secondo il documento già redatto dalla FNOMCeO (Gli ordini dei medici per la qualità della professione), solo a coloro che siano in grado di dimostrare di avere operato per la crescita della medicina generale dovrà essere data l'opportunità di essere nominati docenti. L'accreditamento (con una valutazione a punteggio come proposto dall'Accademia italiana dei medici di famiglia) deve basarsi su una documentata attività formativa ed esperienza professionale nell'area delle cure primarie, in particolare deve essere un medico che:

Il dipartimento potrebbe, quindi, nascere da una convenzione fra ordini, università e Servizio sanitario regionale.

Gli impegni, oneri e onori
Il dipartimento di medicina generale deve essere in grado di:

L'istituzione dei dipartimenti di medicina generale può risolvere la situazione che si è creata per aver gestito l'aspetto qualitativo e strutturale della medicina italiana privilegiando il piano politico-sindacale anziché quello educativo-culturale.Va ricordato, infine, che, in Italia, nell'ambito della medicina di famiglia, sono presenti società, gruppi e individualità che hanno prodotto consistenti contributi culturali di ricerca, di insegnamento, di organizzazione e di diffusione di conoscenze e relazioni per i medici di famiglia, anche a livello internazionale. I criteri individuati dalla FNOMCeO per l'accreditamento di costoro rispondono a grande serietà e sono tali da fare emergere chi veramente merita. In questo modo la medicina di famiglia italiana potrà uscire da quella palude dove per troppo era rimasta intrappolata.


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