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La SIMeF parte dal dolore

Da una costola della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) nasce una nuova realtà: è la Società italiana medicina di famiglia (SIMeF), che si è ufficialmente presentata il 27 settembre a Milano. Non si tratta di scissione né di clonazione, ma dell'evoluzione naturale del Comitato tecnico scientifico della stessa FIMMG, che da qualche anno cerca di cambiare il modo di pensare e organizzare l'attività di ricerca e formazione dei medici di famiglia. Ricerca e formazione che, insieme con i temi della comunicazione, hanno acquistato sempre maggior rilievo, e ancora più ne acquisteranno in futuro. Istituire un organismo autonomo, indipendente dal sindacato vero e proprio, dedicato interamente a questi scopi, significa sottolinearne la centralità nella qualificazione professionale; in tal modo si potrà intervenire in maniera più efficace e organica, istituendo corsi di formazione a piccoli gruppi e coordinando progetti di ricerca, sia dal punto di vista dei contenuti scientifici, sia dal punto di vista più strettamente logistico.
Non si parte quindi dal nulla, ma dall'esperienza maturata dal Comitato tecnico scientifico, che può già vantare di aver raggiunto importanti obiettivi, elaborando linee guida contro l'osteoporosi e per la dissuasione dal fumo, aderendo al progetto Cronos sulla malattia di Alzheimer e al trial "Rischio e prevenzione sugli omega tre nelle malattie cardiovascolari.
Nell'incontro milanese il presidente della FIMMG, Mario Falconi, ha rilanciato la necessità di istituire dipartimenti universitari di medicina generale, sottolineando che quest'ultima è una vera e propria specialità, i cui campi di interesse possono essere raccolti nelle tredici aree individuate dal presidente della neonata società, Fiorenzo Corti: dalla salute della persona in generale a quella dell'infanzia e adolescenza alla medicina della terza età, dalla medicina sociale e la prevenzione ai rapporti tra salute e ambiente, da ricerca e sperimentazione a informatica, comunicazione, bioetica e verifica di qualità (Vrq), dall'evidence based medicine all'organizzazione e al management, all'economia sanitaria e gestionale.
A ciascuno dei dipartimenti così definiti affluiranno le diverse competenze specialistiche, per arricchire la formazione globale del medico di famiglia nei vari e molteplici aspetti della sua attività.
Intanto si è stabilito il primo argomento di lavoro, su cui si è incentrato anche l'incontro di presentazione della società, scelto per il ruolo fondamentale che svolge su questo fronte il medico di famiglia: la terapia del dolore e le cure palliative, su cui sta per uscire un primo manuale curato dallo stesso Mario Falconi: "Il dolore. Caratteristiche e indicazioni di trattamento".
Per parlare di questo tema, e di tutte le sue implicazioni, anche sul piano etico e giuridico, a Milano c'erano anche il giornalista Piero Marrazzo, il segretario del Tribunale per i diritti del malato Stefano Inglese, il giurista Ugo Ruffolo e monsignor Ignacio Carrasco.
E' stata sottolineata la necessità sempre più urgente di istituire hospice e strutture per la cura del dolore e degli altri sintomi anche quando non è possibile curare la malattia, in particolare per i malati terminali. Anche sulla prescrizione di antidolorifici, c'è ancora molto da fare.
D'altra parte non vanno dimenticate anche le forme di dolore che non influiscono sull'aspettativa di vita, ma incidono notevolmente sulla sua qualità: è il caso del mal di schiena, che nelle sue varie forme colpisce almeno una volta nella vita l'80 per cento della popolazione o l'emicrania, che in Italia riguarda il 10 per cento della popolazione adulta.
Quasi il 20 per cento dei cittadini non ritiene sufficiente l'attenzione che il medico presta al sintomo dolore: è questo perciò il primo fronte su cui la SIMEF si accinge a lavorare, sensibilizzando e informando i suoi soci, affinché prestino maggior cura alla sofferenza dei loro assistiti.


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