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La fase pilota guida lo STEP fuori dal porto

Marvi Tonus - Occhio Clinico

Terminata la fase preliminare che ne ha validato gli strumenti, ora l’impegno è completare questa ricerca originale
 

Lo STEP è uno studio caso controllo per la valutazione della efficacia preventiva della mammografia eseguita al di fuori dei programmi di screening. Lo scopo è misurare il valore di questo esame diagnostico, in termini di riduzione di mortalità, quando viene attuato in modo cosiddetto opportunistico, su indicazione del medico di medicina generale o su richiesta della donna e non nel quadro di controlli sulla popolazione sana promossi da enti nazionali o locali.
Alla sperimentazione sono invitati tutti i medici di famiglia italiani che hanno tra le loro pazienti almeno una donna colpita da carcinoma della mammella metastatico o che comunque aderirebbero volentieri se gli si presentasse un caso nei prossimi mesi. Ogni partecipante dovrà raccogliere, seguendo le indicazioni del protocollo, informazioni relative al caso insieme con quelle di due assistite scelte casualmente, di simile età, che costituiranno i controlli.

Chi fosse interessato al ruolo di coordinatore può contattare Maurizio Cancian (cancio@dada.it) o Filippo Bianchetti (filbianc@working.it)

La rivista Occhio Clinico con il suo nuovo sito Internet, il Centro studi e ricerche in medicina generale, la Società italiana di medicina generale e l’Azienda sanitaria locale di Varese promuovono questo progetto che ha, tra l’altro, l’ambizione di contribuire a emancipare la ricerca della medicina generale italiana e renderla competitiva a livello internazionale. Per trovare tutte le informazioni su come collaborare allo studio STEP si veda il riquadro qui a fianco.

 

Informazioni in rete
• Occhio Clinico: 
http://www.occhioclinico.it/

• Centro studi e ricerche in medicina generale:
http://www.csermeg.it/

• Società italiana di medicina generale: 
http://www.simg.it/stepmammografia/

Franco Berrino, epidemiologo dell’Istituto dei tumori di Milano, e Salvatore Pisani, dell’osservatorio epidemiologico dell’ASL di Varese, sono i garanti che hanno contribuito alla messa a punto degli aspetti tecnici dello studio, e che ora verificano la corretta compilazione delle schede ed elaborano i dati raccolti. Per ottenere numeri statisticamente significativi, si è convenuto che occorrono 1.000 casi e 2.000 controlli. Il traguardo, raggiunto, della fase pilota era, rispettivamente, di 70 e 140.

Un inizio promettente
«Lo stadio preliminare ha messo in luce due fatti importanti», dichiara soddisfatto Maurizio Cancian, della SIMG, uno degli ideatori dello STEP. «Innanzitutto, la scheda che abbiamo concepito per la raccolta delle informazioni sulle donne malate e sui controlli, essendo esauriente, ma facile e sintetica, non impegna troppo il medico di medicina generale nella pratica clinica quotidiana». A riprova, quelle raccolte finora sono state compilate in maniera puntuale dai partecipanti. «Poi, abbiamo constatato che la struttura dello studio è valida» continua Cancian «ossia permette di individuare due popolazioni, i casi e i controlli, che sono confrontabili tra loro e differiscono solo per la presenza della malattia. Per esempio, in entrambi i gruppi la familiarità per carcinoma della mammella, l’assunzione della pillola anticoncezionale, il numero di gravidanze, l’età del menarca – variabili che vengono esplorate con le schede di raccolta – sono sovrapponibili. Se il numero di casi e controlli raccolto finora non basta, dal punto di vista statistico, per trarre conclusioni quantitative, è però sufficiente a esprimere la valutazione qualitativa che lo studio, provato sul campo, è adatto a raggiungere l’obiettivo».
La fase pilota, va rimarcato, è stata condotta in chiave volontaria, non remunerata, sia da parte degli organizzatori, sia dalla segreteria dell’Osservatorio epidemiologico della ASL di Varese, sia dai curanti che hanno inviato le schede.

Un invito caloroso
La parola d’ordine dell’appello ai colleghi (pubblicato sui siti Internet dove è possibile scaricare il materiale informativo sullo STEP) ora è coinvolgimento e partecipazione.
«Un medico di famiglia, che abbia tra i 1.000 e 1.500 assistiti, può aspettarsi, in media, 1,3 casi di tumore al seno» spiega il rappresentante della SIMG. «Per arrivare a 1.000 casi, dobbiamo coinvolgere almeno 50 coordinatori (circa uno per Regione), ciascuno dei quali dovrebbe invitare una ventina di medici della sua zona a segnalare il proprio caso. La SIMG ha già raccolto diverse adesioni ed altrettanto sta facendo lo CSeRMEG».
«L’idea è che ogni coordinatore possa diventare il punto di riferimento locale per i suoi diretti colleghi» spiega Filippo Bianchetti, medico di famiglia di Varese e promotore dello STEP-mammografia «presentare la ricerca in una breve riunione, fornire loro materiale e supporto nella selezione dei casi e dei controlli. Abbiamo ottenuto, su proposta del comitato scientifico, un finanziamento dal Consiglio direttivo centrale della Lega italiana per la lotta contro i tumori che, se non permette di organizzare riunioni a livello nazionale, è sufficiente a garantire un rimborso spese per il lavoro dei coordinatori locali e per elaborare i dati raccolti nella fase finale dello studio».
Per chi aderisce allo STEP, con la schedina pubblicata su Occhio Clinico o sul suo sito Internet, la UTET periodici offre un abbonamento annuo alla rivista.


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