Manuale di Medicina generale
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CONCEZIONE E PIANO DELL'OPERA

L'indice e gli autori

Perché un manuale italiano
Il medico di medicina generale italiano dispone di numerosi testi di medicina specifici per la sua professione. Salvo poche eccezioni, però, si tratta di traduzioni di libri scritti in altri Paesi. Naturalmente la scarsità di testi prodotti dalla medicina generale italiana non giustifica di per sé un nuovo libro, se non si mette nel dovuto risalto il fatto che per la medicina del territorio il contesto sociale e normativo non è certo un aspetto secondario. L'integrazione della medicina di base in un Servizio Sanitario Nazionale ne determina infatti in misura rilevante ruolo, funzioni e modalità organizzative, con connotazioni distinte rispetto ad altri paesi.

Una prospettiva epidemiologica e organizzativa
La presente trattazione intende soprattutto proporre due prospettive poco utilizzate nei testi di medicina generale: quella epidemiologica e quella organizzativa, che sono intimamente collegate perché dall'una discende in gran parte l'altra. Nella medicina generale le attività programmabili, oltre ad essere probabilmente prevalenti, sono anche quelle dalle quali si può trarre un maggiore impatto per la salute. Basti pensare all'importanza degli interventi sul rischio cardiovascolare, sul diabete e sulla prevenzione e diagnosi precoce delle neoplasie.
Inoltre tutto il lavoro del medico di medicina generale può essere visto come presa in carico, per un lungo periodo di tempo, di una popolazione di assistiti, per la quale si possono conoscere e prevedere abbastanza bene incidenze e prevalenze di molti problemi acuti e cronici. Grazie a una visione complessiva si possono superare gli inconvenienti di una pratica professionale frammentata e disomogenea, e perciò non pianificabile, in cui ciascun paziente sembra fare storia a sé.

Individui e popolazione
Naturalmente bisogna guardarsi da alcuni rischi. Il primo è quello di mettere in secondo piano l'assistenza all'individuo curandosi principalmente di anonime popolazioni. In realtà ogni volta che si possono riconoscere individui, con le loro peculiarità e differenze, vuol dire che esiste anche una complementare possibilità di riconoscere categorie con certe caratteristiche omogenee, senza le quali - a ben vedere - parlare di differenze o peculiarità non sarebbe nemmeno possibile. Nessun paziente, asmatico, iperteso o diabetico, può apparire realmente diverso, particolare, deviante, se non per contrasto rispetto allo sfondo fatto dei diabetici, degli asmatici e degli ipertesi da cui proviene e di cui si possono definire le caratteristiche, le necessità, la variabilità di risposta, e così via.
Ciascun medico di medicina generale ha in carico una lista di assistiti che lo hanno scelto: in media si tratta pressappoco di mille persone. Tra loro vi sono circa 200 ipertesi, 30 diabetici, 50 asmatici, ma una certa frazione delle persone affette da quelle patologie non è conosciuta, e un'altra frazione non è adeguatamente trattata. Una trentina di donne si troveranno ad affrontare i problemi del climaterio, una certa percentuale di anziani manifesteranno un deterioramento mentale, altri i problemi dovuti al sommarsi di più patologie croniche con diversi gradi di invalidità e perdita della propria autonomia. Ogni anno in media a tre di quelle 1.000 persone sarà diagnosticato un tumore e ad altrettante un grave evento cardiovascolare. Almeno un centinaio (ma occasionalmente anche il doppio o il triplo) durante l'inverno, tutti gli inverni, si ammaleranno di influenza, obbligando il medico a una notevole mole di lavoro per visite domiciliari in un periodo temporale molto limitato. Nonostante un'ampia variabilità, in media il medico avrà oltre 5.000 consultazioni in studio e farà almeno 500 visite domiciliari l'anno. Alcuni assistiti non saranno incontrati che una volta ogni 5 anni, altri saranno visti decine di volte l'anno.
Molti di coloro che vengono visti più spesso pongono la questione di come ridurre gli accessi incongrui e il consumismo sanitario, oppure di come affrontare l'ansia e il rischio di una dipendenza dalle rassicurazioni del medico, o di come svelare cause non dichiarate di accesso, o anche, e su un piano ben diverso, di come ridurre il rischio, questa volta anche per il medico, di non accorgersi che c'è veramente qualcosa di nuovo. Problemi che fanno riferimento alla categoria dei "frequent attenders" e alle difficili sfide che pongono. Per tutti i pazienti, e in ogni incontro, il medico di medicina generale si dovrà inoltre prefiggere di svolgere efficacemente il ruolo di interfaccia tra la scienza e la gente: cioè essere capace di un linguaggio che sia comprensibile, e di perseguire obiettivi che siano condivisi, essendo però nel contempo attento a sua volta a cogliere il punto di vista del paziente, non necessariamente scientifico ma non per questo certamente irrazionale.

Problemi diagnostici, di gestione acuta e cronica
Il libro non si propone di riscrivere quanto si trova in testi di base autorevoli e ben più completi, a cui tutti i medici (inclusi quelli di medicina generale) attingono per consultazione, ma di affiancare quei trattati di medicina per fornire principalmente quello che vi manca, cioè una griglia in cui ordinare priorità, conoscenze, incertezze, esperienze e metodi della medicina generale. Di volta in volta i vari argomenti saranno organizzati non in modo da rispettare un'omogeneità espositiva esteriore, ma da privilegiare la rispondenza a necessità pratiche del medico di medicina generale. Le differenti tipologie delle situazioni affrontate non permettono infatti di seguire criteri univoci per tutti gli argomenti.
Alcuni problemi sono prevalentemente diagnostici e si presentano quindi in termini di esplorazione delle possibilità indicate dal sintomo. In altri casi la diagnosi sarà ovvia o già posta, ma il medico avrà bisogno di impostare un razionale piano di intervento per patologie acute oppure per la gestione e il monitoraggio nel tempo di problemi cronici. In altri casi ancora il problema non è né diagnostico né relativo al che fare, ma piuttosto al come fare, cioè alle abilità necessarie, o agli strumenti utili per determinati interventi.
Infine, si forniranno indicazioni sulle fonti a cui attingere, anche tramite le potenzialità offerte da Internet, e su quegli aspetti di pertinenza della medicina generale che definiscono potenziali aree di ricerca, contribuendo tra l'altro ad accrescere le conoscenze in modo originale ed attivo.

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Vedi la rubrica Discussione pubblicata in Occhio Clinico 2002; 8.


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