MIR - medicina in retevai alla home page

Ferve il dibattito: UNA CAMPAGNA PUBBLICITARIA UN PO' ACIDA

Archivio discussioni

Giuseppe Belleri: Questa mattina, dopo aver sfogliato velocemente La Repubblica, mi scappa l'occhio sull'ultima pagina dove campeggia un annuncio pubblicitario che recita: "Se conosci tutti i rimedi contro l'acidità, perché ce l'hai ancora?". Si tratta di un messaggio promozionale che intende sensibilizzare il lettore sulla "malattia da reflusso acido" per non "sottovalutare i suoi sintomi" e convincere la gente che "oggi la cura esiste, parlane con il tuo medico". Il paginone e' firmato dalla FIMMG e dalla neonata SIMEF. Non viene specificato altro, ad esempio se vi sia qualche forma di sponsorizzazione o se l'iniziativa rientri in una ricerca, epidemiologica o altro. Certo, dopo aver letto l'analisi di Marco Grassi sulle sofisticate e seduttive tecniche di marketing adottate nei paesi anglosassoni, denunciate dall'autorevole BMJ, qualche sospetto e' legittimo! Che sia la volta del sindacato-cavallo di Troia?

Federico Torregiani: Ti rispondo velocemente e direttamente dalla sala stampa del Congresso FIMMG di Giardini Naxox: si tratta semplicemente ed esclusivamente di una campagna di sensibilizzazione su talune patologie nei riguardi del cittadino, che vede l'appoggio sia della FIMMG che della sua Società scientifica; ne seguiranno sicuramente altre. Cosa ci guadagna in tutto questo la FIMMG? Ci guadagna in immagine; punto. Tutto il resto è dietrologia. Non esiste alcuna alleanza tra FIMMG ed il noto quotidiano; Repubblica pubblica semplicemente una pagina che per il giornale non e' diversa da qualsiasi altra pagina pubblicitaria a pagamento.

Beppe Belleri: Quindi, se non ho capito male, l'APPOGGIO della FIMMG è rivolto ad una campagna educazionale che comprende anche altri attori; infatti si dà appoggio, sostegno, aiuto etc.. ad iniziative promosse da terzi, mentre le proprie autonome deliberazioni non vengono appoggiate, ma semplicemente prese, adottate, decise. Chi e' il beneficiario, quindi, dell'appoggio FIMMG-SIMEF? Personalmente non ho mai parlato di guadagno, di interessi o di altri argomenti attinenti alla sfera economica (excusatio non petita......). Di sicuro il "guadagno" della FIMMG e' pagato a caro prezzo, perlomeno proporzionale alle tariffe pubblicitarie del giornale. Certo, un'associazione privata e' libera di spendere le quote associative come meglio crede; evidentemente l'auto-promozione della propria immagine "paga" ed è considerata prioritaria anche da nuovi soggetti associativi, come la SIMEF, che si affiacciano alla ribalta pubblica senza problemi finanziari, visto che si possono permettere interi paginoni di quotidiano a tiratura nazionale! Temo che siano altri che rischiano di farsi del male. La strategia promozionale delle major farmaceutiche sta' cambiando: dai tradizionali messaggi diretti ai professionisti, tramite pubblicità su riviste o informazione ad personam, al target ultimo del farmaco, ovvero il cittadino potenziale paziente-consumatore, che così diventa il primo destinatario della promozione. Si by-passa insomma il livello professionale e, facendo leva sia su sintomi e rischi effettivi o sulla patologizzazione di disturbi al confine tra fisiologia e patologia, si gioca la carta del cittadino-utente che decide di affrontare il suo problema dal proprio medico (la vecchia ricetta à la Knoch, amplificata dai media). Evidentemente il cittadino e' più malleabile e sensibile ai messaggi pubblicitari ed e' anche più produttiva la "creazione" di nuovi malati rispetto alla persuasione, più o meno occulta, dei medici sulla bontà dei farmaci. Questa manovra di aggiramento del medico infine e' un piccolo colpo alla sua tradizionale funzione di agenzia. Se il sindacato e la nuova società hanno ritenuto di aderire consapevolmente a questa strategia avranno avuto le loro valide motivazioni, in tutti i sensi!

Torna a MIR - medicina in rete

Archivio discussioni