Psico oncolologia

copertina libroGiovanni Marchioro
Dentro il dolore
Milano: Franco Angeli, 2007
134 pagine, 14 euro

Il ruolo dello psicologo nella malattia tumorale, specie in quella avanzata, non può essere confinato a una generica solidarietà umana, ma deve essere quello di promuovere la crescita della persona sofferente, nonostante (o proprio perché) essa intravveda più vicini gli orizzonti spaziali e temporali della sua vita.
Il libro di Giovanni Marchioro testimonia, in aggiunta, come il percorso con il paziente sia anche un percorso di crescita per il terapeuta, che aggiunge alla propria costruzione personale ogni singolo caso affrontato, ogni perdita subita, ogni parola data e ricevuta.
La malattia trasforma il corpo e, tramite esso, lo spirito: un volto denudato dall’alopecia, per esempio, ritrova quei connotati (gli occhi e la testa sembrano più grandi) in grado di muovere l’individuo adulto alla compassione per il cucciolo.
Eppure, la mutazione somatica che induce la pietas degli altri, induce l’orrore del paziente, che vi vede l’implosione della propria personalità e la rinuncia di ogni pretesa estetica che lo rendevano un individuo unico.
Questa separazione da sé porta alla terza delle condizioni che il colloquio psicologico vuole sconfiggere: dopo la solitudine e il silenzio, la nostalgia della propria vita. Lo psico oncologolo si prefigge di accompagnare il paziente oltre il limite, la soglia, il «temenos» della malattia, per aiutarlo a ritrovare se stesso e la propria, sacra, individualità.

Simonetta Pagliani

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