Il caffè: da grande imputato a “santo subito”

Ulteriori buone notizie per gli amanti del caffè: dati ossevazionali presentati alla EPI|PNAM 2010, la Cardiovascular Disease Epidemiology and Prevention and Nutrition, Physical Activity, and Metabolism 2010 Conference, suggeriscono che il caffè, già benemerito nella prevenzione del diabete, ora è anche associato a un minor rischio di ricoveri in ospedale per aritmie cardiache, di qualsiasi tipo, contrariamente a quanto finora pensato da pazienti e medici.

Dopo aver aggiustato per variabili mulpiple come l’indice di massa corporea, la pressione arteriosa, il colesterolo e altro ancora, è risultato un effetto protettivo, per cui uomini e donne che bevono più di 4 tazze di caffè hanno il 18% in meno di rischio di finire in ospedale per aritmia cardiaca, a prescindere dal gruppo etnico di appartenenza e dallo stato di fumatore o non fumatore. I risultati sono riassunti nella seguente tabella.

TABELLA | Rischio relativo (95% CI) di aritmia secondo l’introito di caffè

Aritmia <1 tazza al dì 1–3 tazze al dì>4 tazze al dì
Tutte le aritmie 0.97 (0.85–1.11) 0.93 (0.84-1.02) 0.82 (0.73–0.93)
Tachicardia parossistica sopraventricolare 0.85 (0.54–1.34) 1.01 (0.72–1.40) 0.63 (0.41–0.98)
Tachicardia parossistica ventricolare 0.99 (0.59–1.63) 1.04 (0.71–1.53) 1.22 (0.79–1.87)
Fibrillazione atriale 0.82 (0.67–1.00) 0.88 (0.76–1.01) 0.81 (0.69–0.96)
Flutter atriale 0.99 (0.65–1.93) 0.86 (0.62–1.20) 0.80 (0.54–1.19)
Battiti prematuri 1.98 (1.02–3.84) 0.98 (0.54–1.79) 0.62 (0.28–1.35)
Disfunzione del nodo seno atriale 1.04 (0.71–1.52) 0.90 (0.67–1.21) 0.88 (0.62–1.24)
Altre aritmie 1.02 (0.79–1.32) 0.93 (0.77–1.14) 0.72 (0.56–0.93)

Poiché il caffè decaffeinato non dà la stessa protezione, il meccanismo protettivo, non ancora chiarito, potrebbe proprio riguardare la caffeina, che compete con l’adenosina nel cervello e che potrebbe farlo anche nel cuore. Poiché l’adenosina ha a che fare con la conduzione e la depolarizzazione cellulare e con l’accorciamento del periodo refrattario, la caffeina potrebbbe attenuare i problemi di ritmo che ciò comporta. Occorre che questi dati siano confermati da altri studi, soprattutto diretti a investigare il ruolo del caffè nelle aritmie non così gravi da condurre al ricovero ospedaliero.

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