E’ un “brutto anatroccolo” chi lavora in Guardia medica?

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Vaona A
Uno studio aziendale d’intervento informativo low-cost cerca di capire se la carenza cronica di medici per il Servizio di continuità in Veneto sia una questione di mancata conoscenza della disponibilità di posti.
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Occhio Clinico 2009; 12: node/1300
<p class="firma"> <b>Alberto Vaona</b><br /> Medicina generale, Verona </p> <p class="sommario"> Uno studio aziendale d'intervento informativo low-cost cerca di capire se la carenza cronica di medici per il Servizio di continuità in Veneto sia una questione di mancata conoscenza della disponibilità di posti. </p> <p> Il Servizio di continuità assistenziale completa l'offerta delle cure primarie, assicurando le prestazioni non differibili di cure primarie durante l'orario diurno nei prefestivi e diurno e notturno nei festivi. A differenza di quanto accade in altri paesi europei, nella realtà italiana il servizio, seppure con differenze inter regionali e inter aziendali, soffre di un cronico sottosviluppo logistico, formativo e scientifico: non sono previsti percorsi formativi dedicati, all'interno del corso triennale di Formazione specifica in medicina generale e non sono stati condotti in Italia studi su questo servizio. </p> <p> Ciò comporta che il servizio sia diventato, in particolare nelle regioni del nord del Paese, un ambito lavorativo che i medici evitano: si assiste al paradosso che lunghissime graduatorie regionali per gli incarichi nelle cure primarie (in Veneto sono oltre 900 i medici inseriti) non consentono di coprire le carenze del servizio di continuità assistenziale, che in alcune aziende arrivano anche al 40% del personale necessario. </p> <p> Per garantire il servizio, le aziende sono costrette a incaricare personale medico non formato, per periodi limitati di tempo (l'ACN prevede che il personale medico non formato possa essere incaricato per non più di 3 mesi l'anno), con la conseguenza che la popolazione è assistita per bisogni urgenti di salute da un buon numero (fino al 40%) di medici che non hanno interesse a investire la propria professionalità nello sviluppo del servizio. </p> <p> La Regione Veneto è dovuta ripetutamente intervenire, con provvedimenti legislativi urgenti, per far fronte a questa situazione: nel 2004 ha stabilito di estendere l'incarico dei medici titolati che si fossero detti disponibili da 104 a 144 ore mensili e, nel 2007, ha ancora esteso a 164 ore mensili. L'accettazione dell'incarico da parte dei medici della lista regionale era stata inferiore al 25%, rendendo necessaria la sistematica attribuzione di incarichi provvisori, al fine di garantire il servizio di continuità assistenziale. </p> <p> Cò a dispetto del fatto che, negli ultimi anni, c'è statto nel Veneto a un miglioramento delle condizioni retributive dei medici inseriti nel servizio, derivante dall'applicazione regionale dell'ACN, che attribuisce funzioni e compiti aggiuntivi al &quot;tempo medico&quot; del servizio. </p> <p class="sottotitolo"> Ma si sa che sono posti disponibili? </p> <p> E' stato quindi fatto uno studio per stabilire se la carenza di personale medico da inserire nel servizio possa essere dovuta al tipo di informazione circa la vacanza di incarichi che le Aziende ULSS attuano per reclutare il personale o da idee non aggiornate circa la retribuzione da attendersi. </p> <p> L'Azienda ULSS 20 di Verona, per disposizione regionale, redige semestralmente una graduatoria per gli incarichi provvisori in cui confluiscono medici già inseriti in graduatoria regionale, medici formati, ma non ancora inseriti in graduatoria regionale, medici non formati e, infine, medici in formazione specifica in medicina generale e in corso di specializzazione di altre discipline (come ultima riserva). </p> <p> In data 7 maggio 2007, l'ULSS 20 ha pubblicamente bandito sul sito internet dell'azienda 25 incarichi vacanti di continuità assistenziale (37% dell'organico complessivo del servizio) con decorrenza dal 1 ottobre 2009, per i quali gli interessati erano tenuti a fornire disponibilità scritta via fax entro il 03 luglio 2007. </p> <p> Nei primi giorni di giugno 2009 (con procedura conforme alla normativa vigente) venivano inviati un primo sms e uno di promemoria a distanza di una settimana, ai 186 medici che avevano segnalato all'Ordine dei medici di Verona la disponibilità a una sostituzione di medicina generale. Il testo del messaggio riportava l'avviso di bando con la scadenza,  i livelli retributivi mensili e un indirizzo di posta elettronica per ricevere il modulo da compilare e inviare via fax. </p> <p> In agosto è stata pubblicata la graduatoria di disponibilità aziendale aggiornata con le nuove disponibilità portate da questi nuovi contatti. </p> <p> La graduatoria aggiornata ha permesso di valutare: </p> <ol> <li>il numero di medici che avevano chiesto informazioni e modulistica all'indirizzo di posta elettronica, dopo l'sms;</li> <li>il numero di medici che avevano chiesto informazioni e modulistica all'indirizzo di posta elettronica, senza aver ricevuto direttamente l'sms, ma per &quot;passa-parola&quot;.</li> <li>il numero di medici che, ricevuta la modulistica, l'hanno poi presentata, venendo inseriti nella graduatoria aziendale di disponibilità.</li> </ol> <p> Al termine del 3 luglio, giorno di scadenza dei termini di presentazione della disponibilità all'incarico, il numero di medici che hanno contattato l'indirizzo di posta elettronica era stato di 20 dopo l'sms (su 186: 10,7%) e 5 per passa parola. In totale, 372 sms hanno prodotto 25 contatti. </p> <p> Hanno effettivamente presentato il modulo di disponibilità 16 medici (il 64% dei medici che avevano contattato l'indirizzo di posta elettronica). </p> <p> Tra i medici che hanno contattato l'indirizzo di posta elettronica non c'erano medici inseriti in graduatoria regionale, né medici aventi titolo non inseriti in graduatoria regionale. I medici non formati per la medicina generale erano 6, quelli in formazione per la medicina generale 1 e i rimanenti 9 erano medici frequentanti scuole di specializzazione. In base alla normativa vigente, questi ultimi medici sono incaricabili sono a seguito di carenza di altre disponibilità. </p> <p> Il presupposto di questa indagine era l'ipotesi che potesse essere la carenza di informazione sugli incarichi vacanti e sui livelli retributivi del servizio di continuità assistenziale la causa dello scarso interesse per i medici a lavorarvi, ma i risultati sembrano smentirla, poiché solo il 13,4% del totale dei medici che hanno ricevuto notizia della possibilità lavorativa ha dimostrato interesse a ulteriori informazioni e solo l'8% di chi ha preso contatto ha manifestato la disponibilità a prendere servizio (per di più, solo il 3,6% era di fatto incaricabile). </p> <p> Lo studio ha diversi limiti: il bacino da cui sono stati tratti i cellulari dei medici da contattare, seppur ampio, potrebbe non essere quello più adatto in cui cercare medici interessati all'incarico di continuità assistenziale. Infatti, se il contributo della graduatoria regionale alla copertura delle aree carenti annualmente individuate è di circa il 25%, quello del bacino utilizzato è stata solo dell'8%, contributo del 8% potenzialmente sovrastimato, poiché il medico che dichiara la disponibilità con 3 mesi di anticipo potrebbe, in seguito, cambiare idea </p> <p> I risultati dello studio hanno, infine, implicazioni pratiche negative per la pubblica amministrazione, dimostrando la poca efficacia di sistemi a basso costo (sms) d'informazione ai medici. </p> <p> Quest'indagine, dimostrando che il disinteresse dei medici per il servizio di continuità assistenziale non è dovuta a mancanza di informazioni sulla disponibilità o retribuzione dei posti, suggerisce un'attenta riflessione sulle motivazioni per le quali i medici ritengono che il servizio di continuità assistenziale sia di scarso interesse professionale. </p> <p class="bibliografia"> Bibliografia </p> <ul> <li>Hansen E et al. Sentinel monitoring of activity of out-of-hours service in Norway in 2007: an observational study. BMC Health Serv Res. 2009 Jul 22;9:123.</li> <li>Huibers L et al. Out-of-hours in western country: assessment of different organizational models. <a href="javascript:AL_get(this,%20'jour',%20'BMC%20Health%20Serv%20Res.');">BMC Health Serv Res</a> 2009; 23: 105.</li> </ul>

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