Mi rendo conto di
prescrivere molti antibiotici per banali faringiti, pur riuscendo a evitare un
numero ancora maggiore di prescrizioni, soprattutto quando la febbre non è
troppo alta o si abbassa facilmente con il paracetamolo. In questi casi, riesco
a proporre il compromesso di aspettare un paio di giorni prima di assumere
l'antibiotico, che spesso, però, il paziente vuole avere in casa "almeno di
scorta".
D'altronde, è impensabile
far eseguire a tutti un tampone faringeo, per la scomodità dell'accesso ai
laboratori e il tempo d'attesa per avere il risultato: il paziente vuole stare
bene subito, specie in tempo di vacanze. Non esiste un protocollo d'azione nei
riguardi delle faringiti, cui appellarsi?
Risposta
E' stata messa a punto (Am Fam Physician.
2009;79:383-390) una scala di punteggi, la cosiddetta Centor score per aiutare
il medico a decidere se il paziente in visita non ha bisogno di nessun test, ha
bisogno di un tampone faringeo (sensibilità 90-95%) o di un test rapido (rapid
antigen detection testing, RADT, sensibilità 70%) oppure di un trattamento
empirico con antibiotici.
Infatti, la diagnosi
eziologica deve tenere conto di molti fattori, nessuno dei quali patognomonico:
la stagionalità (fine dell'inverno e inizio primavera), la prevalenza (15 - 30
% dei casi di faringite acuta nei bambini e nel 5 - 20 % negli adulti).
Il Centor score si basa sui
sintomi di accompagnamento della faringite streptococcica:
la febbre >38 C°,
l'essudato tonsillare e l'adenopatia cervicale (le petecchie sul palato sono
specifiche, ma non comuni), nonché sull'assenza di altri che devono, invece,
far pensare a una eziologica virale: la tosse, la rinite, la congiuntivite e la
diarrea.
Viene assegnato un punto a
ciascuno di questi criteri:
assenza di tosse
linfonodi cervicali ipertrofici
temperatura corporea >38 C°
gonfiore o essudato tonsillare
età tra i 3 e i 14 anni
Infine, si sottrae un punto
per un'età > 45 anni.
Fatto salvo che un contatto
recente accertato con persona infetta da streptoccocco abbassa la soglia
decisionale, per un punteggio da 0 a 1 il rischio di faringite streptococcica
arriva fino al 10% e non sono indicati né test ulteriori, né terapia
antibiotica.
Con un punteggio di 2 il
rischio arriva al 18% e, con 3, fino al 35%: ciò impone l'esecuzione di un test
rapido o del tampone e la terapia antibiotica se positivi.
Con un punteggio di 4 o
più, il rischio streptococcico sale fino a 53% e si può prendere in
considerazione il trattamento antibiotico empirico: 1 iniezione im di benzatina
penicillina o 10 gg di amoxicillina (tasso di eradicazione dell'85%), macrolidi
o cefalosporine di prima generazione. Alcune linee guida internazionali
suggeriscono persino di non trattare comunque l'infezione, che è autolimitante
e i cui sintomi passano spontaneamente con un ritardo di 16 ore rispetto al
trattamento antibiotico (il cui NNT è 4). Il razionale della terapia sta, però,
nell'evitare le complicanze suppuratorie locali, quelle renali e reumatiche e
la diffusione del batterio.
I portatori cronici di
streptococco faringeo hanno una bassa probabilità di trasmetterlo ad altri, per
cui non andrebbero trattati se non in casi particolari, quali:
infezioni ricorrenti in famiglia
contatto con affetti da
glomerulonefrite o febbre reumatica
essere operatori sanitari
Non è noto il ruolo della
tonsillectomia nell'evitare ulteriori infezioni faringee da streptococco.
<p class="sottotitolo">
Quesito
</p>
<p>
Mi rendo conto di
prescrivere molti antibiotici per banali faringiti, pur riuscendo a evitare un
numero ancora maggiore di prescrizioni, soprattutto quando la febbre non è
troppo alta o si abbassa facilmente con il paracetamolo. In questi casi, riesco
a proporre il compromesso di aspettare un paio di giorni prima di assumere
l'antibiotico, che spesso, però, il paziente vuole avere in casa "almeno di
scorta".<br />
D'altronde, è impensabile
far eseguire a tutti un tampone faringeo, per la scomodità dell'accesso ai
laboratori e il tempo d'attesa per avere il risultato: il paziente vuole stare
bene subito, specie in tempo di vacanze. Non esiste un protocollo d'azione nei
riguardi delle faringiti, cui appellarsi?
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<p class="sottotitolo">
Risposta<b><br />
</b>
</p>
<p>
E' stata messa a punto (<i>Am Fam Physician</i>.
2009;79:383-390) una scala di punteggi, la cosiddetta Centor score per aiutare
il medico a decidere se il paziente in visita non ha bisogno di nessun test, ha
bisogno di un tampone faringeo (sensibilità 90-95%) o di un test rapido (rapid
antigen detection testing, RADT, sensibilità 70%) oppure di un trattamento
empirico con antibiotici.
</p>
<p>
Infatti, la diagnosi
eziologica deve tenere conto di molti fattori, nessuno dei quali patognomonico:
la stagionalità (fine dell'inverno e inizio primavera), la prevalenza (15 - 30
% dei casi di faringite acuta nei bambini e nel 5 - 20 % negli adulti).
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<p>
Il Centor score si basa sui
sintomi di accompagnamento della faringite streptococcica:
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<p>
la febbre >38 C°,
l'essudato tonsillare e l'adenopatia cervicale (le petecchie sul palato sono
specifiche, ma non comuni), nonché sull'assenza di altri che devono, invece,
far pensare a una eziologica virale: la tosse, la rinite, la congiuntivite e la
diarrea.
</p>
<p>
Viene assegnato un punto a
ciascuno di questi criteri:
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<ul class="unIndentedList">
<li> assenza di tosse</li>
<li>
linfonodi cervicali ipertrofici</li>
<li>
temperatura corporea >38 C°</li>
<li>
gonfiore o essudato tonsillare</li>
<li>
età tra i 3 e i 14 anni</li>
</ul>
<p>
Infine, si sottrae un punto
per un'età > 45 anni.
</p>
<p>
Fatto salvo che un contatto
recente accertato con persona infetta da streptoccocco abbassa la soglia
decisionale, per un punteggio da 0 a 1 il rischio di faringite streptococcica
arriva fino al 10% e non sono indicati né test ulteriori, né terapia
antibiotica.
</p>
<p>
Con un punteggio di 2 il
rischio arriva al 18% e, con 3, fino al 35%: ciò impone l'esecuzione di un test
rapido o del tampone e la terapia antibiotica se positivi.
</p>
<p>
Con un punteggio di 4 o
più, il rischio streptococcico sale fino a 53% e si può prendere in
considerazione il trattamento antibiotico empirico: 1 iniezione im di benzatina
penicillina o 10 gg di amoxicillina (tasso di eradicazione dell'85%), macrolidi
o cefalosporine di prima generazione. Alcune linee guida internazionali
suggeriscono persino di non trattare comunque l'infezione, che è autolimitante
e i cui sintomi passano spontaneamente con un ritardo di 16 ore rispetto al
trattamento antibiotico (il cui NNT è 4). Il razionale della terapia sta, però,
nell'evitare le complicanze suppuratorie locali, quelle renali e reumatiche e
la diffusione del batterio.
</p>
<p>
I portatori cronici di
streptococco faringeo hanno una bassa probabilità di trasmetterlo ad altri, per
cui non andrebbero trattati se non in casi particolari, quali:
</p>
<ul class="unIndentedList">
<li>
infezioni ricorrenti in famiglia</li>
<li>
contatto con affetti da
glomerulonefrite o febbre reumatica</li>
<li>
essere operatori sanitari</li>
</ul>
<p>
Non è noto il ruolo della
tonsillectomia nell'evitare ulteriori infezioni faringee da streptococco.
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