Piccoli e scuri, puzzano e rubano

A proposito di atteggiamento «di maggioranza» nei confronti degli immigrati, clandestini o meno, ecco cosa si trova guardando in un non lontano passato nazionale.
Filippo Bianchetti

«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.  Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane.  Si costruiscono baracche nelle periferie.  Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina.  Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10.
Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina;  spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Dicono che siano dediti al furto e se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro.
I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali».

Ottobre 1919. Dalla relazione dell’ Ispettorato per l’ immigrazione del
Congresso degli Stati uniti sugli immigrati italiani.

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