Una comunità virtuale per sbrogliare nodi gestionali reali

E tu, come ti sei organizzato?E tu, come ti sei organizzato?
Milano M, Gherardi S, Bruni A, Collecchia G, Gambarelli L, Longoni P, Nicolucci A, TombesiM.
Milano: Il Sole 24 ORE, 2008
179 pagine
24 euro

E’ uscito il primo libro che indaga sulle forme organizzative della medicina di famiglia italiana, attraverso le voci dei protagonisti.
Il titolo svolge la sigla dello studio TuCoRi, da cui prende le mosse e gli autori sono i coordinatori di tale studio, che ha visto il confluire di esperienze e di riflessioni di una comunità medica che ha cercato nel confronto uno strumento per ipotizzare, attuare e osservare il cambiamento nella pratica dell’assistenza primaria.
La comunità di pratica era formata da medici con oltre 1.000 assistiti, operanti in città di grandi, medie e piccole dimensioni e in zone rurali, da soli o in gruppo o rete (per la maggior parte), con accesso all’ambulatorio libero o su appuntamento.
Le aree tematiche da descrivere (e le loro soluzioni) sono state individuate con l’aiuto di procedure di comunicazione codificate, come il metodo Hanlon e il metodo Delphi; è risultato che dei cinque argomenti sentiti come più rilevanti dai colleghi, il più quotato era quello dell’organizzazione, mentre l’ultimo della lista era quello della relazione con le istituzioni.
I capitoli del libro si snodano tra le valutazioni quantitative delle soluzioni ai vari problemi e  le considerazioni personali dei medici pro e contro le diverse opzioni scelte, togliendo alla lettura il carattere tecnico noioso per renderla, invece, accattivante come quella di una seduta di «autocoscienza professionale», in cui si possono specchiare i dubbi e le convinzioni di tutti i colleghi. Ne emerge un confortante («mal comune mezzo gaudio») sguardo negli ambulatori di mezza Italia: accessi in costante aumento negli anni, orari di visita prolungati, sale d’attesa affollate, ricerca della forma organizzativa che renda sì più facile l’attività lavorativa al medico, ma a patto di rispettare e tutelare i bisogni dell’assistito. Se dalle pieghe delle lamentele di alcuni si intuisce l’esistenza anche del collega cialtrone, che tira a campare schivando la fatica, il clima che si respira dal report dello studio TuCoRi è, infatti,  quello di una medicina generale prevalentemente disposta e anzi tesa alla propria evoluzione in gestore globale delle cure primarie.

Simonetta Pagliani
Occhio Clinico

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