L'Italia in fumo

L’abitudine al fumo è sta indagata dalla DOXA, come prevalenza, età di inizio, opinione degli italiani sulla sua pericolosità e intenzione di abbandonarla. I dati qui riportati devono essere di stimolo al medico nella lotta contro il tabagismo.

Uno studio firmato da ricercatori italiani e pubblicato su Circulation, organo dell’American Heart Association, ha dimostrato che il divieto di fumo nei luoghi pubblici, introdotto in Italia nel 2005, ha fatto calare gli infarti dell’11% per le persone fra i 35 e i 64 anni, e dell’8% per chi ha un’età compresa fra i 65 e i 74 anni. Questo importante risultato deve sollecitare da parte dei medici di medicina generale la lotta contro il fumo di sigaretta, abitudine che coinvolge ancora un numero troppo alto di adolescenti, giovane e adulti.
Per incarico dell’Istituto superiore di sanità e in collaborazione con l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e la Lega italiana per la lotta contro i tumori, sezione provinciale di Milano, la DOXA ha effettuato un’indagine campionaria con 3.035 interviste, volta a rilevare:

  • la prevalenza dei fumatori nella popolazione italiana adulta (dai 15 anni);
  • le abitudini dei fumatori (consumo giornaliero, tentativi di smettere, luoghi d’acquisto, spesa media settimanale, eccetera);
  • le opinioni degli italiani (fumatori e non) su alcuni argomenti legati al fumo (il ruolo del medico di base, il rispetto dei divieti, le misure di disassuefazione, eccetera).

La rilevazione è stata effettuata col sistema CAPI (Computer Assisted Personal Interviewing) da 137 intervistatori opportunamente istruiti e controllati, dal 16 marzo al 30 aprile 2008 in 152 comuni di tutte le regioni italiane.
I dati del 2008 confermano la costante diminuzione osservata negli ultimi 50 anni. Nel 2008 la prevalenza è passata dal 23,5 al 22%, rispetto all’anno precedente: in particolare, gli uomini fumatori sono passati dal 27,9 al 26,4%, mentre le fumatrici sono scese dal 19,3 al 17,9% .

Grafico 1 | Prevalenza dei fumatori secondo le indagini DOXA condotte tra il 1957 e il 2008

Fonte: Indagine DOXA-ISS, Il fumo in Italia

La percentuale dei fumatori corrisponde a un numero pari a circa 11,2 milioni di cittadini italiani (6,5 milioni di uomini e 4,7 milioni di donne); i non fumatori sono 30,3 milioni e gli ex fumatori 9,3 milioni.
Le classi di età in cui si registrano percentuali più elevate di fumatori sono quella dai 25 ai 44 anni e dai 45 ai 64 anni (26,4 e 25,9%), mentre tra gli ultrasessantacinquenni la quota di fumatori è del 7,8%.
Fuma il 24% dei giovani tra 15 e 24 anni, pari a circa un milione e mezzo di soggetti.

TAbella | Distribuzione percentuale del campione per abitudine al fumo e classe di età

Fonte: Indagine DOXA-ISS, Il fumo in Italia 2008

La prevalenza dei fumatori nel nord Italia è del 19,1%, al centro del 22,9% e al sud e isole del 25,2%, con differenze di genere molto marcate nell’Italia meridionale (Grafico 2).

Grafico 2 | Prevalenza di fumatori secondo il sesso e la ripartizione geografica


Fonte: Indagine DOXA-ISS, Il fumo in Italia 2008

Quasi la metà dei fumatori consuma meno di 15 sigarette al giorno e i forti fumatori (25 o più sigarette/dì) sono il doppio delle donne:11,2 vs 5,7%. Il numero delle sigarette fumate quotidianamente è rimasto pressoché stabile negli ultimi quattro anni, intorno alle 14 sigarette al giorno, con consumi aumentano passando dal nord al centro e al sud. Nell’ultimo anno hanno smesso di fumare più 560.000 fumatori.
Il 38,5% ha smesso di fumare per danni già avvenuti alla salute e il 40% per prevenzione.
La consapevolezza dei danni da fumo è aumentata di 12 punti percentuali negli ultimi 4 anni, autorizzando a proseguire le campagne anti tabagismo.
Il dato su cui anche i medici devono lavorare è che ben il 75,4% dei fumatori non ha alcuna intenzione di smettere nei prossimi sei mesi.

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