Istituto Superiore di Sanità

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Ufficio Stampa: Le novità del Sito
Aggiornato: 22 ore 21 min fa

Primo Piano - Il Volo di Pegaso: ancora un mese di tempo per partecipare al concorso dell’ISS sulle malattie rare

Me, 18/10/2017 - 16:32
Le iscrizioni sono aperte fino al 15 novembre 2017

C’è ancora un mese di tempo per partecipare al concorso letterario, artistico e musicale “Il Volo di Pegaso” sulle malattie rare, giunto alla sua decima edizione. Quest’anno il tema è il sogno e può essere rappresentato in nove sezioni: narrativa, poesia, disegno, pittura, scultura, fotografia, opera grafica digitale, composizione musicale e interpretazione musicale. Il concorso è tra le attività che il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità sostiene per migliorare le conoscenze scientifiche sulle malattie rare e porre l’accento sulle difficoltà ancora esistenti e i traguardi raggiunti.

Le malattie rare sono una vera sfida per la ricerca scientifica.
A oggi sono note più di 7000 malattie rare diverse, di cui circa 2000 senza diagnosi. La maggior parte di origine genetica, ognuna di esse colpisce non più di 5 persone su 10000 cittadini in Europa.

Il Volo di Pegaso ha un duplice obiettivo: fornire spazi espressivi a persone con malattie rare, loro familiari e professionisti della salute coinvolti e promuovere la conoscenza del complesso mondo delle malattie rare attraverso molteplici canali, consolidando il legame tra narrazione, nelle sue diverse forme, e promozione della salute.
La Giuria annovera personalità del mondo letterario, artistico, musicale, culturale e scientifico, tra le quali il critico letterario e scrittore Gian Paolo Serino, Presidente della X edizione, lo storico e critico d’arte Claudio Strinati e il giornalista, critico musicale e saggista Mario Luzzatto Fegiz.
La X edizione è in collaborazione con l'Associazione senza scopo di lucro MatEr - Movie, Art, Technologies & Research e con la rivista di critica letteraria Satisfiction ed è gemellata con il Festival internazionale di cinema a tema malattie rare Uno sguardo raro.
Collaborazioni e sinergie che si confermano come opportunità di incontro e di contaminazione tra salute ed arte per promuovere la sensibilizzazione in tema malattie rare, esempio paradigmatico di complessità e diversità.

É possibile partecipare alla X edizione de Il Volo di Pegaso entro il 15 novembre 2017.
I vincitori della X edizione saranno annunciati e premiati durante la Cerimonia di Premiazione (26/02/18, Roma).
La Giuria e tutte le informazioni per partecipare sono disponibili nel Bando di Concorso, in italiano e in inglese, nel sito e sui social, Facebook (@IlVoloDiPegaso) e Twitter (@concorsopegaso).
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Comunicati stampa - CS N°46/2017 Chikungunya, riprende la raccolta sangue nella Asl Roma 2

Me, 18/10/2017 - 16:32
Con le nuove misure finisce fase emergenza, da Regioni 6400 sacche

ISS, Roma 17 ottobre 2017

Riprende la raccolta di sangue nel territorio della Asl Roma 2, che era stata bloccata per lo sviluppo di focolai di Chikungunya. Lo ha deciso il Centro Nazionale Sangue - Istituto Superiore di Sanità sulla base della relazione sui casi confermati inviata dalla Direzione Generale Salute e Politiche Sociali della Regione Lazio.

Per tutto il territorio di Roma e per il comune di Latina, precisa il Cns, rimane la quarantena di cinque giorni per gli emocomponenti raccolti, che potranno essere utilizzati previa acquisizione della dichiarazione di assenza di sintomatologia del donatore. Rimane invece la sospensione della raccolta per il solo comune di Anzio. Nel resto d’Italia si applica la quarantena, sempre di cinque giorni, agli emocomponenti donati da persone che abbiano soggiornato a Roma o a Latina, mentre per chi è stato ad Anzio deve essere applicata una sospensione per 28 giorni. Tutte le misure non si applicano nel caso di donazione mediante aferesi di piastrine e/o plasma di uso clinico, se sottoposti a procedura di riduzione dei patogeni mediante inattivazione virale e, in caso di donazione di solo plasma, se esso è destinato alla produzione industriale di farmaci plasmaderivati.

Le misure per la Asl Roma 2 erano state decise lo scorso 13 settembre, e contemporaneamente erano state attivate tutte le misure di compensazione a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxiemergenze fino ad arrivare alla programmazione di raccolte straordinarie tra i donatori. Le misure hanno permesso di garantire il fabbisogno di 400-450 unità di globuli rossi al giorno della Capitale, di cui circa metà persi a causa del blocco, e con questa modifica alle misure la situazione dovrebbe tornare alla normalità entro pochi giorni. Dall’inizio dell’emergenza, quindi in poco più di un mese, sono state messe a disposizione da parte delle regioni circa 6400 sacche.

Solo grazie allo sforzo congiunto delle Regioni e delle loro Strutture per il coordinamento per le attività trasfusionali, dei professionisti e delle associazioni dei donatori è stato possibile garantire l’attività dei centri trasfusionali romani - spiega il direttore del Centro Nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno -. La risposta di tutto il sistema sangue è stata eccezionale, e ha permesso di scongiurare possibili ripercussioni molto pesanti sull’erogazione delle terapie trasfusionali, indispensabili a garantire terapie salvavita e interventi chirurgici complessi, come i trapianti. Con queste nuove misure più leggere la fase di emergenza si può considerare conclusa.

Che cos’è il virus Chikungunya
Il virus responsabile della Chikungunya appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus. È trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue) ed è presente soprattutto in zone rurali, mentre è raro o addirittura assente in vicinanza dei centri abitati. Un altro importante vettore è Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre, che è anche presente nei centri abitati del nostro paese.
Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifesta una sintomatologia simil-influenzale che include febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa ciò che curva o contorce), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche. Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi.
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Primo Piano - Obesity Day, su Lancet studio epidemiologico con il contributo dei dati ISS

Me, 18/10/2017 - 16:32
Studio internazionale sull’obesità. L’Italia partecipa attraverso l’Istituto Superiore di Sanità. Ecco i dati italiani commentati da Angela Spinelli, Direttrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità fra i principali collaboratori italiani e autori della pubblicazione, coordinatrice della Sorveglianza OKkio alla SALUTE e partecipante alla Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI) della Regione Europea dell’OMS e Simona Giampaoli, Direttrice del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, Dismetaboliche e dell’Invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità e coordinatrice del Progetto CUORE

ISS 11 ottobre 2017

E’ uscito oggi su Lancet, in occasione della giornata mondiale dell’obesità, il più grande studio epidemiologico mai condotto per numero di partecipanti. Lo studio, realizzato dall’Imperial College di Londra e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, indica che il numero di bambini e adolescenti obesi tra i 5 e 19 anni nel mondo è aumentato di 10 volte negli ultimi 40 anni. Se la tendenza osservata continuerà nel 2022 ci saranno più bambini e adolescenti obesi che moderatamente o severamente sottopeso. Tra i dati italiani che hanno contribuito allo studio quelli dell’Istituto Superiore di Sanità misurati con procedure standardizzate grazie alla Sorveglianza OKkio alla SALUTE sui bambini e sui ragazzi e al Progetto Cuore sugli adulti ed anziani.
Lo studio ha analizzato peso e altezza di circa 130 milioni di individui con più di 5 anni (più di 31 milioni e mezzo con età compresa tra i 5 e i 19 anni, e di 97 milioni con più di 20 anni). Più di 1000 ricercatori hanno contribuito allo studio con l’obiettivo di osservare come i livelli dell’indice di massa corporeo (IMC) e dell’obesità siano cambiati dal 1975 al 2016.

In Italia la percentuale di bambini e adolescenti obesi è aumentato di quasi 3 volte nel 2016 rispetto al 1975. Nel 2016 il 10,4% delle femmine e il 14,5% dei maschi erano obesi. A livello mondiale l’Italia si posiziona al 61° posto per le femmine e al 46° per i maschi ma tra i paesi ad alto reddito l’Italia si posiziona rispettivamente al 6° e 8° posto.
Tanto per le bambine e adolescenti come per i maschi l’aumento dell’IMC osservato tra il 1975 e il 2016 è stato tra i minori, se confrontato con quello degli altri paesi, con meno di un 1 unità in più di indice di massa corporea (1 kg/m2 circa 2kg in media)
Nel 2016 si stima quasi un milione di bambini e adolescenti obesi (437.000 bambine e ragazze e 642.000 bambini e ragazzi), numero che aumenta a circa 3,2 milioni se si considera anche la popolazione di bambini e adolescenti in sovrappeso. Recentemente abbiamo osservato una tendenza alla diminuzione ma molto resta da fare sia nel campo dell’alimentazione che dell’attività fisica. Su questo si deve impegnare tutta la società, favorendo scelte salutari.
Quando un problema di sanità pubblica raggiunge tali dimensioni, non basta solo una azione individuale, ma servono urgenti azioni di prevenzione primaria e primordiale (fin dalla gravidanza) di comunità che riguardino l’alimentazione e l’attività fisica rivolta a tutta la popolazione dai bambini, ai giovani, agli adulti, agli anziani. Non va dimenticato che l’Italia ha una cultura profonda sulla sana alimentazione, quella mediterranea, che va adattata al 21° secolo: l’alimentazione deve ritornare ad essere varia ed equilibrata, ricca di verdura e frutta, con meno calorie, grassi saturi, colesterolo e sale, con consumo più elevato di legumi, cereali, possibilmente integrali e pesce, e soprattutto deve contemplare porzioni modeste. E la comunità deve riscoprire il piacere e i benefici che derivano da una attività fisica regolare, come camminare, salire le scale, ballare, giocare all’aria aperta e svolgere attività fisica per almeno 150 minuti a settimana distribuiti nei diversi giorni della settimana per gli adulti e 60 minuti al giorno per i bambini e adolescenti.
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Comunicati stampa - CS N°45/2017 ISS, nasce il nuovo comitato etico

Me, 18/10/2017 - 16:32
Nominato, con un decreto del Presidente dell’Ente, il nuovo Comitato Etico dell’Istituto Superiore di Sanità

ISS, 4 ottobre 2017

I nuovi membri sono il Dottor Carlo Petrini, Responsabile dell’Unità di Bioetica dell’Istituto Superiore di Sanità; il Dott. Giampaolo Tortora, Oncologo dell’Università di Verona; il Dott. Giulio Corgatelli, Medico di Medicina Generale; l’Ing. Carla Daniele del Dipartimento Tecnologie e Salute dell’ISS; il Prof. Raffaele Landolfi, clinico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Prof. Vittorio Fineschi, medico legale dell’Università La Sapienza di Roma; dott.ssa Caterina Galletti, rappresentante dell’area delle professioni sanitarie interessate alla sperimentazione Università cattolica sacro Cuore di Roma; dott. Alberto Ugazio, pediatra Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma; il Cons. Guido Carpani dell’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici (EMPAM), la Dottoressa Roberta Marcoaldi, esperto di dispositivi medici, Direttore dell’Organismo Notificato per i dispositivi medici e la valutazione dei Cosmetici dell’ISS; la Dottoressa Rosaria Iardino, rappresentante dei Pazienti, dell’Associazione Donne in Rete onlus; la Dottoressa Fiorella Malchiodi Albedi, patologo del Centro Ricerca e valutazione preclinica e clinica dei farmaci dell’ISS; la Dottoressa Simona Pichini, del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS; Mons. Andrea Manto, medico esperto in bioetica del Vicariato di Roma; il Prof. Maurizio Pocchiari, Direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’ISS; la Dottoressa Patrizia Popoli, farmacologa, Direttore del Centro ricerca e valutazione preclinica e clinica dei farmaci dell’ISS; il Dott. Giovanni Rezza, epidemiologo, Direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’ISS, il Professor Marco Salvatore, esperto di tecniche diagnostiche e terapeutiche dell’Università Federico II di Napoli; il Dottor Marco Silano, esperto in nutrizione, del Dipartimento Sicurezza alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica; il Dott. Marco Tartaglia, biogenetista, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Abbiamo lavorato a lungo sulla composizione del nuovo Comitato in modo da garantire l’alto profilo dei suoi componenti - ha affermato Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità - Siamo certi infatti che l’alto livello scientifico e culturale e le personali doti dei membri di questo comitato, garantiscano la capacità di offrire da diverse prospettive uno sguardo profondo e articolato in grado di misurare con equilibrio le istanze diverse e talora divergenti tra loro che queste difficili tematiche portano con sé. Desidero inoltre - conclude Ricciardi - ringraziare il precedente Comitato per il prezioso lavoro svolto negli ultimi tre anni e in particolare l’apporto del Professor Dino Amadori che ha presieduto in maniera eccellente lo svolgimento dei lavori con scrupolo e rigore, qualità indispensabili in ogni approccio di natura etica.

Il Comitato, ha una durata triennale e ha il compito di fornire pareri e consulenze sull’attività di competenza dell’ISS. La valutazione etica può riguardare anche progetti epidemiologici, valutativi e medico sociali che richiedono la raccolta di dati personali, e quelli che potrebbero porre problemi di politica ambientale.

Il Comitato eleggerà, in base al decreto istitutivo, il suo Presidente.
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Comunicati stampa - CS N°44/2017 Dichiarazione del Presidente Ricciardi

Me, 18/10/2017 - 16:32
ISS, Roma 3 ottobre 2017

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi esprime grande soddisfazione per la nomina di Raniero Guerra alla World Health Organization (WHO) presso cui curerà le iniziative speciali al fianco del nuovo Direttore Generale Tedros Adhanom Ghebreyesus.

La sua nomina rappresenta per noi - afferma Ricciardi - una garanzia poiché siamo certi che le preziose sinergie, che in questi anni abbiamo portato avanti insieme mentre era alla guida della Direzione Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, continueranno anche sul versante internazionale.
L’Italia, con la sua nomina, sarà rappresentata nel WHO attraverso una delle migliori competenze attualmente in campo nella sanità pubblica.
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Primo Piano - Giornalismo, XI corso di formazione ISS-FNSI. Insieme all’UNAMSI e AdP per parlare di fake news e l’impatto sulle scelte di salute

Me, 18/10/2017 - 16:32
ISS 28 settembre 2017

Fake news e bufale invadono il web e la cattiva informazione possono condizionare pericolosamente le scelte dei cittadini riguardo la salute. Come si può estendere la corretta informazione? Come riconoscere uno studio validato e il metodo scientifico? Quesiti attuali ai quali provano a rispondere gli esperti attraverso il corso di Formazione Professionale Continua (Fpc) Come nasce un farmaco. Dalla necessità della sperimentazione animale alla farmacovigilanza. Il Corso è organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione), che celebra quest'anno i suoi 60 anni di attività, insieme con AdP (Accademia dei Pazienti - Eupati Italia) e si terrà il 9 ottobre nell’Aula Bovet dell’ISS.
Il Corso, partendo dai fatti di cronaca sul caso Stamina, sulla presunta (e falsa) associazione fra le vaccinazioni pediatriche e l'autismo, sulla campagna oscurantista contro le vaccinazioni in genere, pone l’accento sul grave difetto di conoscenza e di informazione sulla scienza le cui conseguenze hanno un impatto pericoloso sulla salute. Basti pensare al calo della percentuale di vaccinazioni pediatriche contro il morbillo che, arrivata sotto la soglia del 95%, ha portato a un aumento dei casi di malattia e quindi di complicanze.

Roma, aula Bovet dell’ISS - 9 ottobre 2017 - ore 9 In allegato il programma
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Comunicati stampa - CS N°43/2017 Dal 2 Ottobre attivo il numero verde nazionale 800 55 88 22 per i problemi legati al gioco d’azzardo

Me, 18/10/2017 - 16:32
Entro marzo 2018 i risultati della ricerca promossa dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e condotta dall’Istituto Superiore della Sanità

Già operativa la formazione degli operatori di gioco e degli operatori socio-sanitari

ISS, 28 Settembre 2017

Parte dal 2 Ottobre 2017 l’attivazione del Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo (TVNGA). Il numero verde di aiuto 800558822 coprirà l'intero territorio nazionale, sarà attivo in via sperimentale fino al 31 marzo 2018 e garantirà sostegno dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 16.00 alle persone in difficoltà con il gioco d'azzardo.

L’iniziativa rientra nel piano in tre mosse, ricerca, formazione e informazione, ideato e finanziato a gennaio 2016 dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e affidato nella sua realizzazione al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per conoscere meglio e fronteggiare le problematiche connesse al gioco d’azzardo, soprattutto nel suo possibile impatto sulla salute di soggetti vulnerabili.

Il numero verde rappresenta un servizio prezioso che informa sulle strutture sanitarie a disposizione delle persone in difficoltà nella relazione con il gioco d’azzardo. Tra l’altro - continua Alessandro Aronica, Vice Direttore dell’Agenzia Dogane e Monopoli - il servizio consentirà anche di arricchire il quadro informativo del giocatore problematico. Questa iniziativa testimonia della volontà comune di guardare al settore del gioco in una logica unitaria, con la massima concreta attenzione anche ai profili sanitari, per prevenire e contenere i rischi nell’ambito di un approccio regolato e non proibizionista. Tutto il progetto di collaborazione avviato già due anni orsono tra i Monopoli e l’ISS va in questa direzione.

Questo telefono verde si aggiunge ai servizi al pubblico che l’Istituto offre su temi di valenza sociosanitaria testimoniando concretamente il legame diretto che da sempre abbiamo con i cittadini - afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità - Si tratta, inoltre di un osservatorio importante per monitorare le problematiche e i bisogni sanitari legati al giocatore problematico. Con il TVNGA abbiamo anche l’opportunità di collegare la richiesta di assistenza con l’offerta sanitaria disponibile sul territorio. Con l’intero progetto - prosegue - vogliamo inoltre fornire conoscenze validate scientificamente per contrastare gli aspetti problematici correlati al gioco d’azzardo.

Il TVNGA si rivolgerà ai cittadini dando informazioni su tutte le risorse territoriali eventualmente presenti e dedicate, quali i servizi sanitari deputati al trattamento del disturbo da gioco d’azzardo, i servizi in grado di gestire le problematiche socio-economiche e/o legali legate all’indebitamento, nonché i Numeri Verdi Regionali dedicati alla tematica. Il servizio si rivolgerà anche agli operatori socio-sanitari con l’intento di agevolare lo sviluppo di un network tra i servizi che si occupano del trattamento del disturbo da gioco d’azzardo e di favorire la loro visibilità grazie anche all’utilizzo della piattaforma sviluppata da ISS e a loro dedicata che consente il censimento e l’aggiornamento continuo delle informazioni relative alle attività svolte e alle prestazioni erogate.

Infine, il TVNGA sarà a disposizione anche degli operatori di gioco che troveranno un sostegno adeguato per affrontare situazioni di particolare problematicità socio-sanitaria.

Il Telefono Verde Nazionale rientra nel progetto biennale IL GIOCO D’AZZARDO IN ITALIA: RICERCA, FORMAZIONE E INFORMAZIONE. Per la prima volta le Amministrazioni dello Stato si occupano di queste problematiche in una logica unitaria, condividendo strategie nella prospettiva della prevenzione e della tutela della salute dei cittadini. Si tratta infatti di un progetto congiunto di ADM e ISS che mira ad ampliare le conoscenze sul gioco d’azzardo in Italia, in particolare sul versante della dimensione dei rischi per la salute dei cittadini, nonché delle modalità - formazione e informazione - per contenerli e controllarli.

Il piano di ricerca prevede la realizzazione di due studi: l’uno dedicato alla popolazione adulta (anni 18 e più) e l’altro alla popolazione minorenne compresa tra i 14 e i 17 anni. L’indagine nei maggiorenni sta interessando un campione di 12.000 cittadini rappresentativo della popolazione residente su tutto il territorio nazionale in 218 comuni italiani ed è stata avviata a luglio 2017. L’indagine sui minorenni coinvolgerà, invece, 200 scuole superiori di secondo grado a livello nazionale, con la somministrazione di un questionario on-line a un campione di 15.000 studenti, previo consenso informato dei genitori e partirà con il nuovo anno scolastico tra settembre e ottobre. La pubblicazione dei risultati di queste ricerche è prevista per il mese di Marzo 2018. Un grande contributo all’indagine è stato dato dal 90% dei Comuni che oltre ad aver rilasciato, per uso di pubblica utilità, nel rispetto della normativa sulla privacy, i dati demografici, hanno concesso il Patrocinio e l’uso dello Stemma Comunale mettendo a disposizione, nella maggior parte dei casi, anche una sala comunale nella quale somministrare il questionario ai cittadini che lo richiedono.
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Primo Piano - Notte dei Ricercatori: all’ISS dalle 18 alle 23 laboratori aperti e oltre 60 eventi dedicati al pubblico

Me, 18/10/2017 - 16:32
La manifestazione riceve il plauso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

Presidente Associazione Frascati Scienza
c/o Comune di Frascati
Piazza Marconi, 3
00144 Frascati (Roma)

Rivolgo un caloroso saluto a tutti gli organizzatori e a quanti sono riuniti nella XII edizione della Notte Europea dei Ricercatori.
Si tratta di un evento significativo in cui conferenze, visite guidate nei più prestigiosi Centri di Ricerca, e laboratori aperti al pubblico, avvicinano la società civile ai progressi e all'incessante cammino della scienza, in un proficuo confronto che permette di costruire relazioni positive, scambiare buone pratiche, stimolare il confronto e la riflessione, sensibilizzare i più giovani.
I molteplici traguardi raggiunti dalla comunità scientifica nei più svariati campi hanno trasformato nozioni ed evidenze empiriche in strumenti sempre più raffinati ed efficaci per affrontare le sfide complesse e globali del secolo che viviamo: dalla lotta alla povertà, al riscaldamento globale del pianeta, all'approvvigionamento energetico, alla sicurezza.
Il contributo concreto della scienza nella promozione del benessere sociale favorisce lo sviluppo di una società più inclusiva e vicina ai bisogni delle categorie più deboli.
La costruzione di una rete di eccellenza scientifica comune sempre più efficiente, che sappia premiare e valorizzi i nuovi talenti, crei opportunità e persegua con determinazione obiettivi di sviluppo sostenibile, è, dunque, più che mai decisiva.
Desidero rivolgere, in occasione di questa manifestazione, un particolare apprezzamento ai progetti vincitori del bando europeo, agli Enti di Ricerca e agli Atenei coinvolti nelle iniziative e rivolgere un sentito augurio per il pieno successo dell'iniziativa.

Sergio Mattarella


On line programma e prenotazione. In allegato la sintesi dei contenuti degli eventi

L’Istituto Superiore di Sanità resterà aperto a tutti il 29 settembre in occasione della Notte Europea dei Ricercatori. Dalle 18 alle 23 conferenze, info point, visite guidate e mostre illustreranno l’attività dei nostri ricercatori. Un’occasione per far conoscere l’attività che l’ISS svolge sul fronte della ricerca scientifica e della tutela della salute pubblica.
La Notte Europea dei Ricercatori, che quest’anno compie 12 anni, è un progetto finanziato dall’Unione Europea e coordinato da Frascati Scienza, capofila di una rete di ricercatori, università e istituti di ricerca italiani.
Aprire le porte dell’Istituto - dice il Presidente Walter Ricciardi - realizza il nostro desiderio di far conoscere, unire, collegare la comunità civile con il sapere scientifico e con la nostra missione: tradurre in risultati terapeutici il frutto della sua ricerca per garantire la tutela e la promozione della salute dei cittadini.
Sono tantissimi gli argomenti che vivacizzano l’edizione di quest’anno. Dal tema caldo dei vaccini, all’importanza delle tecnologie innovative. Dalla sperimentazione clinica alla tutela dell’ambiente. Dalla tutela del consumatore dal punto di vista alimentare alla tutela dai contaminanti chimici.
Le mostre si possono visitare dalle ore 18 nelle aule Marotta e Bovet dell’ISS e nell’anti aula Pocchiari. Le visite guidate, a gruppi massimo di 20 persone, e le conferenze, invece, devono essere prenotate e inizieranno alle 19.
In allegato il programma con le mostre e le visite guidate
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Comunicati stampa - CS N°42/2017 Dichiarazione del Presidente Walter Ricciardi

Me, 18/10/2017 - 16:32
ISS, 27 settembre 2017

Sono estremamente grato al nostro Direttore Generale Angelo Del Favero che ieri, nel dichiarare le sue dimissioni dalla Presidenza di Federsanità Anci, ha contemporaneamente espresso la volontà di voler dedicare ulteriori energie all’Istituto Superiore di Sanità proprio ora che Parlamento e Governo affidano a questo Ente compiti sempre più complessi e delicati.

Colgo inoltre l’occasione per sottolineare che in questi anni, il difficile processo di riforma che abbiamo portato insieme a termine, si è giovato del suo impegno costante che ha contributo a rendere il volto attuale dell’Istituto più innovativo, più moderno e più competitivo.
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Comunicati stampa - CS N°41/2017 Bassa istruzione, stress e povertà danneggiano la salute del cuore

Me, 18/10/2017 - 16:32
All’ISS la V Conferenza di Prevenzione Cardiovascolare durante la quale sarà presentata la nuova piattaforma “CuoreData” dedicata agli operatori: on line i dati personalizzati sui fattori di rischio

ISS, 21 Settembre 2017

Inferiore livello di scolarità e disagio sociale peggiorano la salute cardiovascolare, anche dopo la correzione dei fattori di rischio. Lo ribadiscono i dati dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare ISS e ANMCO-HCF presentati alla V Conferenza di Prevenzione cardiovascolare che si tiene oggi e domani all’Istituto Superiore di Sanità. Il Report rileva, infatti, che anche in Italia queste differenze socio-economiche si ripercuotono sulla salute: gli ipertesi, i dislipidemici, gli obesi, i diabetici sono maggiormente concentrati nelle persone che presentano livello di scolarità più basso, così come certi stili di vita, quali l’inattività fisica e l’abitudine al fumo. Una tendenza iniziata 10 anni fa e che oggi si conferma in aumento.

Questi dati ci confermano la necessità di costruire un’azione tempestiva in termini di prevenzione primaria a partire dall’educazione a corretti stili di vita sin dalla scuola primaria - dice Walter Ricciardi, presidente dell’ISS - se questa tendenza si stabilizza o si conferma è infatti a rischio la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

L'ipertensione arteriosa, per esempio, è ancora un fattore di rischio preoccupante perché colpisce più del 50% degli uomini e quasi il 40% delle donne, con una certa differenza nei due livelli socio-economici, più elevata nelle donne (+8%), meno negli uomini (+4%). Strettamente legato ai valori pressori il consumo di sale nella alimentazione che risulta più elevato nelle classi sociali più basse: circa il 6% in più in coloro che hanno livello di scolarità elementare rispetto al livello universitario e più elevato al Sud rispetto al Nord. La ipercolesterolemia riguarda oggi circa il 30% della popolazione adulta (35-74 anni), sono di più le persone che si trovano nel livello socio-economico più disagiato (38% degli uomini e 39% delle donne rispetto a coloro che hanno scolarità più elevata che si attestano rispettivamente al 35 e al 36%). Inoltre nelle donne con scolarità più bassa solo il 18% di quelle con dislipidemia è ben controllata con la terapia rispetto al 27% di coloro che hanno una scolarità più elevata. Stessa situazione anche per il diabete che è più frequente negli uomini con scolarità più bassa (14% contro il 10% in coloro che hanno raggiunto un livello di scolarità superiore). Nelle donne il fenomeno è ancora più evidente: 10% nelle donne con bassa scolarità e 5% (quindi la metà), in quelle con livello di istruzione più elevato; il 27% degli uomini con scolarità più bassa è obeso, mentre lo è il 22% in quelli con scolarità più elevata; nelle donne il 32% di coloro che sono a scolarità più bassa è in condizione di obesità mentre coloro che hanno un livello di scolarità elevata sono al 18%.

Come Fondazione Banca del Cuore riteniamo fondamentale l'organizzazione di azioni specifiche per una corretta strategia di prevenzione delle malattie cardiovascolari per la cittadinanza e ciò si esplica anche con una efficace comunicazione capillare - ha sottolineato Michele Gulizia, Presidente Fondazione per il tuo cuore - In particolare, quest’anno abbiamo privilegiato la sensibilizzazione dell’opinione pubblica con l'operazione “Truck Tour Banca del Cuore”, portando le nostre Cardiologie e i laboratori analisi direttamente a casa dei cittadini grazie a un jumbo truck attrezzato che abbiamo posizionato nelle piazze di 36 città d’Italia, svolgendo migliaia di screening cardiologici gratuiti.

Analizzando i dati di diversi Paesi, infatti, è stato dimostrato che i fattori socio economici e psicosociali influenzano il rischio di malattia cardiovascolare in modo indipendente e oltre a determinare un aumento del rischio di primo evento e peggiorare la prognosi, possono ostacolare l’aderenza alla terapia e vanificare gli sforzi per migliorare lo stile di vita e promuovere la salute e il benessere della popolazione e dei pazienti. Fra questi fattori possiamo elencare il livello socio-economico, l’isolamento sociale e la mancanza di supporto sociale, lo stress lavorativo e familiare, la depressione e l’ostilità.

E’ dimostrato anche che questi fattori non si presentano singolarmente - dice Simona Giampaoli direttore del Dipartimento malattie cardiovascolari dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’ISS - ma tendono a riunirsi: abitudine al fumo, alimentazione inappropriata, inattività fisica si accompagnano spesso a depressione, povertà e basso livello di scolarità. La Conferenza di oggi è l’occasione per fare il punto sui dati relativi alle differenze di salute nei Paesi e valutare le differenze che si sono verificate nel tempo, individuare le caratteristiche che spiegano almeno in parte tali differenze, mostrare come gli esiti peggiori tendano a essere maggiormente presenti fra le persone più svantaggiate, in modo da trovare modalità più appropriate per cambiare questo stato di cose. E’ frutto dell’attività del Dipartimento dell’ISS diretto dalla dott.ssa Giampaoli anche la nuova piattaforma CuoreData (presentata oggi durante l’incontro) il sistema di interrogazione dati del Progetto Cuore, dedicata agli operatori, che mette a disposizione le statistiche relative allo stato di salute della popolazione italiana adulta e che permette di effettuare interrogazioni personalizzate per periodo, territorio, sesso, fasce di età e titolo di studio.

Si osservano, infatti, grandi differenze di esiti di salute non solo fra Paesi ricchi e poveri. All’interno di ciascun Paese, maggiori sono le disuguaglianze interne e maggiori le differenze di salute fra i cittadini più in alto nella scala sociale e coloro che sono più in basso.

Quando i fattori di rischio raggiungono una distribuzione così elevata l’azione sui singoli individui non è più sufficiente e deve essere accompagnata da azioni di comunità incisive che riguardino tutta la popolazione dalle età più giovani fino all’età avanzata. Sono sempre le misure preventive, accompagnate da trattamenti farmacologici quando necessari a livello individuale, in grado di contrastare i fattori di rischio e di promuovere comportamenti e stili di vita sani. Alimentazione varia e bilanciata (con pochi grassi saturi, colesterolo, sale e zuccheri, molta verdura e frutta, legumi, cereali e pesce), attività fisica (almeno 150 minuti a settimana), abolizione dell’abitudine al fumo e limitato consumo di alcool i quattro stili su cui incidere. Il Ministero della Salute nell’ambito del Programma Guadagnare Salute già da anni sta portando avanti queste politiche comunitarie attraverso accordi con industria alimentare per la riduzione del consumo di sale, per il miglioramento della alimentazione nella ristorazione, per l’aumento dell’attività fisica. I risultati degli studi epidemiologici longitudinali hanno dimostrato che mantenere i fattori di rischio nel corso della vita a livello favorevole (low risk profile - profilo di rischio favorevole) preserva dalle malattie cronico-degenerative, fa guadagnare anni di vita, migliora la qualità di vita e riduce la spesa sanitaria negli ultimi anni di vita. Il numero degli eventi che si verificano potrebbero essere molto ridotti, potrebbero presentarsi in forma meno grave ed essere posticipati in età più avanzata.

Le recenti evidenze scientifiche mostrano una stretta relazione tra l’incidenza di fibrillazione atriale e il livello di attività fisica. L’attuale tecnologia associata ai dispositivi cardiaci impiantabili permette di ottenere dati giornalieri affidabili in termini di episodi di fibrillazione atriale e di ore dedicate all'attività fisica anche a lungo termine (anni). Analizzando i dati giornalieri raccolti da dispositivi cardiaci impiantabili per tre anni e mezzo in più di mille pazienti, è stato dimostrato che maggiore è il numero di ore di attività fisica moderata, minore è l’incidenza della fibrillazione atriale. Inoltre l’incidenza della fibrillazione atriale e le ore di attività fisica hanno un marcato andamento periodico nel corso dell’anno: in inverno l’attività fisica diminuisce (-4.7%) e gli episodi di fibrillazione atriale aumentano (+14.4%), viceversa in estate l’attività fisica aumenta e il numero di episodi di fibrillazione atriale diminuisce. Dall’analisi dei dati non è possibile stabilire la relazione di causa/effetto di questo fenomeno; tuttavia la significativa correlazione inversa tra i due dati suggerisce che l’attività fisica può essere considerata un indicatore importante nella valutazione del rischio di sviluppare fibrillazione atriale.

per approfondire visita la pagina del Progetto cuore
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Comunicati stampa - CS N°40/2017 Chikungunya, al via raccolte straordinarie sangue in tutta Italia Donazioni coordinate e scaglionate nei prossimi giorni

Lu, 16/10/2017 - 15:43
ISS 15 Settembre 2017

In tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate e coordinate con le Regioni e scaglionate nel tempo, per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio. L’indicazione è emersa durante una riunione con i rappresentanti nazionali e regionali delle Associazioni e Federazioni di Volontariato del dono coordinata dal Centro Nazionale Sangue - Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute che si è tenuta oggi a Roma.

Le conseguenze sul Sistema Trasfusionale sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza sebbene, hanno sottolineato gli esperti, non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. Tutte le Regioni, anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione. L’impatto di queste misure è molto pesante, basti pensare che la Asl Roma 2 ha una popolazione pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia - sottolinea il CIVIS, Coordinamento delle predette Associazioni e Federazioni - e le Associazioni sono pronte a coordinarsi tra loro ed a modulare gli sforzi per far fronte agli sviluppi ed al protrarsi della situazione.

E’ importante che le raccolte straordinarie siano programmate, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai - spiega il direttore del CNS Giancarlo Maria Liumbruno -. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Già ieri diverse regioni si sono mobilitate, mettendo a disposizione, grazie anche al contributo fondamentale delle Associazioni, oltre 800 unità, una risposta eccezionale che testimonia che è subito scattata una vera gara di solidarietà. Al momento, ricorda il Centro, lo stop totale per il sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e ad Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente, con una quarantena di cinque giorni solo se hanno soggiornato nelle zone colpite. Per il resto d’Italia l’indicazione è invece di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio. Nessuna restrizione invece è prevista per le donazioni di plasma.
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Comunicati stampa - CS N°39/2017 Chikungunya, stop donazioni sangue Asl Roma 2. Già attivata compensazione per carenze, partita gara solidarietà

Lu, 16/10/2017 - 15:43
ISS, 13 settembre 2017

A seguito dei casi di Chikungunya che sono stati confermati a Roma è stato deciso il blocco delle donazioni di sangue ed emocomponenti nella Asl 2 del comune di Roma, insieme ad una ulteriore serie di misure cautelative. Lo comunica il Centro Nazionale Sangue - Istituto Superiore di Sanità, che ha già attivato tutte le procedure per sopperire alle eventuali carenze.

La sospensione totale delle donazioni riguarda solo la Asl 2 del comune di Roma e il comune di Anzio, oggetto di un focolaio confermato nei giorni scorsi. Nel resto del comune di Roma la donazione è consentita con una quarantena di 5 giorni. In tutte le altre aree della Regione, in base all'assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata la quarantena di 5 giorni se il donatore ha soggiornato nella Asl Roma 2 o ad Anzio. A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno invece sospesi per 28 giorni. Sono state attivate tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma - spiega il direttore del Centro Giancarlo Maria Liumbruno -, a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxiemergenze. Sia nel Lazio che nelle altre Regioni è già partita una gara di solidarietà che coinvolge sia le istituzioni che le associazioni dei donatori, che saranno coinvolti in una serie di raccolte straordinarie per aiutare il Lazio. Nella Regione vengono raccolte circa 15mila unità di sangue al mese, di cui almeno 11mila nella sola provincia di Roma. La Capitale raccoglie nei suoi ospedali molti pazienti da altre regioni, soprattutto del sud, e sono presenti circa 400 pazienti talassemici che necessitano di trasfusioni periodiche, e ha un fabbisogno di 400-450 unità di globuli rossi al giorno.


I casi registrati a Roma si sono verificati in un’area ristretta in persone che non riferiscono precedenti soggiorni ad Anzio. È ancora possibile la segnalazione di nuovi casi o casi ricostruiti retrospettivamente, spiegano gli esperti dell'Istituto, nonostante le misure preventive già messe in atto nelle zone affette. Quando ci sono dei focolai abbastanza maturi come quello di Anzio e' possibile che ci siano diffusioni in altre zone, una situazione abbastanza prevista come quella che si verificò dieci anni fa in Romagna, con la segnalazione di alcuni casi a Bologna, alcuni a Ravenna e Rimini - spiega Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'ISS -. Gli interventi in atto, a partire dalla disinfestazione, in associazione anche al termine della stagione calda pongono le condizioni per il controllo dei focolai esistenti dell’infezione.


Che cos’è il virus Chikungunya

Il virus responsabile della Chikungunya appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus. È trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue) ed è presente soprattutto in zone rurali, mentre è raro o addirittura assente in vicinanza dei centri abitati. Un altro importante vettore è Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre, che è anche presente nei centri abitati del nostro paese. Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifesta una sintomatologia simil-influenzale che include febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa ciò che curva o contorce), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche. Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi.
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Comunicati stampa - CS N°38/2017 Da due mesi carenze sangue, servono donazioni in tutte le Regioni

Ma, 10/10/2017 - 12:28
ISS, 31 luglio 2017

Piccolo scorso 4 luglio, a rischio terapie e interventi chirurgici

I mesi di giugno e luglio sono stati caratterizzati da una carenza cronica di sangue in molte Regioni, che hanno messo a rischio terapie salvavita e interventi chirurgici programmati e in emergenza. Se non verranno accolti gli appelli a donare fatti costantemente dalle associazioni di volontari, anche nelle prossime settimane, generalmente già contraddistinte da un calo delle donazioni, la rete trasfusionale nazionale non sarà in grado di soddisfare i Livelli Essenziali di medicina trasfusionale. Lo rilevano i dati preliminari raccolti dal Centro Nazionale Sangue, secondo cui in alcuni giorni si sono superate le 1100 unità mancanti su tutto il territorio nazionale.
I dati vengono dal sistema informativo SISTRA, dove le Regioni carenti o con una eccedenza inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili. Il 4 luglio si è registrata la carenza maggiore, con richieste inserite per 1130 unità, ma in molti altri giorni si è superata quota 1000, compreso lo scorso sabato, mentre oggi ne mancano 900; di contro, le eccedenze non hanno mai superato quota 160.
Lazio, Abruzzo e Basilicata sono le Regioni che hanno segnalato le maggiori criticità insieme a Sicilia e Sardegna che hanno un fabbisogno particolarmente elevato a causa della presenza di numerosi pazienti, soprattutto talassemici, bisognosi di sangue per le terapie. A rischio - sottolinea il direttore del Centro Nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno - ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10% delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue. In questi ultimi mesi in diverse occasioni - continua Liumbruno - le Regioni con capacità di produzione maggiore non sono riuscite a rispettare gli accordi programmati all’inizio dell’anno per fornire sangue a quelle con carenze croniche. È importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta. Per questo all’appello ai donatori si aggiunge quello alle Regioni, affinché consentano alle Strutture Trasfusionali da loro dipendenti una maggiore flessibilità nei giorni e negli orari di apertura, anche dotandole delle necessarie risorse umane, in modo da consentire, anche nel periodo estivo, la donazione non solo nei giorni feriali e negli orari canonici del primo mattino.

Le Associazioni e Federazioni nazionali dei donatori di sangue (AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES), sottolinea il loro coordinamento, in sinergia con i professionisti di settore, sollecitano i volontari secondo una programmazione condivisa a recarsi a donare per soddisfare le necessità dei pazienti. Le recenti situazioni di maxi-emergenza hanno dimostrato come i cittadini sappiano rispondere consapevolmente e responsabilmente agli appelli. Tuttavia è importante che i cittadini comprendano che la vera sfida del sistema è assicurare quotidianamente e in ogni periodo dell’anno le disponibilità di sangue ed emocomponenti che garantiscono gli oltre ottomila eventi trasfusionali ogni giorno effettuati nel Paese. I donatori e i pazienti non vanno in ferie.

Ufficio Comunicazione Cns
Pier David Malloni, 388-0473761
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Comunicati stampa - CS N° 37/2017 Epatite C, Italia modello per l’Europa e per il mondo nelle politiche sanitare per il trattamento dell’infezione cronica

Me, 04/10/2017 - 09:26
ISS 25/07/ 2017

Trattare tutti i pazienti con epatite cronica da virus dell’epatite C con i nuovi farmaci ad azione antivirale migliora lo stato di salute e risulta essere sostenibile.

E’ questo il risultato dello studio Modelling cost-effectiveness and health gains of a universal vs prioritized HCV treatment policy in a real-life cohort condotto nell’ambito della Piattaforma Italiana per lo studio delle Terapie dell’Epatite viRale (PITER), coordinata dal Centro per la Salute Globale dell’ISS in collaborazione con l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (ALTEMS).

Lo studio, che coinvolge circa 100 centri clinici distribuiti su tutto il territorio nazionale, viene pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista dell’Associazione Americana Hepatology per lo studio delle malattie del fegato.

L’Italia rappresenta una peculiarità per quanto riguarda l’infezione da virus dell’epatite C - dichiara Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS - in quanto è uno dei paesi con maggior prevalenza dell’infezione in Europa. Per questo motivo, il nostro studio, che ha permesso di generalizzare i dati di costo beneficio a partire dai dati di pazienti arruolati nella coorte PITER senza nessuna discriminazione in termini socio-demografici e di assistenza sanitaria, fa dell’Italia un modello per l’Europa e per il mondo. Un utile strumento per la messa a punto di strategie di ampliamento dell’accesso ai farmaci anti epatite C e, dunque, per raggiungere l’obiettivo dell’OMS di eliminare l’infezione da HCV entro il 2030, con una strategia globale che prevede la riduzione del 65% delle morti correlate all’infezione da HCV e il trattamento di almeno l’80% degli individui con epatite cronica da HCV.

Considerati questi target e, parallelamente, le restrizioni all’uso dei farmaci ad azione antivirale in quasi in tutto il mondo a causa dei loro prezzi alti - afferma Stefano Vella, Direttore del Centro per la Salute Globale dell’ISS e Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) - ci è sembrato di fondamentale importanza valutare quali sarebbero i benefici e i costi di un trattamento universale di tutti i pazienti e non solo dei pazienti prioritizzati, ovvero con malattia avanzata del fegato. Ebbene, i risultati dell’indagine supportano da un punto di vista scientifico la recente politica annunciata e messa in atto dall’AIFA, quella cioè di trattare tutti i pazienti con infezione cronica da HCV, proprio per gli importanti guadagni in termini di salute e per la parallela riduzione nel tempo dei costi sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale.

I ricercatori hanno valutato il profilo di costo-efficacia della politica sanitaria universale attraverso un approccio di proiezione modellistica in 8.125 pazienti della coorte PITER generalizzati per un contesto europeo, applicando la media europea dei prezzi dei farmaci anti-epatite C e del costo della malattia epatica da virus dell’epatite C.

Lo studio ha dimostrato - sottolinea la Dr.ssa Loreta Kondili, ricercatore presso il Centro per la salute Globale dell’ISS e responsabile scientifico di PITER - che in entrambi i contesti (italiano ed europeo) il trattamento di tutti i pazienti con infezione cronica da HCV, anche in stadi di malattia lieve, consente benefici superiori in termini di salute, rispetto all’applicazione della politica di trattamento prioritizzato. I benefici proiettati negli anni dopo l’eliminazione del virus con la terapia antivirale, sin nelle fasi precoci del danno del fegato, sono stimati in casi evitati di pazienti con cirrosi del fegato e con tutte le conseguenti complicanze (quali scompenso della cirrosi, sviluppo di epatocarcinoma, bisogno di trapianto di fegato e morte a causa della malattia di fegato), nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti guariti, e nella riduzione dei costi sanitari delle cure in riferimento alle patologie HCV correlate.

E’ stato valutato - va avanti Kondili - il profilo costo/beneficio incrementale interpretabile come costo sostenuto per un anno di vita guadagnata in piena salute applicando la politica universale versus quella prioritizzata. Questo rapporto di costo/beneficio incrementale, varia tra € 8.775 (per lo scenario italiano) a € 19.541,75 (per lo scenario generalizzato europeo) per ogni anno di vita in buona salute guadagnata (Quality Adjusted Life Years - QALY), entrambe stime nettamente inferiori rispetto alla soglia di € 35.000 per QALY sotto la quale un intervento sanitario è considerato un corretto investimento in salute dall’Istituto di Eccellenza Clinica Londinese (NICE). Lo studio valuta e conclude che unitamente a un abbassamento progressivo dei prezzi dei farmaci antivirali, arrivando ad una soglia di circa 4.000€ a regime terapeutico, trattare tutti i pazienti indipendentemente dallo stadio del danno del fegato risulta essere una politica lungimirante e determinante in quanto comporta maggiori benefici con minor costi per il Sistema Sanitario.

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Comunicati stampa - CS N°36/2017 Cancro della prostata, uno studio italiano mette a punto un nuovo test sul PSA

Me, 04/10/2017 - 09:26
ISS, 21/07/2017

Meno falsi positivi e diagnosi più accurate per il cancro alla prostata grazie a un nuovo metodo di analisi del PSA messo a punto con una tecnica brevettata dall’Istituto Superiore di Sanità e svolto in collaborazione con l’Unità di Neuroimmunologia dell’IRCCS Santa Lucia e con il Dipartimento di Scienze Urologiche del Policlinico Umberto I di Roma.

I risultati dello studio, pubblicato sull’ultimo numero di Cancer Letters, hanno mostrato che i valori di PSA espressi sugli exosomi (vescicole extracellulari circolanti di dimensioni nano) permettono di distinguere il cancro della prostata da tutte le altre condizioni, compresa l’iperplasia prostatica benigna.

Si tratta di uno studio particolarmente importante perché l’attuale esame (PSA sierica), per diagnosticare questo cancro, dà un alto numero di falsi positivi in tutto il mondo - afferma Stefano Fais del Dipartimento di Oncologia e Medicina molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità - e questo comporta una serie di problemi sia nelle reazioni dei pazienti sia nei costi per le analisi successive richieste da un’indagine con esito positivo, mentre la determinazione dei livelli plasmatici di exosomi esprimenti PSA potrebbe consentire dia diagnosticare con precisione e più precocemente questo cancro in modo da consentire studi di screening sulla popolazione maschile a livello globale.

I dati clinici pubblicati nello studio di Cancer Letters sono relativi a 45 campioni di plasma, tuttavia è in corso uno studio clinico su 250 campioni, approvato dai Comitati Etici di Policlinico Umberto I e Istituto Superiore di Sanità per potere validare il metodo secondo prove di evidenza.

Se questi risultati venissero confermati - afferma Alessandro Sciarra, Ordinario di Urologia del Policlinico Umberto I - sarebbe per noi sul piano clinico una vera rivoluzione, perché ci metterebbe a disposizione uno strumento molto efficace nella prevenzione secondaria del cancro alla prostata.

L’IRRCS Santa Lucia di Roma ha contribuito a questo studio con un’analisi quantitativa e qualitativa dei livelli di exosomi circolanti che esprimono PSA permettendo a una tecnologia finora usata solo nella ricerca di base di entrare nella pratica della ricerca clinica.

Questa collaborazione con i colleghi dell’Istituto Superiore di Sanità ci ha dato l’opportunità di sfruttare il nostro citofluorimetro di nuova acquisizione per la caratterizzazione di queste nano-particelle - commenta Luca Battistini, Responsabile dell’Unità di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia IRRCS - Applicheremo questa nuova tecnica anche allo studio delle malattie neurodegenerative per individuare nuovi biomarcatori, utili per la diagnosi e per definire le terapie più adeguate per queste patologie.

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Comunicati stampa - CS N°35/2017 - Dichiarazione del Presidente Walter Ricciardi

Ve, 29/09/2017 - 06:49
ISS 13 luglio 2017

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi, in merito a quanto riportato recentemente dalla stampa precisa che, a partire dal 1 settembre 2015, contemporaneamente all’assunzione della guida dell’Istituto, si è messo in aspettativa dall’Università Cattolica e si è dimesso da tutti gli incarichi fino ad allora assunti, compresi quelli compatibili con l’ attuale, proprio per potersi dedicare esclusivamente all’Istituto Superiore di Sanità.

Il Presidente, inoltre, in merito alle dichiarazioni del senatore D’Anna, rilasciate nel corso della seduta pomeridiana del Senato avvenuta ieri 12 luglio, ha dato mandato ai propri legali affinché sporgano una denuncia per diffamazione.

Le dichiarazioni del senatore risultano, infatti, particolarmente gravi poiché, oltre a ledere l’immagine e l’onorabilità del Presidente, danneggiano anche il prestigio e l’autorevolezza del più grande istituto di sanità pubblica.
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Comunicati stampa - CS N° 12/2014 - IN ITALIA L’EDIZIONE 2014 DELLA GIORNATA EUROPEA PER LA DONAZIONE DI ORGANI

Gi, 28/09/2017 - 06:16
ISS 6 agosto 2014

Sarà il nostro Paese a ospitare quest’anno lo European Organ Donation Day, un evento di informazione e sensibilizzazione sulla donazione degli organi, promosso dal Consiglio d’Europa.

Il prossimo 11 ottobre saranno tante le iniziative, attività e appuntamenti proposte dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Centro Nazionale Trapianti, per richiamare l’attenzione dei cittadini sull’importanza di esprimersi a favore della donazione. Roma sarà la cornice della manifestazione che si svilupperà in diverse location della Capitale per offrire momenti di intrattenimento e informazione sul tema del dono.

È la prima volta che l’Italia ospita la Giornata Europea per la donazione degli organi, un’iniziativa che si svolge regolarmente dal 1996 -a rotazione- nei Paesi Membri del Consiglio d’Europa. Il passaggio del testimone da Brussels, sede dell’edizione 2013, a Roma è stato concordato all’unanimità dagli esperti per i trapianti del Consiglio d’Europa lo scorso ottobre. Un ulteriore riconoscimento alla qualità del nostro sistema trapianti che, negli anni, ha saputo costruire una rete collaborativa con le realtà istituzionali e associative per favorire l’informazione sul tema della donazione.

Parte oggi la campagna promozionale della Giornata con il lancio del sito ufficiale della manifestazione, EODD2014, dove è possibile reperire tutte le informazioni sulla giornata, le iniziative previste e le modalità di partecipazione. Il messaggio scelto per la giornata è Prima che sia tardi dichiara il tuo amore: un invito a celebrare la vita, l’amore e la condivisione compiendo le proprie scelte in tempo utile, con una particolare attenzione verso gli altri.

Il coinvolgimento dei cittadini viene stimolato online attraverso canali social dedicati, con l’utilizzo dell’hashtag #primachesiatardi che invita le persone a interagire, a esprimere intenzioni e desideri relativi a questioni importanti della vita. Già migliaia di persone sono state coinvolte su questi argomenti grazie alla partenza della campagna in modalità non ufficiale (teaser) a maggio 2014 sui social network e sul sito primachesiatardi

La XVI edizione della Giornata Europea per la Donazione degli Organi, promossa dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Centro Nazionale Trapianti, sarà anticipata da due giorni di riunioni tecniche del Comitato per i trapianti del Consiglio d’Europa (CD-P-TO), presieduto dal dott. Alessandro Nanni Costa, direttore generale del CNT.

Link ufficiali

EODD2014
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youtube EOD
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promo EOD 2014
Link utili

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Ministero Salute
CNT
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Primo Piano - Cancro del colon, nasce la prima rete tra i Paesi del Mediterraneo per contrastarlo

Gi, 28/09/2017 - 06:16
Il workshop promosso da COLOMED (The COLOrectal cancer MEDiterranean network) che si terrà lunedì 18 settembre 2017 all'Istituto Superiore di Sanità, sarà dedicato alla collaborazione tra Paesi mediterranei nella lotta contro il cancro intestinale

ISS 15 settembre 2017
La lotta contro il cancro del colon, big killer e tumore maligno più frequente in Italia, richiede nuove alleanze e strategie condivise. Il progetto COLOMED (The COLOrectal cancer MEDiterranean network) finanziato dal Ministero della Salute promosso dall'Istituto Superiore di Sanità, dall'Università Cattolica del Sacro Cuore e Sapienza Università di Roma, punta a creare nuove sinergie tra i centri impegnati nella ricerca, prevenzione e cura del cancro colorettale presenti nell'area del Mediterraneo promuovendo lo scambio di risorse, personale e conoscenze. Al congresso COLOMED Strengthening the Mediterranean Partnership in the Field of Public Health, che si terrà il 18 settembre presso l'Aula Pocchiari dell'Istituto Superiore di Sanità, interverranno rappresentanti di importanti associazioni nazionali e internazionali attive nella lotta contro il cancro tra cui EuropaColon, European Society of Coloproctology (ESCP), Mediterranean Task Force for Cancer Control (MTCC), Base clinico-biologique des carcinoses péritonéales d'origine digestive-Réseau National de prise en charge des Tumeurs Rares du Péritoine (BIG-RENAPE), Fédération Francophone De Cancérologie Digestive (FFCD), Alleanza Contro il Cancro (ACC), Associazione Italiana Malati di Cancro (AIMaC) e Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM), oltre a rappresentanti di università, istituzioni e centri di ricerca di Paesi del Mediterraneo orientale e meridionale.
Allo stato attuale esistono dati frammentari sull’incidenza del cancro del colon-retto in alcuni dei paesi dell’area mediterranea- sostiene Lidia Colace, medico chirurgo e ricercatore dell’unità operativa del progetto Colomed - pertanto l’obiettivo di Colomed è porre le basi per la creazione di un registro scientificamente validato attraverso la cooperazione mediterranea che permetta di costruire strategie comuni contro il cancro del colon-retto.
Questo meeting è l'espressione di una nuova sinergia mediterranea nella lotta ai tumori intestinali -sottolinea Ann Zeuner, coordinatrice del progetto COLOMED e ricercatrice all'Istituto Superiore di Sanità - e si pone in un contesto internazionale che vede il cancro intestinale in forte aumento tra i giovani con un incremento dell’incidenza del 22% dal 2000 al 2013 (come pubblicato dall’autorevole rivista CA: A Cancer journal for clinician 2017) .
Il cancro colorettale può essere combattuto con efficaci strategie di prevenzione e screening -aggiunge Ruggero De Maria, docente di Patologia Generale all'Università Cattolica e presidente di Alleanza Contro il Cancro - pertanto è particolarmente importante promuovere il flusso di risorse e conoscenze tra Paesi che hanno culture e tradizioni comuni come quelli del Mediterraneo. COLOMED è attivo nella formazione di giovani scienziati, nella diffusione di materiale informativo multilingue e nella creazione di collegamenti tra istituzioni, centri di ricerca, ospedali, associazioni di medici e pazienti. Il workshop COLOMED si svolge con il patrocinio di ACC, AIMAC, AIOM, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), Università Fabrefacta Optime (Albania), Institut de Recherche sur le Cancer (Marocco), MTCC, BIG-RENAPE e FFCD.
colomed@iss.it
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Primo Piano - Gemelli: l’ISS premiato per uno studio sul riconoscimento facciale pubblicato su PLOSone. Il premio IgNobel 2017 per le ricerche “strane” assegnato a Antonia Stazi responsabile del Registro Gemelli

Gi, 28/09/2017 - 06:16
ISS, 15 settembre 2017

Prima fanno sorridere e poi fanno riflettere. E’ questo lo spirito del premio IgNobel che quest’anno è stato assegnato a Antonia Stazi, primo ricercatore dell’ISS, per uno studio pubblicato sulla rivista PLOSone dal titolo Is That Me or My Twin? Lack of Self-Face Recognition Advantage in Identical Twins. Insieme con la ricercatrice ISS, vincitori del premio sono Matteo Martini, - School of Psychology, University of East London, Ilaria Bufalari, - IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma e Salvatore Maria Aglioti , - Dipartimento di Psicologia, Sapienza Università di Roma e IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma. Lo studio ha esaminato l’abilità di gemelli monozigoti di distinguere il proprio volto da quello del gemello e di un altro amico o familiare con cui interagivano quotidianamente.

Il premio Ig Nobel - dice Antonia Stazi responsabile del Registro Gemelli - viene assegnato ogni anno a dieci ricerche strane, divertenti, e perfino assurde che prima fanno ridere e poi danno da pensare, come dicono gli organizzatori. Lo scopo è dunque quello di premiare il fantasioso, l'inconsueto e stimolare l'interesse del grande pubblico nella scienza

Il filo conduttore dei premi e della cerimonia in cui vengono consegnati, quest’anno, è l’Incertezza, e quale incertezza è più grande di quella di non saper riconoscere la propria faccia? Il volto è la caratteristica maggiormente distintiva del proprio corpo, fondamentale nella rappresentazione del sé e, tipicamente, le persone identificano più velocemente il proprio volto, rispetto ad altri volti anche molto noti, come quelli di amici e parenti. Come documentato nell’articolo oggetto del premio Ig Nobel per la psicologia, i gemelli monozigoti rappresentano un’interessante eccezione in questo contesto: essendo il loro volto pressoché identico a quello del fratello gemello, l’esperimento conferma che non sono in grado di distinguere se stessi più efficacemente che il proprio gemello. Ma la ricerca mostra anche che l’incapacità di riconoscere se stessi è influenzata dallo stile di attaccamento: più prevalente è un approccio ansioso ed evitante nelle relazioni, peggiore è la prestazione (misurata in secondi di risposta) nel riconoscimento del proprio volto. Dal momento che i monozigoti sono geneticamente identici, se questa differenza si verifica all’interno della coppia questo suggerisce che l’ambiente e le esperienze individuali hanno un ruolo importante nella rappresentazione del sé. La ricerca è stata condotta presso il Laboratorio di Neuroscienze Sociali e Cognitive del Dipartimento di Psicologia della Facoltà di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma e dell’ IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, in collaborazione con il Registro Nazionale Gemelli dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il Registro Italiano Gemelli è una straordinaria realtà di ricerca del nostro Istituto - dice Antonia Stazi - vi fanno parte circa 30.000 gemelli di tutte le età e residenti su tutto il territorio nazionale. Sebbene la nostra attività sia particolarmente intensa nel settore della salute mentale, il Registro è una struttura trasversale che si occupa della salute dei cittadini a tutto tondo, inclusa la promozione della partecipazione alle attività di ricerca scientifica. Sono sicura che questo premio costituirà un’opportunità divertente e proprio per questo molto efficace per avvicinare e interessare i non “addetti ai lavori” alla ricerca scientifica.

La ricerca è stata co-finanziata dal Ministero della Salute (bando Giovani Ricercatori e bando Ricerca Finalizzata) e dalla Comunità Europea (Bandi FP7). Sito: http://www.improbable.com/ig
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Primo Piano - Fact Checking Vaccini

Gi, 28/09/2017 - 06:16
ISS, 14 luglio 2017


È falso che:

• I vaccini possono indebolire il sistema immunitario e portare alla comparsa di malattie autoimmuni. La nostra capacità di rispondere agli antigeni si sviluppa prima ancora della nascita e il sistema immunitario di un neonato è perfettamente capace di rispondere ogni giorno a migliaia di antigeni, molti di più di quelli contenuti nei vaccini.

Alcuni studi che lo provano (dal sito VaccinarSì)
1. Poland GA, Jacobson RM. The clinician’s guide to the anti-vaccinationists’ galaxy. Hum Immunol 2012; 73: 859-66
2. Agmon-Levin N, Paz Z, Israeli E, Shoenfeld Y. Vaccines and autoimmunity. Nat Rev Rheumatol 2009; 5: 648-52
3. De Martino M, Chiappini E, Galli L. Vaccines and autoimmunity. Int J Immunopathol Pharmacol (in stampa)
4. Chatterjee A, O’Keefe C. Current controversies in the USA regarding vaccine safety. Exp Rev Vaccines 2010; 9: 497-502


• I vaccini contengono sostanze tossiche e pericolose come mercurio, formaldeide, alluminio. Nessuno dei vaccini commercializzati in Europa contiene da diversi anni derivati del mercurio, di cui peraltro non è mai stata dimostrata la pericolosità nelle quantità e nelle forme contenute nei vaccini. Le quantità di formaldeide, alluminio e altre sostanze sono minime e tali da non causare alcun danno alla salute.

Una spiegazione del perchè gli studi di Gatti e Montanari sulle particelle nei vaccini non sono scientificamente validi si trova sul blog di Guido Silvestri


• I vaccini, in particolare quello contro Morbillo, Parotite e Rosolia (MPR), causano l’autismo. Dai numerosi studi effettuati non emerge alcuna correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo. Lo studio erroneamente citato a sostegno di questo presunto legame, pubblicato su Lancet, è stato infatti ritirato dalla rivista perché dimostrato fraudolento e l’autore è stato, inoltre, radiato dall’albo dei medici del Regno Unito.

Una lista di studi sul tema si può trovare qui


• A causa del decreto sull’obbligo aumentano i vaccini somministrati ai bimbi nel primo anno di vita. Il decreto non modifica il calendario vaccinale, le immunizzazioni e la scansione temporale restano le stesse. I genitori che negli anni passati hanno fatto fare ai figli sia quelle obbligatorie che le raccomandate al momento del loro ingresso a scuola li avevano protetti dalle 10 malattie previste dalla legge in discussione, e in alcune Regioni anche da altre, ad esempio lo pneumococco.

Basta vedere il vecchio Piano Nazionale Vaccini, ad esempio qui


• Esistono degli esami che possono predire eventuali effetti collaterali dei vaccini. Non esiste nessun test in grado di predire gli effetti collaterali dei vaccini.

Sul tema c'è una pagina esplicativa sul sito VaccinarSi


È vero che:

• L’attuale riduzione delle coperture vaccinali ha provocato la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo, e potrebbe portare al ritorno di patologie ormai assenti dal nostro paese, come la polio o la difterite, ma non ancora debellate dal resto del mondo.

Ci sono diversi allarmi dell'OMS su questo argomento. Una pagina di spiegazione fornita dal Centre Desease Control and Prevention



• Il morbillo può essere causa di gravi complicanze e danneggiare temporaneamente le difese immunitarie. Tutto ciò può essere prevenuto dal vaccino.

Si veda la pagina dell'OMS è dedicata al morbillo


• La sicurezza dei vaccini è documentata da milioni di dosi somministrate, dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione che dopo l’immissione in commercio di ogni vaccino. Gli effetti collaterali gravi da vaccino hanno una frequenza estremamente più bassa di quelli delle malattie da cui proteggono.

Un confronto tra gli effetti collaterali dei vaccini e quelli delle malattie si trova ad esempio qui


• L’Italia è uno dei 14 Paesi dove il morbillo è ancora endemico ed è nella “top ten” dei paesi che hanno segnalato più casi a livello mondiale da Novembre 2016 ad Aprile 2017. Dall’inizio del 2017 sono stati notificati oltre 3.500 casi, molte complicanze gravi inclusi casi di polmonite, 2 casi di encefalite e 2 decessi. Il 40% circa dei casi è stato ricoverato in ospedale, a conferma della gravità della malattia. Il 35% circa dei casi ha riportato almeno una complicanza.

Vedi la pagina OMS


• La malattia impegna il sistema immunitario molto di più della corrispondente vaccinazione. Inoltre nella composizione dei vaccini attuali gli antigeni presenti sono molti meno rispetto a quelli che venivano somministrati trenta anni fa

A pagina 16 di questa pubblicazione della Regione Veneto c'è il confronto
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