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Comunicati stampa - CS N.23/2017 Addio a Piergiorgio Zuccaro, il cordoglio dell’Istituto Superiore di Sanità

Istituto Superiore di Sanità - Me, 03/05/2017 - 19:58
Roma 11 aprile 2017

L’Istituto Superiore di Sanità saluta commosso Piergiorgio Zuccaro, figura storica della lotta antifumo in Italia. Attento e sensibile alle problematiche dei giovani, a cui ha dedicato tanta parte della sua feconda attività di ricerca, ha speso una vita intera nella difesa e nella tutela della sanità pubblica e ha contribuito a fare dell’Istituto uno dei nodi più significativi per il contrasto alle dipendenze nel nostro Paese.
Maestro per tanti giovani che hanno coltivato grazie a lui la passione per la ricerca basata sulle evidenze, ha speso anche tanta parte della sua vita nella formazione delle giovani generazioni, come ricorda Roberta Pacifici, Direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping che oggi raccoglie la sua eredità: Quello che oggi è il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità è il frutto del lavoro che in tanti anni abbiamo svolto insieme a Piergiorgio che ha creato e voluto fortemente un polo istituzionale nel quale riunire competenze di ricerca, sorveglianza e controllo per contrastare le dipendenze - dichiara la Pacifici - Ancora oggi nel nostro Centro portiamo avanti progetti importanti iniziati con lui e anche grazie a lui. Presente sempre attraverso uno sguardo affettuoso e paterno anche dopo aver lasciato la direzione dell’Osservatorio - continua la ricercatrice - non ha mai smesso di tifare per l’Istituto e per quella che nel suo cuore sarebbe rimasta sempre la sua squadra che oggi lo rimpiange ma, soprattutto, lo ringrazia per gli insegnamenti e per la generosa passione con cui li ha trasmessi a tutti. Ma grazie - conclude - anche per l’ironia leggera che ci ha lasciato che, coniugata alla serietà dell’impegno con cui affrontava la vita, ci incoraggia a portare avanti oggi nuove sfide che raccoglieremo anche nel suo nome.
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FDA approves new combination treatment for acute myeloid leukemia

Food and Drug Administration - Ve, 28/04/2017 - 16:20
The U.S. Food and Drug Administration today approved Rydapt (midostaurin) for the treatment of adult patients with newly diagnosed acute myeloid leukemia (AML) who have a specific genetic mutation called FLT3, in combination with chemotherapy. The drug is approved for use with a companion diagnostic, the LeukoStrat CDx FLT3 Mutation Assay, which is used to detect the FLT3 mutation in patients with AML.
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FDA approves first treatment for a form of Batten disease

Food and Drug Administration - Gi, 27/04/2017 - 19:02
The U.S. Food and Drug Administration today approved Brineura (cerliponase alfa) as a treatment for a specific form of Batten disease. Brineura is the first FDA-approved treatment to slow loss of walking ability (ambulation) in symptomatic pediatric patients 3 years of age and older with late infantile neuronal ceroid lipofuscinosis type 2 (CLN2), also known as tripeptidyl peptidase-1 (TPP1) deficiency.
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FDA expands approved use of Stivarga to treat liver cancer

Food and Drug Administration - Gi, 27/04/2017 - 18:45
The U.S. Food and Drug Administration today expanded the approved use of Stivarga (regorafinib) to include treatment of patients with hepatocellular carcinoma (HCC or liver cancer) who have been previously treated with the drug sorafenib. This is the first FDA-approved treatment for a liver cancer in almost a decade.
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Comunicati stampa - CS N.22/2017 Poco sale purché iodato: presentato il position statement dell’ISS e del Ministero della Salute siglato da 13 Società scientifiche

Istituto Superiore di Sanità - Me, 26/04/2017 - 15:58
ISS 06/04/2017

ISS: migliora lo stato nutrizionale iodico della popolazione italiana, aumenta il consumo di sale iodato

Oltre il 60% di tutto il sale venduto nel nostro Paese è iodato. I bambini di Liguria, Toscana, Marche, Lazio e Sicilia ne assumono a sufficienza con l’alimentazione, tanto che in tutte queste Regioni (ad eccezione ancora delle Marche) il gozzo in età scolare può dirsi praticamente sconfitto. A fornire i dati sullo stato nutrizionale iodico della popolazione italiana è l’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia (OSNAMI), attivo presso l’ISS, nel corso del convegno Prevenzione dei disordini da carenza iodica: il programma nazionale di iodoprofilassiè che si svolge oggi 6 aprile 2017 presso il Ministero della Salute. In quest’occasione, il Gruppo di Coordinamento Nazionale per la Iodoprofilassi, presenta un position statement, promosso dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con 13 tra Società e Associazioni scientifiche, sull’utilizzo del sale iodato per tutti, adulti e bambini.

La Consensus Conference Nazionale sull’uso del sale iodato rappresenta una iniziativa alla quale il Ministero plaude e guarda con interesse, per l'impegno costante che mettiamo nello stabilire una strategia nazionale sulla iodoprofilassi - ha dichiarato Giuseppe Ruocco, Direttore Generale per l’Igiene e la Sicurezza egli Alimenti e la Nutrizione del Ministero della Salute - solo negli ultimi due anni abbiamo investito risorse per progetti di ricerca, svolti con l’ISS, per migliorare le modalità di monitoraggio degli interventi e abbiamo dato via, esattamente un anno fa, al Gruppo di Coordinamento Nazionale (GdCN) per la Iodoprofilassi, istituito presso la Direzione generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione. Il gruppo ha lavorato al Documento di consenso firmato oggi dalle principali società scientifiche del settore. Per il prossimo futuro prevediamo di confrontarci con il settore produttivo e della ristorazione collettiva, affinché il documento oggi firmato sia l’avvio di un percorso condiviso sull’importanza dell’“utilizzo per tutti del sale iodato” , con una strategia di largo respiro e sulla base del principio della multidisciplinarietà e multisettorialità, così come richiesto dall’OMS.

Intanto a tracciare un bilancio a più di un decennio dall’approvazione sulla legge per favorire la iodoprofilassi è Antonella Olivieri, responsabile dell’OSNAMI:

A 12 anni dalla approvazione della legge 55/2005, che di fatto ha introdotto un programma nazionale di iodoprofilassi - dichiara la Olivieri - lo stato nutrizionale iodico della popolazione italiana è sicuramente migliorato. I nostri dati, infatti mostrano che la quota di sale iodato su tutto il sale venduto nella grande distribuzione ha raggiunto quest’anno il 60%. Un risultato, frutto di tutto un lavoro di informazione portato avanti dalle Società e dalle Associazioni scientifiche, estremamente positivo se si pensa che, prima dell’approvazione della legge, la percentuale del sale iodato venduto era solo del 30%. Tuttavia, la iodoprofilassi non è ancora a regime, visto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda una percentuale dell’80-85% affinché un programma di iodoprofilassi abbia successo.

Coerenti con i dati di vendita del sale iodato sono i dati di ioduria in età scolare raccolti negli ultimi due anni, in collaborazione con gli Osservatori Regionali per la Prevenzione del Gozzo. Le indagini condotte su circa 2500 bambini, reclutati tra il 2015 ed il 2016, hanno mostrato valori di ioduria indicativi di iodosufficienza in Liguria, Toscana, Marche e Lazio, e di marginale iodosufficienza in Sicilia. Questo dato è particolarmente incoraggiante se si pensa che fino al 2012 Marche e Lazio risultavano ancora iodocarenti. Ma il risultato più importante ottenuto in questi ultimi due anni è l’aver accertato che in Liguria, Toscana, Lazio e Sicilia il gozzo in età scolare è stato sconfitto. In queste Regioni infatti, sono state rilevate frequenze di gozzo inferiori al 5%, valore soglia al di sopra del quale si parla di endemia gozzigena. E’ la prima volta che si può dire che, almeno in quattro Regioni del nostro Paese, il gozzo nei bambini non è più una patologia endemica.

Questi dati, seppure incoraggianti - va avanti la ricercatrice dell’ISS - indicano che dobbiamo insistere con la iodoprofilassi perché la condizione di iodosufficienza possa estendersi a tutte le Regioni italiane, riducendo in tal modo il rischio di patologie tiroidee e di deficit neurocognitivi connessi alla carenza nutrizionale di iodio. Per questo motivo il Gruppo di Coordinamento Nazionale per la Iodoprofilassi presso il Ministero della Salute ha voluto promuovere un position statement sull’utilizzo del sale iodato in età adulta e in età pediatrica, coinvolgendo 13 tra Società scientifiche e Associazioni. Infatti - conclude l’esperta - se negli anni scorsi la iodoprofilassi è stata appannaggio quasi esclusivo degli endocrinologi, oggi è patrimonio anche di ginecologi, pediatri, medici di medicina generale e nutrizionisti, tutti fortemente motivati a diffondere il messaggio POCO SALE MA IODATO per prevenire contemporaneamente le patologie legate all’eccessivo consumo di sale, prime fra tutti le patologie cardiovascolari, e i disordini da carenza iodica.

Cosa provoca la carenza di iodio

La carenza di iodio, se pur lieve, può provocare conseguenze anche gravi soprattutto se l’esposizione a questa carenza si verifica durante la gravidanza e la prima infanzia. Questo perché lo iodio è il costituente essenziale degli ormoni tiroidei i quali svolgono un ruolo centrale nello sviluppo del sistema nervoso centrale durante la vita evolutiva, e nel controllo dell’equilibrio metabolico durante la vita adulta.

La prevenzione del gozzo endemico e degli altri disordini da carenza iodica si basa sulla correzione del deficit nutrizionale di iodio, il cui fabbisogno giornaliero è di 150 µg in età adulta, 250 µg in gravidanza e durante l’allattamento, 90-120 µg nei bambini, necessario per un corretto sviluppo neurocognitivo. La strategia raccomandata da Organizzazione Mondiale della Sanità, Iodine Global Network e UNICEF per l’eradicazione dei disturbi da carenza iodica, è quella di utilizzare come veicolo il sale alimentare arricchendolo con opportune quantità di iodio. Il costante monitoraggio della qualità del sale iodato e dell’efficienza della iodoprofilassi è indicato quale garanzia di efficacia e sicurezza del programma di prevenzione.

Il sale arricchito di iodio ha lo stesso aspetto del sale per uso alimentare e non presenta odori o sapori particolari, né altera quello dei cibi a cui viene aggiunto. Ogni grammo di sale arricchito di iodio fornisce 30 microgrammi di iodio in aggiunta a quello già fornito con la dieta, una quantità che, in base alle nostre abitudini alimentari, non supera il 50% del fabbisogno giornaliero.

Tutti possono usare il sale iodato, anche soggetti affetti da patologie tiroidee. Questo perché in condizioni fisiologiche la tiroide è in grado di tollerare fino a 1mg (1000 µg) di iodio al giorno senza che si verifichino effetti avversi, in quanto l’eccesso di iodio viene escreto con le urine. Le persone con patologie tiroidee su base autoimmune possono tollerare quantità inferiori di iodio. Nonostante questa minore tolleranza, il rischio di eccesso di iodio è praticamente inesistente in quanto il consumo di sale iodato raramente aggiunge più di 300 µg di iodio alla dieta giornaliera.

Va inoltre sottolineato che l’attuazione della profilassi iodica attraverso l’uso del sale iodato non è in contrapposizione con le raccomandazioni dell’OMS di ridurre il consumo di sale (non più di 5 g al giorno negli adulti, 2-3 g nei bambini sopra il primo anno di vita) per la prevenzione dell’ipertensione, delle malattie cardiovascolari e di altre patologie dovute all’eccessivo consumo di sale. Infatti, la quantità di iodio aggiunto al sale per uso alimentare (30 µg/g) consente un apporto iodico adeguato anche in presenza di un consumo di sale contenuto nei limiti suggeriti da cardiologi e nutrizionisti.

Position Statement su Uso di sale iodato in età adulta e in età pediatrica

Associazione Italiana della Tiroide-AIT
Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica-ADI
Associazione Italiana Ginecologi Consultoriali-AGICO
Associazione Medici Endocrinologi-AME

Federazione Nazionale Medici di Medicina Generale-FIMMG
Federazione Società Italiane di Nutrizione-FeSIN
Società Italiana di Endocrinologia-SIE
Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica-SIEDP
Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia-SIGO
Società Italiana di Nutrizione Umana-SINU
Società Italiana di Nutraceutica-SINUT
Società Italiana di Pediatria-SIP
Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare-SISDCA

esprimono pieno consenso nel raccomandare a tutti l’ uso di sale iodato perché con un consumo moderato di sale le quantità di iodio assunte rientrano ampiamente nei livelli di assunzione adeguata per la popolazione e sono comunque molto al di sotto dei livelli massimi accettabili.
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FDA takes action against 14 companies for selling illegal cancer treatments

Food and Drug Administration - Ma, 25/04/2017 - 16:07
The U.S. Food and Drug Administration today posted warning letters addressed to 14 U.S.-based companies illegally selling more than 65 products that fraudulently claim to prevent, diagnose, treat or cure cancer. The products are marketed and sold without FDA approval, most commonly on websites and social media platforms.
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Comunicati stampa - CS N.21/2017 In Italia quasi una persona su dieci ha avuto l’Epatite E Infezione asintomatica nel 90% dei casi, trasmissione prevalente via alimenti

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 25/04/2017 - 15:18
ISS, 4 aprile 2017

In Italia quasi una persona su dieci ha gli anticorpi per l'epatite E, segno che è entrata in contatto con il virus, che nel nostro paese si trasmette soprattutto per via alimentare. Lo ha scoperto il primo studio sulla prevalenza nazionale fatto sui donatori di sangue dal Centro Nazionale Sangue e dall'Istituto Superiore di Sanità, presentato oggi a Roma.

Quella da epatite E è un'infezione a due facce, che nei paesi in via di sviluppo, dove sono presenti i genotipi 1 e 2, fa decine di migliaia di morti l'anno. In quelli industrializzati, in cui i genotipi prevalenti sono 3 e 4, la malattia è nel 90% dei casi asintomatica, mentre può dare epatiti acute e croniche in pazienti immunodepressi. Per verificarne la prevalenza sono stati analizzati oltre 10mila campioni da donatori di sangue di tutta Italia.

Nell'8,6% dei campioni sono stati trovati gli anticorpi per il virus - ha spiegato Simonetta Pupella, coordinatrice dell’Area sanitaria del Cns, durante il convegno: Virus dell'epatite E e sicurezza del materiale biologico umano, segno che nel passato c'è stato un contatto con il virus. Il dato ha una grande variabilità sia regionale che all'interno delle singole regioni.

La prevalenza minore è stata trovata in Basilicata, con il 2,2%, un decimo di quella dell'Abruzzo, che è risultata del 22,2%. In generale le regioni dell'Italia centrale, Abruzzo, Marche, Lazio, Toscana e Umbria, e la Sardegna hanno mostrato la prevalenza maggiore, dovuta probabilmente al consumo maggiore di carne cruda di maiale, ad esempio le salsicce di fegato che diversi studi hanno indicato come possibile veicolo. In nessuno dei campioni è stato invece trovato il virus attivo e capace di replicarsi.

Lo studio è stato condotto su indicazione del Centro di Controllo delle Malattie del ministero della Salute - spiega Giancarlo Maria Liumbruno - ed è solo il primo step. Ora proseguirà con uno studio prospettico, in cui il virus verrà cercato in donatori arruolati tenendo conto dei dati di prevalenza emersi da questo studio. L'infezione è considerata una malattia emergente in Europa, e tutti i paesi stanno iniziando ad analizzarla con attenzione per valutare l’eventuale necessità dell’adozione di misure di screening.

Per quanto riguarda l'epatite acuta da virus E il paese europeo con più casi è la Francia, che nel 2014 ne ha avuti 1825, mentre in Gran Bretagna ne sono stati censiti 800. In Italia la rete del ministero della Salute ha trovato tra il 2007 e il 2016 211 casi, in prevalenza in uomini di età media 40 anni.

“quote]Il rischio maggiore è di una trasmissione per via alimentare per quasi tutti i pazienti - ha osservato Dragoslav Domanovic dell’Ecdc - solo per quelli fortemente immunodepressi, che sono trattati con una grande quantità di prodotti del sangue, è maggiore il rischio di trasmissione attraverso questi prodotti.
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FDA statement from Douglas Throckmorton, M.D., deputy center director for regulatory programs, Center for Drug Evaluation and Research, on new warnings about the use of codeine and tramadol in children & nursing mothers

Food and Drug Administration - Gi, 20/04/2017 - 17:42
The health and safety of children is a top priority at the FDA, which is why today we are requiring a series of changes to the labeling of two types of opioid medications in order to help better protect children from serious risks associated with these medicines – codeine (found in some prescription pain and cough medicines and some over-the-counter cough medicines) and tramadol (found in some prescription pain medicines).
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Comunicati stampa - CS N.20/2017 Screening neonatali, al via all’ISS i lavori del Centro di coordinamento per l’applicazione della legge

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 20/04/2017 - 13:22
ISS 31 marzo 2017

Del Favero: Perché la legge funzioni, serve costruire una squadra

Al via la prima riunione del Centro di Coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità per rendere operativa la legge sugli screening neonatali.

Il Centro, che avrà il suo braccio operativo nel Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) dell’ISS, avrà come scopo principale quello di rendere uniforme l’offerta degli screening su tutto il territorio nazionale e la creazione di un archivio centrale con lo scopo di effettuare un censimento reale sui bambini affetti da malattie matabolico-ereditarie e valutare gli esiti del programma di screening in termini di sopravvivenza, progressione clinica della malattia, risposta al trattamento e valutazione dei costi.

Oggi stiamo avviando la costruzione di un processo in cui è essenziale costruire una squadra per fare in modo che l’azione di sanità pubblica che deve scaturire da questa legge nazionale funzioni davvero - dichiara Angelo del Favero, Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità -. Serve il contributo di tutti: pazienti, regioni, centri clinici, organismi centrali sempre più chiamati a lavorare insieme. Prima fase di questo processo è l’individuazione di standard qualitativi comuni in modo che la legge sia applicata in modo uguale in tutto il Paese.

Regioni e Centri clinici forniranno i dati al nostro Centro di Coordinamento al quale spetterà anche il compito di informare i cittadini con la collaborazione delle Associazioni di pazienti coinvolti nelle malattie oggetto del programma di screening.

L’Istituto, dopo aver definito le modalità e gli standard di qualità con cui effettuare i test - spiega Del Favero - riceverà i dati da Regioni e Centri clinici per farli confluire nell’archivio su queste patologie che verrà poi collegato al Registro Nazionale Malattie Rare arricchendo ulteriormente la definizione del quadro nazionale di queste patologie. Insieme ai pazienti che da sempre collaborano efficacemente con il nostro CNMR, provvederemo a diffondere le informazioni su questi test, sul loro valore e sull’accesso. Abbiamo, per questo, strumenti come il Telefono Verde Malattie Rare e tutta l’esperienza e le competenze del nostro Centro a disposizione e a supporto del programma Nazionale. Si tratta di costruire sinergie - conclude Del Favero - per garantire l’equità nell’accesso a strumenti così importanti per la salute di tutti.
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Comunicati stampa - CS N.19/2017 Presidenza AIFA, Ricciardi: la scelta di Stefano Vella coniuga eccellenza scientifica e competenza in sanità pubblica

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 20/04/2017 - 13:22
ISS 30 marzo 2017

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi esprime grande soddisfazione per la nomina di Stefano Vella alla Presidenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

La scelta di Stefano Vella alla presidenza dell’AIFA - dichiara il Presidente - va nella direzione di coniugare l’eccellenza scientifica alla competenza e all’esperienza in sanità pubblica, tutte qualità riassunte da questo straordinario ricercatore, indicato da Science tra i dieci più importanti del mondo per la qualità delle ricerche sull’HIV/AIDS, che ho avuto modo di apprezzare personalmente alla guida del Dipartimento del Farmaco e, oggi, a quella del Centro di Salute Globale istituito dopo la riorganizzazione dell’Istituto.

La nomina di Vella - afferma Ricciardi - è una scelta di grande respiro. La sua vasta esperienza in campo internazionale, nel settore della lotta all’HIV/AIDS, dove ha contribuito ai trial clinici più importanti per la messa a punto della terapia, tra cui quello grazie al quale si è riusciti a impedire la trasmissione del virus dalla madre al bambino e il suo impegno nel nostro Centro per contrastare le diseguaglianze nella salute, è la garanzia che l’equità in salute e il rigore etico e scientifico saranno una delle cifre distintive della sua presidenza.

Un impegno umano e professionale - sottolinea - da sempre basato su rigorosi criteri scientifici di evidenza e di appropriatezza come dimostrano gli incarichi sostenuti come membro dello Scientific Advice dell’European Medicines Agency (EMA) e come rappresentante dell’Istituto, fino al 2011, nella Commissione tecnico-scientifica della stessa AIFA.

Siamo certi - continua Ricciardi - che le sue capacità e la sua storia professionale oltre a rappresentare per l’AIFA un valore importante, saranno anche per il nostro Istituto una straordinaria opportunità di continuare a costruire, come già stiamo facendo con il Direttore Generale Mario Melazzini, sinergie preziose per ottimizzare le risorse tra le agenzie preposte alla tutela della salute a beneficio dell’intero Servizio Sanitario Nazionale. Formulo perciò - conclude il Presidente - anche a nome di tutto l’Istituto Superiore di Sanità le più sentite congratulazioni e un augurio di buon lavoro.
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Comunicati stampa - CS N.18/2017 Ricciardi, nei Pronto Soccorso il paziente è al centro se l’organizzazione è efficiente

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 18/04/2017 - 12:25
ISS 24 marzo 2017

In relazione a quanto espresso ieri su La Stampa dal direttore generale dell'Agenas Francesco Bevere sulla necessità che a gestire gli ospedali siano manager con competenze altissime il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi dichiara:

Il Pronto Soccorso è una struttura complessa che ha bisogno di un altissimo livello di competenza per essere organizzata e gestita.

Situazioni come quelle di Nola o di Cosenza sono, come ha giustamente sottolineato il direttore generale dell'Agenas, il risultato di un management inadeguato ed è necessario sempre più selezionare in maniera rigorosa direttori sanitari capaci di non lasciare soli i clinici nell’affrontare senza mezzi e risorse adeguati situazioni complesse ed emergenze come quelle che si verificano in un pronto soccorso. Lo dimostra la differente performance di molte strutture che con mezzi simili produce esiti completamente diversi.

Occorre certamente partire dal territorio e misurare contesti e bisogni su cui disegnare e offrire modelli assistenziali e di emergenza ma resta un punto centrale anche la formazione di manager sanitari in grado di assicurare coordinamento in tutte le fasi di assistenza, cura e integrazione tra le diverse strutture all’interno dell’ospedale.
Solo se la Direzione Sanitaria è in grado di garantire un’organizzazione efficiente è possibile cercare di concentrare le energie degli operatori sull’assistenza e sulla cura, mettere al centro il paziente invece che preoccuparsi di reperire gli strumenti necessari alla cura o di sopperire alla loro mancanza.
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Comunicati stampa - CS N.17/2017 DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELL’ISS WALTER RICCIARDI Maddalena, cercare soluzioni adeguate senza rinunciare al rispetto degli standard di sicurezza nel parto

Istituto Superiore di Sanità - Lu, 17/04/2017 - 11:51
ISS, 20 marzo 2017

Partorire in Italia è generalmente un evento sicuro. Il nostro Paese in Europa è tra quelli con i migliori standard di sicurezza e sono in atto tante strategie sanitarie indirizzate a migliorare sempre più questo obiettivo. La chiusura dei punti nascita in cui ci sono pochi parti ogni anno è una di queste e non riguarda solo la razionalizzazione dei costi ma prima ancora serve a tutelare la salute della gestante e del nascituro.

Partorire in un centro che effettua un basso numero di parti è un fattore di rischio per mamma e bambino. Chiudere questi punti nascita significa evitare che in caso di complicanze gravi, ci si affidi a un centro privo di esperienza e soprattutto di risorse necessarie a gestire emergenze di tipo ostetrico o anche pediatrico.

Agli standard di sicurezza non si può derogare e laddove la logistica è sfavorevole è necessario ricercare soluzioni alternative come, per esempio, la disponibilità di un elicottero per le situazioni di emergenza o altre strategie per evitare che una situazione complessa venga affrontata con strumenti inadeguati.

È il problema logistico e organizzativo che deve essere risolto mentre agli standard di sicurezza prefissati non si può rinunciare, proprio per tutelare la salute delle donne e dei bambini.
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Comunicati stampa - CS N.16/2017 Influenza, nell’inverno cresciuta in tutta Europa la curva di mortalità degli anziani

Istituto Superiore di Sanità - Ve, 14/04/2017 - 10:18
ISS 17/03/2017

L’Italia in testa con il 15% in più rispetto al valore atteso.
Sotto il 50% il trend di copertura vaccinale negli ultrasessantacinquenni.
Ricciardi: Senza la vaccinazione, nella popolazione fragile il virus aggredisce di più.

Lo scorso inverno all’epidemia influenzale è stato associato un tasso di mortalità nella popolazione anziana più elevato rispetto alle attese.

In base ai dati del network EUROMOMO per il monitoraggio della mortalità, a cui partecipano 19 paesi europei, si è osservato un eccesso di decessi per tutte le cause nelle ultime due settimane di dicembre 2016 e nelle prime quattro di gennaio 2017 in Italia, come in Francia, Spagna e Portogallo, per rientrare nei valori attesi a fine febbraio.

Il dato peggiore è stato osservato in Italia con un incremento stimato del 15%, e nella settimana di picco del 42%, rispetto al valore atteso e potenzialmente attribuibile all’epidemia influenzale.

A contribuire all’incremento della mortalità in questo scorcio di stagione invernale è stata la particolare virulenza dell’epidemia di virus A/H3N2 associata a una bassa copertura vaccinale negli anziani, di cui si sta osservando un decremento progressivo fino a scendere sotto la soglia del 50%, nonostante l’obiettivo minimo dell’OMS e del Ministero della Salute sia il raggiungimento del 75% della copertura tra gli ultrasessantacinquenni e tra i soggetti con condizioni di rischio.

Ogni anno nei laboratori di tutto il mondo vengono formulate diverse combinazioni dei ceppi vaccinali previsti per la stagione successiva per cercare di arginare la diffusione dell’epidemia - spiega Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS - La campagna vaccinale è importante perché nella popolazione anziana, anche laddove la formulazione non è perfetta, è in grado di attenuare la virulenza e di favorire un decorso clinico migliore prevenendo comunque almeno il quaranta percento della mortalità. I dati europei - continua il Presidente - ci dicono anche che nei paesi dove la copertura vaccinale è maggiore e le raccomandazioni sono estese anche ad altri gruppi di popolazione l’eccesso osservato è stato di gran lunga inferiore.



L’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e altri enti del Servizio Sanitario Nazionale monitora settimanalmente l’impatto della stagione influenzale e pubblica i dati aggiornati sul sito http://www.epicentro.iss.it/problemi/influenza/FluNews.asp
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FDA allows marketing of first whole slide imaging system for digital pathology

Food and Drug Administration - Me, 12/04/2017 - 22:56
The U.S. Food and Drug Administration today permitted marketing of the Philips IntelliSite Pathology Solution (PIPS), the first whole slide imaging (WSI) system that allows for review and interpretation of digital surgical pathology slides prepared from biopsied tissue. This is the first time the FDA has permitted the marketing of a WSI system for these purposes.
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Primo Piano - Iodoprofilassi, un convegno fa il punto sulla situazione in Italia

Istituto Superiore di Sanità - Me, 12/04/2017 - 08:51
ISS 05/04/2017

Lo stato nutrizionale iodico della popolazione italiana, sia degli adulti che dei bambini, è migliorato rispetto agli anni precedenti. A scattare la fotografia è l’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia (OSNAMI), coordinato dall’ISS, che illustrerà i suoi dati nel corso del convegno Prevenzione dei disordini da carenza iodica: il programma nazionale di iodoprofilassi in programma domani 6 aprile 2017 presso il Ministero della Salute (vedi programma allegato). In tale occasione, il Gruppo di Coordinamento Nazionale per la Iodoprofilassi presenterà un position statement sull’uso di sale iodato in età adulta e in età pediatrica, siglato dalle società scientifiche.
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Comunicati stampa - CS N°7/2017 Emendamento Stabilizzazione Precari ISS

Istituto Superiore di Sanità - Me, 12/04/2017 - 08:51
ISS 9 febbraio 2017
Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi esprime grande soddisfazione per l’approvazione oggi dell’emendamento sulla stabilizzazione. Si tratta di un riconoscimento al lavoro prezioso del personale precario che ha offerto e continua a offrire un contributo essenziale all’attività svolta per la salute pubblica.
Desidero ringraziare in maniera speciale il lavoro svolto dalla Senatrice De Biasi e da tutti i Senatori che hanno sostenuto in modo bipartisan l’emendamento.
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Comunicati stampa - CS N°8/2017 Ringraziamenti per Emendamento Stabilizzazione Precari ISS

Istituto Superiore di Sanità - Me, 12/04/2017 - 08:51
ISS 9 febbraio 2017
Il Presidente dell’ISS Walter Ricciardi desidera ringraziare il Ministro Lorenzin per il sostegno costante che ha portato all’approvazione oggi al Senato dell’emendamento sulla stabilizzazione dei precari storici dell’ISS, confermando così l’impegno concreto nel tutelare il lavoro ed il ruolo importante dell’Istituto Superiore di Sanità nel tutelare la salute della collettività.
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Comunicati stampa - CS N°6/2017 Al via il nuovo Istituto Superiore di Sanità: ricerca, controllo e reti internazionali. In attivo il bilancio aumentano i finanziamenti per la ricerca

Istituto Superiore di Sanità - Me, 12/04/2017 - 08:51
ISS, 7 febbraio 2017

Ricciardi: In crescita di 5milioni di euro il finanziamento di progetti di ricerca. Nel 2017 in arrivo oltre 35milioni. L’impulso alla ricerca resta tra le nostre priorità
Del Favero: Con la nuova organizzazione abbiamo risparmiato circa due milioni di euro in termini di costo-beneficio che reinvestiremo in salute.

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi insieme al Direttore Generale Lino Del Favero hanno presentato oggi in una conferenza stampa la nuova organizzazione e la nuova squadra di ricercatori alla guida dell’ISS, il più grande Istituto di Sanità pubblica in Italia e in Europa. Sei Dipartimenti, sedici Centri Nazionali, due Centri di Riferimento e un Organismo Notificato compongono la nuova area tecnica-operativa dell’Istituto Superiore di Sanità, nel rispetto della storia e dell’identità dell’Istituto ma con nuove competenze. Accanto alle attività tradizionali di studio e ricerca, controllo e sorveglianza in materie come neuroscienze, malattie infettive, sicurezza alimentare, oncologia, ambiente o malattie cardiovascolari sono stati creati un Centro di Valutazione delle tecnologie sanitarie, uno per quelle innovative in Sanità Pubblica, unCentro Nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure, uno per laTelemedicina, in modo da fornire indicazioni per supportare le scelte di ciò che è realmente efficace evitando sprechi e dispersioni di energie umane e finanziarie. Grande attenzione alla prevenzione con un centro interamente dedicato alla promozione della salute e un altro alle dipendenze patologiche.

Abbiamo disegnato un Istituto coerente con la sua missione principale di tutelare la salute pubblica - dichiara Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS - valorizzando le alte competenze di cui dispone, capaci di produrre in un anno oltre 12 mila interventi tra controlli, valutazioni, pareri e ispezioni. Ma il nuovo Istituto sarà in grado anche di investire sempre più risorse nella ricerca. È in crescita la previsione del finanziamento di progetti di ricerca scientifici. A fonte del finanziamento di 30 milioni di euro ottenuto lo scorso anno le entrate previste per il 2017 ammontano a circa 35 milioni. Questa è una delle nostre priorità perché è una ricerca pensata per tradursi in diagnosi e cura, a diventare tecnologia e a rappresentare uno strumento competitivo per la crescita economica del Paese.

La ristrutturazione, pur sommando nuove competenze, è riuscita a eliminare molti duplicati. C’è stata una forte contrazione dei reparti che da 123 sono diventati 50 distribuiti in tutte le nuove strutture, aggregati secondo un disegno complesso ma coerente di funzioni trasversali. Per conciliare la missione dell’ISS alla sostenibilità economica - afferma Angelo Del Favero, Direttore Generale dell’ISS - serviva una macchina più efficiente e più snella. Il nostro modello permetterà un recupero in termini di costi/benefici di circa due milioni l’anno, una cifra che reinvestiremo in salute, a vantaggio dei cittadini.

In questo nuovo contesto, l’Istituto, che nel 2016 ha gestito ben 119 progetti internazionali, riceverà per il 2017 circa 35 milioni di euro finanziamento per progetti di ricerca nazionali e internazionali. Per sfruttare al meglio tutte le possibilità di finanziamento delle attività di ricerca, l’Istituto si è dotato di un Grant Office che assisterà i ricercatori nel reperimento dei bandi di ricerca e supporterà i percorsi di brevettazione e di tutela della proprietà intellettuale. Fino ad oggi sono circa 78 i brevetti in possesso dell’ISS di cui 53 in condivisione con altri enti di ricerca e riguardano tecnologie per malattie infettive, tecnologie oncologiche, vaccinali o nuovi biomarker diagnostici.

Se le attività di ricerca, controllo e sorveglianza rappresentano il cuore dell’attività dell’Istituto, sarà più marcata anche l’attenzione alla comunicazione e ai canali di dialogo e di informazione con gli utenti per promuovere la conoscenza medico-scientifica su aspetti fondamentali della salute pubblica. Rafforzati e presenti sui social network, i telefoni verdi dell’ISS rispondono a tutti coloro che hanno bisogno di un orientamento, si pensi al fumo e alle malattie a trasmissione sessuale che nell’ultimo anno hanno evaso dalle 500 alle 1000 chiamate al mese per indirizzare i cittadini su queste tematiche e anche il telefono verde patologie rare evade ogni mese oltre cento richieste di orientamento soprattutto da pazienti e famiglie ma non mancano richieste d’aiuto anche da parte degli stessi operatori sanitari.

Quale diario di viaggio del rinnovato Istituto Superiore di Sanità, viene presentata in occasione della conferenza stampa di oggi la prima newsletter on line dell’ISS. Il numero zero di ALLISS contiene gli editoriali del Presidente e del Direttore Generale sul riordino, le presentazioni di Dipartimenti e Centri, i curricula dei direttori ed è consultabile all’indirizzo Istituto Superiore di Sanità



AREA OPERATIVA TECNICO-SCIENTIFICA DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
Direttori

DIPARTIMENTI
Dipartimento Ambiente e Salute diretto da Eugenia Dogliotti
Dipartimento Malattie Cardiovascolari Endocrino-metaboliche Immunomediate e Invecchiamento diretto da Simona Giampaoli
Dipartimento Malattie Infettive diretto da Giovanni Rezza
Dipartimento Oncologia e Medicina Molecolare diretto da Mauro Biffoni
Dipartimento Neuroscienze diretto da Maurizio Pocchiari
Dipartimento Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica diretto da Umberto Agrimi

CENTRI NAZIONALI
Centro Nazionale AIDS diretto da Barbara Ensoli
Centro Nazionale per il Controllo e la Valutazione dei Farmaci diretto da Carlo Pini
Centro Nazionale Dipendenze e Doping diretto da Roberta Pacifici
Centro Nazionale per l’Eccellenza Clinica, la Qualità e la Sicurezza delle Cure diretto da Primiano Iannone
Centro Nazionale Tecnologie Innovative in Sanità Pubblica diretto da Paolo Lago
Centro Nazionale Malattie Rare diretto da Domenica Taruscio
Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute diretto da Angela Spinelli
Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale diretto da Francesco Bochicchio
Centro Nazionale per la Ricerca e la Valutazione preclinica e clinica dei Farmaci diretto da Patrizia Popoli
Centro Nazionale per la Salute Globale diretto da Stefano Vella
Centro Nazionale Sangue diretto da Giancarlo Liumbruno
Centro Nazionale delle Sostanze Chimiche, prodotti Cosmetici e Protezione del Consumatore diretto da Rosa Draisci
Centro Nazionale per la Sperimentazione e il Benessere Animale diretto da Rodolfo Lorenzini
Centro Nazionale Health Technology Assessment diretto da Marco Marchetti
Centro Nazionale Telemedicina e nuove Tecnologie Assistenziali diretto da Antonio Bray
Centro Nazionale Trapianti diretto da Alessandro Nanni Costa

CENTRI DI RIFERIMENTO
Centro di Riferimento per la Medicina di Genere diretto da Walter Malorni
Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale diretto da Enrico Alleva

ORGANISMO NOTIFICATO diretto da Roberta Marcoaldi
Categorie: Istituzioni

Comunicati stampa - CS N°5/2017 In maxi emergenze boom donazioni sangue, ma serve più coordinamento Per sisma Amatrice e scontro treni oltre 15mila unità raccolte

Istituto Superiore di Sanità - Me, 12/04/2017 - 08:51
Iss, 1 febbraio 2017

Dopo l'incidente ferroviario di Andria del luglio 2016 e il terremoto nel centro Italia del 24 agosto la solidarietà dei cittadini è scattata immediatamente, con le donazioni di sangue [bold]più che triplicate[/bold] in pochi giorni, ma in caso di disastri simili l'indicazione più appropriata è diluire gli afflussi secondo le indicazioni delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue che si coordinano a loro volta con le Strutture regionali per il coordinamento delle attività trasfusionali (SRC), gli hub periferici deputati a coordinare i servizi trasfusionali di ogni Regione. Di tutti gli aspetti della risposta sanitaria agli eventi catastrofici discuteranno domani gli esperti al convegno 'Sistema sangue e Maxi-Emergenze', organizzato dal Centro Nazionale Sangue a Roma.

Il disastro ferroviario e il sisma sono stati i primi due eventi in cui è stato applicato il Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi-emergenze approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 7 luglio 2016, che prevede tra le altre cose l'accantonamento di scorte di sangue da usare solo in caso di disastri. Nei giorni successivi al terremoto che ha distrutto Amatrice, che ha avuto 388 feriti, sono state raccolte in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria oltre 10600 unità, il triplo della norma, mentre quasi 4mila sono state raccolte dopo l'incidente tra i treni in Puglia. Un afflusso notevole, hanno spiegato gli esperti durante la conferenza, generato soprattutto dopo alcuni appelli a donare a livello locale subito rimbalzate sui media, che però poteva essere diluito nel tempo, mentre nei giorni successivi agli eventi il piano prevede che si utilizzino appunto le scorte accantonate, oltre eventualmente ad attingere da quelle delle altre regioni.

Il rischio paventato dagli esperti, che hanno ricordato che dopo 42 giorni le unità non si possono più utilizzare, è che una raccolta troppo grande nei giorni immediatamente successivi all’emergenza possa poi portare a uno stop a medio termine nelle donazioni. L’obiettivo principale di questo convegno è quello di favorire, anche mediante lo scambio reciproco di informazioni sui modelli organizzativi, una interazione e tutte le possibili sinergie tra le istituzioni, i professionisti e le Società Scientifiche nonché il mondo del volontariato del sangue: questi attori sono coinvolti, a vario titolo, nella gestione delle maxiemergenze sanitarie - spiega Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns -. Riteniamo anche strategico il contributo dei mass media nel fornire una informazione precisa ai cittadini anche quando si verificano questi eventi straordinari; essi, infatti, non necessariamente implicano una emergenza sangue proprio perché la Rete Trasfusionale nazionale funziona coordinandosi e compensandosi tra Regioni proprio grazie alle sinergie organizzative tra istituzioni, professionisti e donatori di sangue. Secondo Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS e portavoce protempore CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue) nei casi di maxiemergenza il compito delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue è duplice: da una parte devono verificare che i propri organismi locali trasmettano informazioni corrette sugli effettivi bisogni, evitando chiamate indiscriminate e tenendo sotto controllo i gesti di altruismo; dall’altra devono elaborare un piano a lungo termine per educare i donatori e la cittadinanza alle situazioni di emergenza, ricordando che il modo migliore per sostenere le necessità trasfusionali è una donazione di sangue ed emocomponenti programmata, periodica e associata.

Cosa prevede il piano strategico nazionale

In base al piano le Strutture Regionali per il Coordinamento sono responsabili di definire una scorta strategica di unità di sangue che possono essere utilizzate solamente in caso di maxi-emergenze, e che deve rimanere costante. Quando si verifica un evento che rende necessario far scattare il piano viene allertato il Centro Nazionale Sangue (CNS), che gestisce, insieme alle SRC, anche gli eventuali afflussi di unità da altre regioni. Se necessario il CNS supporta le SRC per incrementare le attività di raccolta, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, a partire dai rappresentanti nazionali delle Associazioni e Federazioni dei donatori, coordinando anche l’eventuale afflusso di unità di raccolta mobili, e, ove occorra, coordina anche la compensazione di medicinali plasmaderivati da altre Regioni e si raccorda con le Aziende fornitrici di materiale per la raccolta del sangue e di diagnostici per possibili forniture straordinarie.

Garantire sempre una scorta di sangue che possa essere messo a disposizione ha bisogno di un retroterra professionale, vuol dire mettere in atto tutti i meccanismi senza i quali una gestione di scorte immediata è impossibile - commenta Claudio Velati, presidente della Società Italiana di Medicina Trasfusionale (Simt) - ci sono sicuramente degli aggiustamenti da fare al Piano, da una parte bisognerebbe uscire dalla precarietà dell’afflusso spontaneo dei donatori con una maggiore programmazione, e dall’altra servirebbe una gestione delle scorte a livello regionale. In questo ruolo la società scientifica può affiancare le istituzioni come ‘mediatore culturale.

Maxi-emergenze, ospedali italiani poco preparati

Nella catena di risposta sanitaria alle maxi emergenze l’anello debole’ sembrano essere proprio gli ospedali. Lo afferma una ricerca presentata al convegno da Francesco Della Corte, direttore del Crimedim , il Centro ricerche per le emergenze e la medicina dei disastri dell’Università del Piemonte Orientale, in cui è stata valutata la preparazione di un campione di 15 strutture ospedaliere rappresentative su tutto il territorio nazionale ottenuta secondo i parametri dell’Oms. Dallo studio è emerso che solo 3 degli ospedali esaminati hanno raggiunto un punteggio considerato sufficiente. La media del punteggio riportata dagli ospedali esaminati è risultata 104, quando il minimo per la sufficienza è 129, mentre il voto più alto registrato è stato 148 su un massimo di 184. I dati italiani, ha affermato Della Corte, sono in linea con quelli ottenuti da ricerche simili in altri paesi europei. I nostri dati non possono essere dimostrativi in senso assoluto della impreparazione del sistema ospedaliero alla maxiemergenza perché il campione è limitato, anche se comprende diversi ospedali tra i più grandi in Italia, ma l'aver usato un questionario validato e la valutazione in presenza aggiunge sicuramente elementi di sostegno importanti. Le carenze principali riguardano la catena di comando e controllo e l'interazione tra gli stakeholders, che pur se scritta nei piani non viene mai testata. L'altra carenza importante è l'aspetto formativo che è nella maggior parte dei casi totalmente disatteso.

Per intervenire sulle carenze, sottolinea Giovanna Esposito, presidente della Federazione Italiana medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi (Fimeuc), c’è bisogno di una formazione specifica agli ospedali. Il ruolo della società scientifica è quello di fornire dei mezzi per migliorare i percorsi nelle emergenze, la Fimeuc ha al suo interno un gruppo di lavoro per elaborare un linguaggio comune e delle strategie da usare nel caso di maxi emergenza per tutti gli operatori, sia nel preospedaliero che nell'ospedaliero. Anche sulla base dei risultati di questo studio, a cui abbiamo collaborato, su questi dati abbiamo pensato di organizzare dei corsi da fornire alle aziende per avere gli strumenti per costruire i loro piani di risposta, che stanno avendo un discreto successo.
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FDA approves first drug to treat tardive dyskinesia

Food and Drug Administration - Ma, 11/04/2017 - 23:35
The U.S. Food and Drug Administration today approved Ingrezza (valbenazine) capsules to treat adults with tardive dyskinesia. This is the first drug approved by the FDA for this condition.
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