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Comunicati stampa - CS N°6/2017 Al via il nuovo Istituto Superiore di Sanità: ricerca, controllo e reti internazionali. In attivo il bilancio aumentano i finanziamenti per la ricerca

Istituto Superiore di Sanità - Me, 12/04/2017 - 08:51
ISS, 7 febbraio 2017

Ricciardi: In crescita di 5milioni di euro il finanziamento di progetti di ricerca. Nel 2017 in arrivo oltre 35milioni. L’impulso alla ricerca resta tra le nostre priorità
Del Favero: Con la nuova organizzazione abbiamo risparmiato circa due milioni di euro in termini di costo-beneficio che reinvestiremo in salute.

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi insieme al Direttore Generale Lino Del Favero hanno presentato oggi in una conferenza stampa la nuova organizzazione e la nuova squadra di ricercatori alla guida dell’ISS, il più grande Istituto di Sanità pubblica in Italia e in Europa. Sei Dipartimenti, sedici Centri Nazionali, due Centri di Riferimento e un Organismo Notificato compongono la nuova area tecnica-operativa dell’Istituto Superiore di Sanità, nel rispetto della storia e dell’identità dell’Istituto ma con nuove competenze. Accanto alle attività tradizionali di studio e ricerca, controllo e sorveglianza in materie come neuroscienze, malattie infettive, sicurezza alimentare, oncologia, ambiente o malattie cardiovascolari sono stati creati un Centro di Valutazione delle tecnologie sanitarie, uno per quelle innovative in Sanità Pubblica, unCentro Nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure, uno per laTelemedicina, in modo da fornire indicazioni per supportare le scelte di ciò che è realmente efficace evitando sprechi e dispersioni di energie umane e finanziarie. Grande attenzione alla prevenzione con un centro interamente dedicato alla promozione della salute e un altro alle dipendenze patologiche.

Abbiamo disegnato un Istituto coerente con la sua missione principale di tutelare la salute pubblica - dichiara Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS - valorizzando le alte competenze di cui dispone, capaci di produrre in un anno oltre 12 mila interventi tra controlli, valutazioni, pareri e ispezioni. Ma il nuovo Istituto sarà in grado anche di investire sempre più risorse nella ricerca. È in crescita la previsione del finanziamento di progetti di ricerca scientifici. A fonte del finanziamento di 30 milioni di euro ottenuto lo scorso anno le entrate previste per il 2017 ammontano a circa 35 milioni. Questa è una delle nostre priorità perché è una ricerca pensata per tradursi in diagnosi e cura, a diventare tecnologia e a rappresentare uno strumento competitivo per la crescita economica del Paese.

La ristrutturazione, pur sommando nuove competenze, è riuscita a eliminare molti duplicati. C’è stata una forte contrazione dei reparti che da 123 sono diventati 50 distribuiti in tutte le nuove strutture, aggregati secondo un disegno complesso ma coerente di funzioni trasversali. Per conciliare la missione dell’ISS alla sostenibilità economica - afferma Angelo Del Favero, Direttore Generale dell’ISS - serviva una macchina più efficiente e più snella. Il nostro modello permetterà un recupero in termini di costi/benefici di circa due milioni l’anno, una cifra che reinvestiremo in salute, a vantaggio dei cittadini.

In questo nuovo contesto, l’Istituto, che nel 2016 ha gestito ben 119 progetti internazionali, riceverà per il 2017 circa 35 milioni di euro finanziamento per progetti di ricerca nazionali e internazionali. Per sfruttare al meglio tutte le possibilità di finanziamento delle attività di ricerca, l’Istituto si è dotato di un Grant Office che assisterà i ricercatori nel reperimento dei bandi di ricerca e supporterà i percorsi di brevettazione e di tutela della proprietà intellettuale. Fino ad oggi sono circa 78 i brevetti in possesso dell’ISS di cui 53 in condivisione con altri enti di ricerca e riguardano tecnologie per malattie infettive, tecnologie oncologiche, vaccinali o nuovi biomarker diagnostici.

Se le attività di ricerca, controllo e sorveglianza rappresentano il cuore dell’attività dell’Istituto, sarà più marcata anche l’attenzione alla comunicazione e ai canali di dialogo e di informazione con gli utenti per promuovere la conoscenza medico-scientifica su aspetti fondamentali della salute pubblica. Rafforzati e presenti sui social network, i telefoni verdi dell’ISS rispondono a tutti coloro che hanno bisogno di un orientamento, si pensi al fumo e alle malattie a trasmissione sessuale che nell’ultimo anno hanno evaso dalle 500 alle 1000 chiamate al mese per indirizzare i cittadini su queste tematiche e anche il telefono verde patologie rare evade ogni mese oltre cento richieste di orientamento soprattutto da pazienti e famiglie ma non mancano richieste d’aiuto anche da parte degli stessi operatori sanitari.

Quale diario di viaggio del rinnovato Istituto Superiore di Sanità, viene presentata in occasione della conferenza stampa di oggi la prima newsletter on line dell’ISS. Il numero zero di ALLISS contiene gli editoriali del Presidente e del Direttore Generale sul riordino, le presentazioni di Dipartimenti e Centri, i curricula dei direttori ed è consultabile all’indirizzo Istituto Superiore di Sanità



AREA OPERATIVA TECNICO-SCIENTIFICA DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
Direttori

DIPARTIMENTI
Dipartimento Ambiente e Salute diretto da Eugenia Dogliotti
Dipartimento Malattie Cardiovascolari Endocrino-metaboliche Immunomediate e Invecchiamento diretto da Simona Giampaoli
Dipartimento Malattie Infettive diretto da Giovanni Rezza
Dipartimento Oncologia e Medicina Molecolare diretto da Mauro Biffoni
Dipartimento Neuroscienze diretto da Maurizio Pocchiari
Dipartimento Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica diretto da Umberto Agrimi

CENTRI NAZIONALI
Centro Nazionale AIDS diretto da Barbara Ensoli
Centro Nazionale per il Controllo e la Valutazione dei Farmaci diretto da Carlo Pini
Centro Nazionale Dipendenze e Doping diretto da Roberta Pacifici
Centro Nazionale per l’Eccellenza Clinica, la Qualità e la Sicurezza delle Cure diretto da Primiano Iannone
Centro Nazionale Tecnologie Innovative in Sanità Pubblica diretto da Paolo Lago
Centro Nazionale Malattie Rare diretto da Domenica Taruscio
Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute diretto da Angela Spinelli
Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale diretto da Francesco Bochicchio
Centro Nazionale per la Ricerca e la Valutazione preclinica e clinica dei Farmaci diretto da Patrizia Popoli
Centro Nazionale per la Salute Globale diretto da Stefano Vella
Centro Nazionale Sangue diretto da Giancarlo Liumbruno
Centro Nazionale delle Sostanze Chimiche, prodotti Cosmetici e Protezione del Consumatore diretto da Rosa Draisci
Centro Nazionale per la Sperimentazione e il Benessere Animale diretto da Rodolfo Lorenzini
Centro Nazionale Health Technology Assessment diretto da Marco Marchetti
Centro Nazionale Telemedicina e nuove Tecnologie Assistenziali diretto da Antonio Bray
Centro Nazionale Trapianti diretto da Alessandro Nanni Costa

CENTRI DI RIFERIMENTO
Centro di Riferimento per la Medicina di Genere diretto da Walter Malorni
Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale diretto da Enrico Alleva

ORGANISMO NOTIFICATO diretto da Roberta Marcoaldi
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Comunicati stampa - CS N°5/2017 In maxi emergenze boom donazioni sangue, ma serve più coordinamento Per sisma Amatrice e scontro treni oltre 15mila unità raccolte

Istituto Superiore di Sanità - Me, 12/04/2017 - 08:51
Iss, 1 febbraio 2017

Dopo l'incidente ferroviario di Andria del luglio 2016 e il terremoto nel centro Italia del 24 agosto la solidarietà dei cittadini è scattata immediatamente, con le donazioni di sangue [bold]più che triplicate[/bold] in pochi giorni, ma in caso di disastri simili l'indicazione più appropriata è diluire gli afflussi secondo le indicazioni delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue che si coordinano a loro volta con le Strutture regionali per il coordinamento delle attività trasfusionali (SRC), gli hub periferici deputati a coordinare i servizi trasfusionali di ogni Regione. Di tutti gli aspetti della risposta sanitaria agli eventi catastrofici discuteranno domani gli esperti al convegno 'Sistema sangue e Maxi-Emergenze', organizzato dal Centro Nazionale Sangue a Roma.

Il disastro ferroviario e il sisma sono stati i primi due eventi in cui è stato applicato il Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi-emergenze approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 7 luglio 2016, che prevede tra le altre cose l'accantonamento di scorte di sangue da usare solo in caso di disastri. Nei giorni successivi al terremoto che ha distrutto Amatrice, che ha avuto 388 feriti, sono state raccolte in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria oltre 10600 unità, il triplo della norma, mentre quasi 4mila sono state raccolte dopo l'incidente tra i treni in Puglia. Un afflusso notevole, hanno spiegato gli esperti durante la conferenza, generato soprattutto dopo alcuni appelli a donare a livello locale subito rimbalzate sui media, che però poteva essere diluito nel tempo, mentre nei giorni successivi agli eventi il piano prevede che si utilizzino appunto le scorte accantonate, oltre eventualmente ad attingere da quelle delle altre regioni.

Il rischio paventato dagli esperti, che hanno ricordato che dopo 42 giorni le unità non si possono più utilizzare, è che una raccolta troppo grande nei giorni immediatamente successivi all’emergenza possa poi portare a uno stop a medio termine nelle donazioni. L’obiettivo principale di questo convegno è quello di favorire, anche mediante lo scambio reciproco di informazioni sui modelli organizzativi, una interazione e tutte le possibili sinergie tra le istituzioni, i professionisti e le Società Scientifiche nonché il mondo del volontariato del sangue: questi attori sono coinvolti, a vario titolo, nella gestione delle maxiemergenze sanitarie - spiega Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns -. Riteniamo anche strategico il contributo dei mass media nel fornire una informazione precisa ai cittadini anche quando si verificano questi eventi straordinari; essi, infatti, non necessariamente implicano una emergenza sangue proprio perché la Rete Trasfusionale nazionale funziona coordinandosi e compensandosi tra Regioni proprio grazie alle sinergie organizzative tra istituzioni, professionisti e donatori di sangue. Secondo Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS e portavoce protempore CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue) nei casi di maxiemergenza il compito delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue è duplice: da una parte devono verificare che i propri organismi locali trasmettano informazioni corrette sugli effettivi bisogni, evitando chiamate indiscriminate e tenendo sotto controllo i gesti di altruismo; dall’altra devono elaborare un piano a lungo termine per educare i donatori e la cittadinanza alle situazioni di emergenza, ricordando che il modo migliore per sostenere le necessità trasfusionali è una donazione di sangue ed emocomponenti programmata, periodica e associata.

Cosa prevede il piano strategico nazionale

In base al piano le Strutture Regionali per il Coordinamento sono responsabili di definire una scorta strategica di unità di sangue che possono essere utilizzate solamente in caso di maxi-emergenze, e che deve rimanere costante. Quando si verifica un evento che rende necessario far scattare il piano viene allertato il Centro Nazionale Sangue (CNS), che gestisce, insieme alle SRC, anche gli eventuali afflussi di unità da altre regioni. Se necessario il CNS supporta le SRC per incrementare le attività di raccolta, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, a partire dai rappresentanti nazionali delle Associazioni e Federazioni dei donatori, coordinando anche l’eventuale afflusso di unità di raccolta mobili, e, ove occorra, coordina anche la compensazione di medicinali plasmaderivati da altre Regioni e si raccorda con le Aziende fornitrici di materiale per la raccolta del sangue e di diagnostici per possibili forniture straordinarie.

Garantire sempre una scorta di sangue che possa essere messo a disposizione ha bisogno di un retroterra professionale, vuol dire mettere in atto tutti i meccanismi senza i quali una gestione di scorte immediata è impossibile - commenta Claudio Velati, presidente della Società Italiana di Medicina Trasfusionale (Simt) - ci sono sicuramente degli aggiustamenti da fare al Piano, da una parte bisognerebbe uscire dalla precarietà dell’afflusso spontaneo dei donatori con una maggiore programmazione, e dall’altra servirebbe una gestione delle scorte a livello regionale. In questo ruolo la società scientifica può affiancare le istituzioni come ‘mediatore culturale.

Maxi-emergenze, ospedali italiani poco preparati

Nella catena di risposta sanitaria alle maxi emergenze l’anello debole’ sembrano essere proprio gli ospedali. Lo afferma una ricerca presentata al convegno da Francesco Della Corte, direttore del Crimedim , il Centro ricerche per le emergenze e la medicina dei disastri dell’Università del Piemonte Orientale, in cui è stata valutata la preparazione di un campione di 15 strutture ospedaliere rappresentative su tutto il territorio nazionale ottenuta secondo i parametri dell’Oms. Dallo studio è emerso che solo 3 degli ospedali esaminati hanno raggiunto un punteggio considerato sufficiente. La media del punteggio riportata dagli ospedali esaminati è risultata 104, quando il minimo per la sufficienza è 129, mentre il voto più alto registrato è stato 148 su un massimo di 184. I dati italiani, ha affermato Della Corte, sono in linea con quelli ottenuti da ricerche simili in altri paesi europei. I nostri dati non possono essere dimostrativi in senso assoluto della impreparazione del sistema ospedaliero alla maxiemergenza perché il campione è limitato, anche se comprende diversi ospedali tra i più grandi in Italia, ma l'aver usato un questionario validato e la valutazione in presenza aggiunge sicuramente elementi di sostegno importanti. Le carenze principali riguardano la catena di comando e controllo e l'interazione tra gli stakeholders, che pur se scritta nei piani non viene mai testata. L'altra carenza importante è l'aspetto formativo che è nella maggior parte dei casi totalmente disatteso.

Per intervenire sulle carenze, sottolinea Giovanna Esposito, presidente della Federazione Italiana medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi (Fimeuc), c’è bisogno di una formazione specifica agli ospedali. Il ruolo della società scientifica è quello di fornire dei mezzi per migliorare i percorsi nelle emergenze, la Fimeuc ha al suo interno un gruppo di lavoro per elaborare un linguaggio comune e delle strategie da usare nel caso di maxi emergenza per tutti gli operatori, sia nel preospedaliero che nell'ospedaliero. Anche sulla base dei risultati di questo studio, a cui abbiamo collaborato, su questi dati abbiamo pensato di organizzare dei corsi da fornire alle aziende per avere gli strumenti per costruire i loro piani di risposta, che stanno avendo un discreto successo.
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FDA approves first drug to treat tardive dyskinesia

Food and Drug Administration - Ma, 11/04/2017 - 23:35
The U.S. Food and Drug Administration today approved Ingrezza (valbenazine) capsules to treat adults with tardive dyskinesia. This is the first drug approved by the FDA for this condition.
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Comunicati stampa - CS N° 4/2017 Ricciardi, accordo importante che fa chiarezza sul valore dell’atto vaccinale

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 11/04/2017 - 08:29
Soddisfazione per l’accordo per una legge nazionale che renda obbligatorie tutte le vaccinazioni previste nel nuovo Piano vaccinale è stato espresso dal Presidente dell’ISS Walter Ricciardi che dichiara: L’accordo tra Ministro e Regioni all'unanimità è un impegno collettivo per garantire l’uniformità dell’offerta vaccinale su tutto il territorio.
Questo accordo fa chiarezza anche sull’importanza della vaccinazione per la tutela della salute collettiva e sottolinea il valore etico di un presidio che resta un atto di responsabilità soprattutto nei confronti delle fasce di popolazione più fragili come i bambini, gli anziani o le persone immunodepresse soprattutto nelle comunità ristrette come per esempio le aule scolastiche.
Per il resto della popolazione, in una sanità fortemente regionalizzata, è un passo in avanti anche nell’equità dell’accesso alla prevenzione di malattie importanti che rischiano altrimenti di riemergere.
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FDA approves two hepatitis C drugs for pediatric patients

Food and Drug Administration - Ve, 07/04/2017 - 16:27
The U.S. Food and Drug Administration today approved supplemental applications for Sovaldi (sofosbuvir) and Harvoni (ledipasvir and sofosbuvir) to treat hepatitis C virus (HCV) in children ages 12 to 17. Harvoni and Sovaldi were previously approved to treat HCV in adults.
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FDA allows marketing of first direct-to-consumer tests that provide genetic risk information for certain conditions

Food and Drug Administration - Gi, 06/04/2017 - 17:18
The U.S. Food and Drug Administration today allowed marketing of 23andMe Personal Genome Service Genetic Health Risk (GHR) tests for 10 diseases or conditions. These are the first direct-to-consumer (DTC) tests authorized by the FDA that provide information on an individual’s genetic predisposition to certain medical diseases or conditions, which may help to make decisions about lifestyle choices or to inform discussions with a health care professional.
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Comunicati stampa - CS N°3/2017 Carenza sangue, emergenza rientrata ma criticità in tre regioni Mancano ancora unità in Marche, Toscana e Abruzzo

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 06/04/2017 - 06:11
Roma, 16 gennaio 2017

Hanno funzionato gli appelli a donare sangue, con le carenze registrate la settimana scorsa che, almeno per il momento, sono rientrate in quasi tutte le regioni. Lo affermano i dati, aggiornati alle 12 di oggi, del Centro Nazionale Sangue (CNS), secondo cui mancano ora negli ospedali 600 unità di globuli rossi in tutta Italia, contro le oltre 2600 della scorsa settimana.

Dalla bacheca predisposta dal CNS le uniche regioni che hanno fatto richiesta rispetto alle dieci dei giorni scorsi sono Toscana, Marche e Abruzzo, con carenze fra le 100 e le 150 unità, mentre il Lazio, che nei giorni scorsi era di gran lunga la regione più deficitaria, non ha denunciato carenze.
Una carenza di 600 unità non ha nulla a che vedere con la situazione dei giorni scorsi - sottolinea Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue -. Il coordinamento tra CNS, Strutture regionali per il coordinamento delle attività trasfusionali (SRC) e associazioni e federazioni di donatori sembra aver funzionato, ora bisogna continuare ad intensificare le attività di chiamata dei donatori e di raccolta in quelle regioni che sono ancora in carenza. Nelle Regioni che hanno superato il momento di crisi bisogna invece garantire che le attività di donazione rispettino la programmazione effettuata per la copertura dei fabbisogni legati alle proprie assistenziali.

La carenza di sangue può mettere a rischio l’esecuzione di interventi chirurgici programmati e le terapie per pazienti con malattie croniche come la talassemia che necessitano di continue trasfusioni. L'invito per tutti i donatori rimane quello di contattare l’associazione di appartenenza o il Servizio Trasfusionale di riferimento per programmare la donazione.
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Primo Piano - EURE-CART, al via il progetto europeo contro i tumori. L’ISS tra i partner

Istituto Superiore di Sanità - Me, 05/04/2017 - 05:45
ISS 23/03/2017

Si è svolto a Milano lo scorso 27-28 febbraio, il kick-off meeting del progetto EURE-CART (EURopean Endeavour for Chimeric Antigen Receptor Therapies), coordinato da MolMed e portato avanti da un consorzio di 9 partner provenienti da 5 Paesi UE, tra cui l’Istituto Superiore di Sanità. L’obiettivo principale del progetto EURE-CART è la conduzione di una sperimentazione clinica multicentrica di Fase I/IIa, la prima nell’uomo, per dimostrare la sicurezza e l’efficacia dell’immunoterapia basata su linfociti CAR T-CD44v6 nella leucemia mieloide acuta e nel mieloma multiplo.

I linfociti CAR-T CD44v6 - sviluppati presso IRCCS Ospedale San Raffaele da Attilio Bondanza, a capo dell'Unità di Immunoterapie Innovative, e di proprietà di MolMed dal 2015 - fanno parte della famiglia dei linfociti CAR-T (Chimeric antigen-receptor-engineered T cells): sono linfociti armati con recettori chimerici che hanno dimostrato grande potenziale antitumorale, anche contro tumori particolarmente aggressivi e resistenti a terapie tradizionali. I CAR-CD44v6, già sperimentati con successo in appropriati modelli murini, rappresentano un progetto con potenziale terapeutico particolarmente alto, in quanto riconoscono in modo specifico la variante 6 (v6) dell’antigene CD44 (CD44v6), espressa da molte neoplasie ematologiche - tra cui la leucemia mieloide acuta ed il mieloma multiplo - ed anche da molti tumori epiteliali, tra cui carcinomi della mammella, del colon, del pancreas, della testa/collo e del polmone.

Il progetto EURE-CART ha ottenuto dalla Commissione Europea un finanziamento di 5.903.146 Euro, a parziale copertura delle spese di R&S nell’arco di 48 mesi, nell’ambito dei fondi destinati alle nuove terapie per malattie croniche (incluso il cancro) del programma quadro di ricerca ed innovazione Horizon 2020. Per l’attuazione del progetto ed il suo passaggio allo sviluppo clinico, è stato insediato un consorzio che coinvolge nove partners provenienti da cinque diversi paesi dell’UE e comprende gruppi con competenze cliniche, scientifiche e industriali, che rappresentano chiare eccellenze nei rispettivi ambiti: MolMed S.p.A. (Italia), Ospedale San Raffaele S.r.l. (Italia), Universitätsklinikum Würzburg (Germania), Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Italia), Fundacio Privada Institut de Recerca de L'hospital de la Santa Creu i Sant Pau (Spagna), Fakultni Nemocnice S Poliklinikou Ostrava Foundation (Repubblica Ceca), Istituto Superiore di Sanità (Italia), Acromion GMBH (Germania), ARTTIC SAS (Francia).

Uno dei vantaggi del progetto è il suo approccio interdisciplinare: incontrarsi regolarmente è molto importante per assicurare un processo di attuazione del progetto trasparente ed efficiente - dichiara Catia Traversari, responsabile del progetto per conto di MolMed - Con questa riunione questo processo ha preso il via; guardo con grandissimo interesse ai prossimi passi che concorderemo al fine di sviluppare questo ambito di ricerca tanto all’avanguardia. In effetti, l’immunoterapia adottiva, che impiega linfociti T geneticamente modificati con recettori chimerici per l’antigene reattivi contro il tumore, è un approccio terapeutico innovativo, che promette di eliminare le cellule tumorali senza causare malattie croniche secondarie. Il principale impatto che ci aspettiamo di ottenere con il progetto EURE-CART è il riconoscimento della terapia cellulare basata su linfociti CAR-T quale terapia personalizzata risolutiva capace di sconfiggere le malattie neoplastiche.
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Primo Piano - ISS, al via MoRoNet la Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia

Istituto Superiore di Sanità - Me, 05/04/2017 - 05:45
ISS 20/03/2017

Nasce MoRoNet, la Rete coordinata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per il morbillo e la rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità per rispondere agli standard chiesti dall’OMS relativi alla sorveglianza di laboratorio per le due malattie.

La costituzione di MoRoNet, ufficializzata in un convegno all’ISS - a cui partecipano Ministero della Salute, Commissione di Verifica Nazionale e dei responsabili dei Servizi di Prevenzione e dei Laboratori di Riferimento Regionali - avviene nell’ambito delle azioni previste dal Piano di Eliminazione per Morbillo e Rosolia, malattie ancora causa di decessi in Europa e per le quali l’OMS ha previsto l’eradicazione, del Ministero della Salute Verso l’eliminazione di morbillo e rosolia: realizzazione di una rete di laboratori sub-nazionali (MoRoNet) coordinata dal Laboratorio di Riferimento Nazionale - OMS.

L’Italia quindi si appresta a dotarsi dell’ausilio di un sistema di sorveglianza sensibile e specifico, in grado di rilevare e identificare tempestivamente i casi e i focolai di morbillo e rosolia, nonché essenziale per monitorare l'efficacia dei programmi di vaccinazione. Obiettivo di MoRoNet è, infatti, assieme al raggiungimento delle coperture vaccinali previste dal Piano di Eliminazione, quello di far sì che il nostro al Paese possa raggiungere l’eliminazione definitiva di morbillo e rosolia.
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Comunicati stampa - CS n°15/2017 - Dichiarazione del Presidente Walter Ricciardi su ddl Gelli

Istituto Superiore di Sanità - Me, 05/04/2017 - 05:45
ISS 1 marzo 2017

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi esprime soddisfazione per l'approvazione del ddl Gelli che sottolinea il ruolo dell'Istituto nella promozione di una politica e pratica sanitaria basata sulle evidenze scientifiche e sulla qualità delle cure.

L’Istituto è pronto a sostenere il ruolo conferitogli da questa Legge che gli assegna un compito molto importante per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale tanto che nella sua riorganizzazione ha previsto una specifica struttura dedicata a questa attività - dichiara Walter Ricciardi -. Stiamo già lavorando, infatti, nel selezionare, produrre e validare le migliori raccomandazioni cliniche e le migliori Linee Guida indirizzate innanzitutto ai professionisti sanitari ma anche ai decisori politici.
Al centro di questo lavoro, che dovrà essere condotto all'insegna della trasparenza e in collaborazione con le Società scientifiche, ci saranno i bisogni dei pazienti per i quali saranno utilizzate tutte le eccellenze in campo in questo settore.
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Comunicati stampa - CS n°13/2017 - Malattie rare: decine migliaia pazienti salvati da sangue e plasma In 2016 800mila chili plasma donato per farmaci; oltre 10% sangue per talassemie

Istituto Superiore di Sanità - Me, 05/04/2017 - 05:45
Roma, 28 febbraio 2017 - Ogni anno a migliaia di persone con malattie rare del sangue vengono garantite terapie che si ottengono dal plasma donato, come emofilia e immunodeficienze, a cui si aggiungono i pazienti curati con trasfusioni regolari come i talassemici. Lo ricorda il Centro Nazionale Sangue, che garantisce la sicurezza e l’efficienza di tutto il processo, in occasione della Giornata Mondiale che si celebra il 28 febbraio. Nel 2016 le Regioni e Province Autonome italiane hanno conferito all’industria oltre 800 mila chilogrammi di plasma raccolto dalla Rete Trasfusionale nazionale per la produzione di medicinali plasmaderivati, molti dei quali utilizzati per la terapia di numerose malattie rare. Un valore che vede il nostro paese ai primi posti in Europa per contributo ogni mille abitanti.

Tra i pazienti la cui terapia dipende dalle donazioni ci sono i malati di talassemie e di altre patologie che coinvolgono l’emoglobina, che vengono curate con trasfusioni periodiche. Si stima che una quota superiore al 10% delle donazioni sia destinata a questo scopo. Sul numero di persone affette da queste patologie non ci sono dati precisi, sottolinea Gian Luca Forni della Società Italiana Talassemie ed Emoglobinopatie (Site), un problema che dovrebbe essere risolto da un registro nazionale coordinato dal Centro Nazionale Sangue previsto da un decreto ministeriale di prossima emanazione. “Non ci sono dati epidemiologici precisi neanche sulla distribuzione dei pazienti, che servirebbero per sopperire alle necessità trasfusionali, per organizzare le compensazioni tra diverse Regioni, e consentirebbero di attenuare problematiche che si creano particolarmente nei periodi estivo e natalizio, quando la raccolta diminuisce. Si pensi che un paziente con talassemia maior ha bisogno di circa 2-3 unità ogni 20 giorni, e si stima che ce ne siano circa 7mila in Italia. Anche i pazienti affetti da un’altra anemia congenita, l’Anemia Falciforme, stanno aumentando a seguito dei nuovi flussi migratori, passando in 10 anni da 900 a circa 1900 pazienti censiti”.

Alle patologie rare che vengono curate con trasfusioni si aggiungono quelle per cui sono necessari farmaci plasmaderivati, dalle immunodeficienze primitive all’emofilia e altre malattie emorragiche congenite. Le immunodeficienze primitive (IDP), sono malattie rare la cui frequenza complessiva è stimata circa di 1/5000 nella popolazione generale. Tale dato è e sarà destinato a continue variazioni nel prossimo futuro dato che ogni anno vengono descritti decine di nuovi deficit immunologici - spiega Lucia Bernazzi dell’Associazione Immunodeficienze Primitive Onlus -. Si conoscono più di 230 geni responsabili di varie forme di IDP. In alcune zone c’è qualche difficoltà nel reperire i farmaci, a causa della gestione estremamente frammentata delle patologie che varia da Regione a Regione.

Negli ultimi anni la produzione nazionale di Immunoglobuline polivalenti per uso endovenoso ha coperto circa il 75% della domanda del Servizio sanitario nazionale per questo medicinale, che comprende anche quella per il trattamento delle immunodeficienze primitive. Il Centro Nazionale Sangue - spiega il direttore generale Giancarlo Maria Liumbruno - è impegnato nella stesura del piano annuale di autosufficienza nazionale che ha un capitolo riguardante il plasma e la declinazione degli specifici obiettivi come indicato nel decreto del Ministero della Salute inerente al Piano Nazionale Plasma 2016-2020.

Per quanto riguarda il Fattore VIII della coagulazione, indicato per il trattamento dei pazienti affetti da emofilia A, sono prodotti mediamente 75 milioni di Unità Internazionali all’anno, che non solo garantiscono il trattamento dei pazienti residenti in Italia, ma che hanno consentito di sostenere progetti di cooperazione internazionale per la cura di pazienti che non possono accedere a terapie adeguate. Sono stati invece circa 11 i milioni di Unità Internazionali di Fattore IX prodotti all’anno per il trattamento degli emofilici B. Gli emofilici italiani inseriti nel registro sono 4.727 - spiega Cristina Cassone, presidente di Fedemo - a cui si aggiungono 2829 affetti da malattia di Von Willebrand e quelli con altri deficit della coagulazione, che sono 1.819. Quello che auspichiamo è che venga sempre garantita la migliore cura e l'opportunità di condividere con il medico la possibilità di sceglierla, possibilità che in qualche Regione non è sempre garantita.

Il sangue e gli emocomponenti in Italia provengono da donazioni volontarie, anonime, gratuite e associate - ricorda Aldo Ozino Caligaris, portavoce protempore di CIVIS (Coordinamento Interassociativo dei Volontari Italiani del Sangue). - Tre quarti del plasma destinato al frazionamento industriale per la produzione di farmaci deriva da donazioni di sangue intero, mentre il resto da procedure di aferesi. A livello internazionale, così come in Italia, si osserva un aumento della richiesta di plasma a seguito dell’aumento della domanda di medicinali plasmaderivati (MDP) dovuto all’invecchiamento della popolazione, all’identificazione di nuove procedure terapeutiche e all’aumento di diagnosi dai paesi emergenti. Il che comporta una ulteriore diversificazione tra le donazioni di sangue intero e quelle di emocomponenti mediante aferesi sulla base di una programmazione nazionale e regionale.

Ufficio Comunicazione Cns.
Pier David Malloni, 388-0473761
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Primo Piano - Pollini, inquinamento e cambiamenti climatici mettono il turbo alle allergie

Istituto Superiore di Sanità - Ma, 04/04/2017 - 05:29
ISS 15 marzo 2017
[br[ Alcuni inquinanti atmosferici in combinazione con i cambiamenti climatici possono indurre nei pollini un aumento del loro potenziale allergenico, costituendo un rischio per la salute respiratoria. E’ questo il risultato di uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato di recente su Annals of Allergy, Asthma & Immunology. Gli autori hanno elaborato il concetto di potenziale allergico dei pollini (PAP) consistente in un punteggio (score) che tiene conto dei diversi parametri immunologici influenzati dalla presenza del polline nell’ambito di test in vivo (nel topo) o in vitro.
Lo studio - afferma Claudia Afferni, ricercatore del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immuno-mediate dell’ISS e autrice dello studio insieme con il Prof. Gennaro D’Amato - raccoglie per la prima volta dati che evidenziano gli effetti di alcuni inquinanti atmosferici, quali ozono, ossido nitrico, anidride carbonica e materiali particolati derivati da traffico veicolare, e alcuni stress climatici come disidratazione o repentine variazioni di temperatura e pressione atmosferica su pollini di piante allergeniche. L’analisi di questi dati rivela che molti inquinanti sono in grado di indurre nei pollini un aumento nella espressione di proteine allergeniche o di sostanze dotate di attività immunomodulatoria. Utilizzando il PAP come un ulteriore indicatore ambientale di rischio per la salute respiratoria si potrebbero individuare nuove soglie di inquinanti, rilevanti per la popolazione pediatrica predisposta geneticamente (bambini atopici).
Di particolare attualità risulta inoltre il dato che alcuni cambiamenti climatici possono aumentare molto rapidamente il rilascio di allergeni pollinici provocando casi improvvisi di asma allergico severo, la cosiddetta asma da tempesta.

Un caso molto recente di questo fenomeno è stato riportato dal giornale The Guardian che ha pubblicato lo scorso novembre la notizia di un’emergenza sanitaria senza precedenti. Circa 8.500 persone in due giorni si sono presentate in pronto soccorso con sintomi gravi di asma allergica a Melbourne in Australia. Sei di queste persone sono decedute in seguito ai sintomi non controllabili. Nell’articolo del The Guardian viene riportata una intervista al Prof. Gennaro D’Amato, il maggior esperto e studioso a livello mondiale di questo fenomeno. Come spiegato nell’intervista l’asma da tempesta sembra provocata dalla liberazione massiccia nell’aria di particelle submicroniche provviste di allergeni derivanti dai pollini. I pollini infatti vengono trascinati dalle forti correnti ascensionali delle tempeste, fino alla base delle nuvole dove il grado elevato di umidità determina la rottura del granulo e la fuoriuscita delle particelle submicroniche. Subito dopo tali particelle sono velocemente trascinate a livello del suolo dalle forti correnti discensionali delle stesse tempeste. A causa del piccolo diametro le particelle sub microniche penetrano più profondamente nei polmoni rispetto al polline intero e pertanto sono in grado di provocare più facilmente attacchi di asma nei soggetti allergici.
L’ Accademia Europea per le allergie e l’immunologia clinica (EAACI), stima che attualmente in Europa 30 milioni di individui tra bambini e giovani adulti di età inferiore ai 40 anni sono affetti da asma, con una prevalenza variabile nei diversi paesi europei tra 1% e 18% circa della popolazione generale. La stessa EAACI sostiene inoltre che tra meno di 15 anni più del 50% della intera popolazione europea soffrirà di qualche tipo di allergia.
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FDA alerts consumers of nationwide voluntary recall of EpiPen and EpiPen Jr

Food and Drug Administration - Sa, 01/04/2017 - 00:34
The U.S. Food and Drug Administration is alerting consumers to Meridian Medical Technologies’ voluntary recall of 13 lots of Mylan’s EpiPen and EpiPen Jr (epinephrine injection) Auto-Injector products used for emergency treatment of severe allergic reactions. This recall is due to the potential that these devices may contain a defective part that may result in the devices’ failure to activate. The recalled product was manufactured by Meridian Medical Technologies and distributed by Mylan Specialty.
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Primo Piano - Epidemia di epatite A in Europa in MSM

Istituto Superiore di Sanità - Ve, 31/03/2017 - 02:21
ISS 13/03/2017

Il 23 febbraio è stato pubblicato il documento di valutazione del rischio dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC).

L’Istituto Superiore di Sanità e i Servizi di Prevenzione Regionale sono in prima linea nelle indagini epidemiologiche e virologiche sul territorio italiano. I ricercatori dell’ISS, impegnati nelle indagini in Italia, partecipano ad un gruppo di lavoro internazionale che include esperti del settore, con l’incarico di analizzare l’epidemia di Epatite A nei diversi paesi europei.

L’epidemia coinvolge 13 paesi europei, tra cui l’Italia. Tra giugno 2016 e febbraio 2017, sono stati segnalati in Europa 179 casi di epatite A (HAV) associati a tre differenti ceppi di virus di genotipo IA. L’infezione è stata osservata prevalentemente in uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM). L'entità dei focolai è con buona probabilità sottovalutata, poiché i casi segnalati si riferiscono solo a persone che si rivolgono alle strutture sanitarie e per i quali il ceppo virale è stato definito. In Italia, la presenza dei ceppi epidemici è stata confermata in 69 casi di epatite A, segnalati tra Agosto 2016 e Febbraio 2017. I pazienti provengono da 9 regioni, nell’87% dei casi sono maschi e, tra quelli che hanno risposto al questionario epidemiologico, il 68% dichiara di essere MSM.
La comunicazione del rischio e la vaccinazione rappresentano due strumenti efficaci per il controllo dell’epidemia.

FAQ

1. Che cos'è l'epatite A?

È una malattia infettiva acuta causata da un virus a RNA che colpisce il fegato.

2. Quanto è diffusa ?

È presente in tutto il mondo, sia in forma sporadica che epidemica, ma con una maggior frequenza nei Paesi del sud del mondo.In Italia la malattia è endemica soprattutto nelle Regioni meridionali, dove è più diffuso il consumo di frutti di mare crudi. Tuttavia, possono verificarsi epidemie o casi sporadici su tutto il territorio nazionale, legati sia al consumo di alimenti (vegetali e frutta) e all’ingestione di acqua (per es. di pozzo) contaminati che a viaggi in aree endemiche.

3. Come si trasmette ?

In genere il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi (crudi o non cotti a sufficienza) contaminati dal virus. Nei paesi Europei si sono verificati negli ultimi anni alcuni focolai, principalmente tra adulti MSM (uomini che hanno rapporti sessuali con uomini). In questi casi, la trasmissione del virus può avvenire attraverso il contatto anale e oro-anale se praticato in assenza di misure di protezione.

4. Come si manifesta?

Molto spesso decorre in maniera asintomatica, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini. L’epatite A, dopo un periodo di incubazione di 15-45 giorni dall’infezione, si manifesta con la comparsa di inappetenza, malessere generale, febbre e nausea. Dopo qualche giorno compare l’ittero, cioè la presenza di colorito giallognolo della pelle e delle sclere (la parte bianca dell’occhio) e delle mucose, dovuto all’aumentata concentrazione di bilirubina nel sangue a causa della diminuita funzionalità del fegato. La malattia ha generalmente un’evoluzione benigna, dura dalle 2 alle 10 settimane, in rari casi si possono avere ricadute con decorsi più lunghi. L’infezione conferisce un’immunità permanente. Non cronicizza mai.

5. Come si può prevenire?

Rispettando le norme igieniche generali per la prevenzione delle malattie a trasmissione oro-fecale e trasmesse da alimenti crudi.
In particolare:
• nel caso di comportamenti sessuali che prevedano il contatto anale e oro-anale si raccomanda sia l’uso di misure di protezione che una scrupolosa igiene personale, specie delle mani;
• curare scrupolosamente l’igiene personale: lavarsi le mani dopo aver usato il bagno, prima di mangiare e durante la manipolazione di cibi e bevande;
• non consumare frutti di mare crudi. La cottura è l’unica misura efficace per inattivare il virus dell’epatite A nei molluschi bivalvi o in altri prodotti freschi contaminati (frutta e verdura);
• lavare accuratamente le verdure prima di consumarle; lavare e sbucciare la frutta; non bere acqua di pozzo;
• nel caso di viaggi verso paesi con scarse condizioni igienico-sanitarie o endemici per epatite A, si raccomanda di consultare i centri vaccinali per avere consigli sulla vaccinazione. Una volta arrivati nel paese, si consiglia di mangiare solo cibi cotti, in particolare verdure e frutti di mare, e di bere esclusivamente acqua in bottiglia e non consumare ghiaccio (se non si conosce l’esatta provenienza dell’acqua con cui è stato preparato).

6. Esiste un vaccino contro l'epatite A?

Sì, esiste un vaccino che protegge da questo tipo di infezione, altamente efficace e ben tollerato. La protezione si raggiunge già dopo 14-21 giorni dalla prima dose, è quindi molto importante per proteggere rapidamente persone (es. familiari) venute in contatto con una persona affetta da epatite A o persone in procinto di recarsi all’estero in paesi a rischio. Una seconda dose a distanza di 6/12 mesi dalla prima ne prolunga l’efficacia protettiva, fornendo una protezione per un periodo di 10-20 anni. Come indicato nel Piano di Prevenzione Vaccinale 2017-2019, la vaccinazione è raccomandata nei soggetti a rischio, fra cui coloro che sono affetti da malattie epatiche croniche, coloro che viaggiano in Paesi dove l’epatite A è endemica, coloro che lavorano nei laboratori dove ci può essere contatto con il virus, gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), i soggetti che fanno uso di droghe e i contatti familiari di soggetti con epatite A in atto.
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Comunicati stampa - CS N. 12/2017 - Giornata delle Malattie Rare 2017: Arte e salute nell’evento congiunto promosso dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS, UNIAMO FIMR onlus e Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 30/03/2017 - 01:44
Roma, 27 febbraio 2017 - Auletta dei gruppi parlamentari, Montecitorio

La malattia e l’arte sono legate da vincoli stretti, anzi possiamo dire che nessun artista è grande se non è un uomo malato: così provocatoriamente Vittorio Sgarbi, membro della Giuria della IX edizione del Concorso artistico-letterario Il Volo di Pègaso.

La Cerimonia di Premiazione del Concorso, moderata dalla giornalista Raffaella Salato, ha aperto l’evento congiunto organizzato dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità con Uniamo Federazione Italiana Malattie Rare onlus e l’Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare, per celebrare la X Giornata delle Malattie Rare (Rare Disease Day 2017) a Roma presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari.

Il Concorso, organizzato dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, è giunto quest’anno alla IX edizione, realizzata in collaborazione con l’Associazione senza scopo di lucroMatEr-Movie, Art, Technologies & Research e il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Il connubio arte e salute è stato declinato sapientemente dai membri della prestigiosa Giuria con personalità del mondo della letteratura e dell’arte: dal critico letterario Gian Paolo Serino, già ideatore del progetto Parole di Cuore, a Cesare Biasini Selvaggi, condirettore editoriale della Rivista Exibart, dal medico e scrittrice Maria Giovanna Luini e la storyteller Giovanna Conforto, a Vincenza Ferrara, storico dell’arte ed esperto di ICT.

Giuria presieduta dalla prof.ssa Maria Rita Parsi, Membro del Comitato Onu per i diritti dei fanciulli e Presidente della Fondazione Fabbrica della Pace e Movimento Bambino ONLUS, che ha sottolineato Ciò che è raro- perfino una malattia- è o può diventare prezioso. Ci vuole attenzione, ascolto, ricerca, competenza, condivisione, alleanza. Ci vuole informazione e formazione. Ci vuole il rispetto che si deve a tutti e, anzitutto, a ciò che ci ricorda che la vita di ciascuno di noi transita ed è diversa dalle altre ma, seppure unica e speciale, interconnessa alle altre

E’ stato Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS, a premiare i vincitori delle sette sezioni - narrativa, poesia, disegno, pittura, scultura, fotografia e opera grafica digitale - de Il Volo di Pegaso, che per la prima volta distingue in più categorie i partecipanti, includendo i professionisti, insieme a principianti e minori.

Presenza, quella del prof. Ricciardi, che sottolinea l’attenzione dell’ISS per la sensibilizzazione su un tema complesso come le malattie rare, con l’ideazione e la promozione di un Concorso nato dieci anni fa con Domenica Taruscio, direttore del Centro Nazionale Malattie Rare, per dare voce e spazi di espressione alle persone con malattie rare e ai loro familiari.

Durante l’intera giornata è stato possibile vedere la virtual exhibition con le opere ammesse alla IX edizione del Concorso artistico-letterario Il Volo di Pègaso, a cura dell’Associazione MatEr.

Successivamente alla Cerimonia, l’evento congiunto è proseguito con la Tavola Rotonda moderata dall’On.le Paola Binetti, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare, “Nuovi linguaggi per la ricerca” nella quale sono state presentate esperienze e condivise le opportunità offerte dai nuovi linguaggi per la ricerca, parola chiave del Rare Disease Day 2017: concorsi, corti cinematografici, campagne di comunicazione realizzate da e con i pazienti per le malattie rare e non solo.

Nel pomeriggio, il convegno Gli European Reference Network aprono nuovi orizzonti per la Ricerca?, moderato dalla giornalista Barbara Gobbi de Il Sole24Ore, si è aperto con un confronto a più voci sulle reti di riferimento europee con la Presidente Onoraria di UNIAMO FIMR onlus, la Federazione Italiana Malattie Rare, Renza Barbon Galluppi, per i pazienti, la politica con l’On. Vito De Filippo Sottosegretario MIUR e l’On. Paola Binetti Presidente dell’Intergruppo parlamentare Malattie Rare, Il Dott. Giovanni Leonardi della Direzione Programmazione Ricerca Ministero della Salute i Ministeri, la Dott.ssa Domenica Taruscio Direttore del Centro Nazionale delle Malattie Rare dell’ISS, La Dott.ssa Paola Facchin della Conferenza Stato-Regioni.

L’intergruppo per le malattie rare intende proseguire l’impegno della XVII legislatura anche in quest’ultimo anno, per ottenere quanto prima il nuovo Piano per le Malattie rare 2017-2020, perché gli ERN diventino al più presto operativi e capaci di rispondere alle esigenze dei pazienti, e perché siano presto accolte tra i LEA molte patologie rare che hanno completato il loro iter di riconoscimento”, così l’On.le Paola Binetti.

Domenica Taruscio, Direttore del Centro Nazionale delle Malattie Rare dell’ISS aggiunge: gli ERN aprono sicuramente nuove strade per una migliore diagnosi cura assistenza e ricerca nelle malattie rare il CNMR dell’ISS è impegnato in prima persona per favorire questo percorso insieme a tutti gli attori del sistema.

La Presidente Onoraria di UNIAMO FIMR onlus, Renza Barbon Galluppi aggiunge, la Federazione ha sempre cercato di trasferire agli altri Paesi Membri europei l’organizzazione delle sue politiche sanitarie, socio-sanitarie e sociali perché ritenute all’avanguardia per l’universalismo e l’equità su cui si fonda il nostro SSN, ed è importante aumentare le conoscenze e sviluppare concretamente azioni di sistema europee atte allo sviluppo di politiche centrate sulla persona utili per la Comunità dei malati Rari.

Il dibattito si è focalizzato successivamente sull’interazione tra pazienti e Centri di expertise tramite gli European Patient Advocacy Groups (ePAGs), modello innovativo che Simona Bellagambi, per Eurordis Rare Disease Europe, affronterà insieme ai rappresentanti italiani ePAGs.

Il nuovo regolamento europeo sulla sperimentazione clinica è stato poi discusso in un confronto con la dott.ssa Sandra Petraglia, Direttrice dell’Ufficio Ricerca Indipendente di AIFA, Il Dott. Maurizio Agostini, Direttore Direzione Tecnico-scientifica di Farminidustria e Sara Casati, Bioeticista, Common Service ELSI BBMRI ERIC per aprire una riflessione corale su questo tema tanto importante per il progredire della ricerca nel rispetto dei pazienti.

Un pomeriggio anch’esso ricco di spunti, nel quale sarà importante integrare i contributi della comunità scientifica e della società civile, in particolare le persone con malattie rare, nell’ambito del dibattito con il quale si chiuderà la giornata.

La Cerimonia di Premiazione è stata trasmessa in diretta, in collaborazione con DottNet.it, sui canali social; video e informazioni sono disponibili su Facebook (IlVoloDiPegaso) e Twitter (@concorsopegaso).

Per informazioni: Amalia Egle Gentile 348 763 4375 - Serena Bartezzati 346 955 4495
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FDA approves new drug to treat multiple sclerosis

Food and Drug Administration - Me, 29/03/2017 - 14:44
On March 28, the U.S. Food and Drug Administration approved Ocrevus (ocrelizumab) to treat adult patients with relapsing forms of multiple sclerosis (MS) and primary progressive multiple sclerosis (PPMS). This is the first drug approved by the FDA for PPMS. Ocrevus is an intravenous infusion given by a health care professional.
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FDA approves new eczema drug Dupixent

Food and Drug Administration - Ma, 28/03/2017 - 17:14
The U.S. Food and Drug Administration today approved Dupixent (dupilumab) injection to treat adults with moderate-to-severe eczema (atopic dermatitis). Dupixent is intended for patients whose eczema is not controlled adequately by topical therapies, or those for whom topical therapies are not advisable. Dupixent can be used with or without topical corticosteroids.
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FDA approves maintenance treatment for recurrent epithelial ovarian, fallopian tube or primary peritoneal cancers

Food and Drug Administration - Lu, 27/03/2017 - 22:04
The U.S. Food and Drug Administration today approved Zejula (niraparib) for the maintenance treatment (intended to delay cancer growth) of adult patients with recurrent epithelial ovarian, fallopian tube or primary peritoneal cancer, whose tumors have completely or partially shrunk (complete or partial response, respectively) in response to platinum-based chemotherapy.
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Primo Piano - Malattie della povertà, l’ISS in prima fila nel progetto EURIPRED per la condivisione degli strumenti e dei risultati della ricerca

Istituto Superiore di Sanità - Gi, 23/03/2017 - 22:18
ISS 02/02/2017

L’ISS, in qualità di membro di EATRIS (European Infrastructure for Translational Medicine), aderisce ad EURIPRED (European Research Infrastruture for Poverty Related Diseases ), un network di infrastrutture che collaborano tra loro con l’obiettivo di combattere, attraverso lo sviluppo e la condivisione di nuovi strumenti (vaccini, farmaci, microbicidi), le malattie della povertà: HIV/AIDS, malaria, tubercolosi, epatite B e C.
Istituito nel novembre 2013, finanziato dalla Commissione Europea, coordinato dal National Institute for Biological Standards and Control (NIBSC), centro di eccellenza della Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (UK), EURIPRED raccoglie 17 enti di ricerca europei appartenenti a 10 Paesi, oltre a gruppi di scienziati in Cina, Russia, Kenia.

In particolare, l’ISS ha ricevuto un finanziamento per il contributo a due Working Programme: WP2 Networking with other Groups and Projects e WP5 Standardisation and Harmonisation of Assays. Ha quindi partecipato attivamente sia alle attività di networking dei gruppi europei sia all’armonizzazione di due saggi molto importanti per lo studio delle malattie della povertà (ICS e MGIA), realizzata in tre Istituti europei selezionati tra cui l'ISS.

Scopo ultimo di EURIPRED è coordinare e integrare le risorse internazionali per supportare gli studi europei su HIV, TB, malaria ed epatiti B/C dai primi passi in laboratorio fino ai trial clinici. A tale scopo sono indispensabili partnership tra scienziati europei e team di ricerca internazionali provenienti dai Paesi in cui queste malattie sono endemiche, nonché strette collaborazioni tra l’industria e il settore della ricerca pubblica.

Fondamentale nella strategia di EURIPRED è il libero accesso al materiale biologico, ai reagenti standard messi a disposizione dal NIBSC; agli audiuvanti dei vaccini e agli studi di formulazione della University of Lausanne (Svizzera); ai microarray della JPT Peptide Technologies (Germania); alle opportunità di formazione. Di particolare rilievo la produzione di reagenti, a disposizione della comunità scientifica previa richiesta (in allegato).
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FDA approves first treatment for rare form of skin cancer

Food and Drug Administration - Gi, 23/03/2017 - 20:25
The U.S. Food and Drug Administration today granted accelerated approval to Bavencio (avelumab) for the treatment of adults and pediatric patients 12 years and older with metastatic Merkel cell carcinoma (MCC), including those who have not received prior chemotherapy. This is the first FDA-approved treatment for metastatic MCC, a rare, aggressive form of skin cancer.
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