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Primo Piano - Notte dei Ricercatori: il 29 settembre l’ISS apre i suoi laboratori al pubblico

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
ISS 7 agosto 2017

L’Istituto Superiore di Sanità resterà aperto a tutti il 29 settembre in occasione della Notte Europea dei Ricercatori. Dalle 18 alle 23 conferenze, info point, visite guidate e mostre illustreranno l’attività dei nostri ricercatori. Un’occasione per far conoscere l’attività che l’ISS svolge sul fronte della ricerca scientifica e della tutela della Salute Pubblica.
La Notte Europea dei Ricercatori è un progetto promosso dalla Commissione Europea e coordinato da Frascati Scienza, capofila di una rete di ricercatori, università e istituti di ricerca italiani.
Sono tantissimi gli argomenti che vivacizzano l’edizione di quest’anno. Dal tema caldo dei vaccini, all’importanza delle tecnologie innovative. Dalla sperimentazione clinica alla tutela dell’ambiente. Dalla tutela del consumatore dal punto di vista alimentare alla tutela dai contaminanti chimici.
Il programma completo con tutte le attività sarà diffuso a settembre e pubblicato sul sito dell’ISS.
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Primo Piano - Vaccini e vaccinazioni: uno speciale su EpiCentro

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
ISS 03/08/2017

Quando è nata la vaccinovigilanza in Italia? Perché è importante? Che cosa si intende per evento avverso a un vaccino e come fare per segnalarlo? A queste domande risponde un video divulgativo pensato per quegli operatori sanitari e cittadini che vogliono capire meglio come funziona la vaccinovigilanza in Italia.

La clip è stata realizzata dalla redazione di EpiCentro, sito ISS, membro del Network Oms Vaccine Safety Net (VSN), con la revisione scientifica dei ricercatori del Dipartimento di Malattie Infettive dell'ISS, riconosciuti Focal Point per il VSN e dei ricercatori del Reparto di Farmacoepidemiologia e Farmacosorveglianza del Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci dell'ISS

Il video rientra in un focus interamente dedicato al tema dei vaccini e delle vaccinazioni, che comprende anche un approfondimento sul decreto-legge 7 giugno 2017 numero 73 recante Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale e sulle successive modifiche in seguito alla discussione parlamentare.

L’articolo, a firma di Caterina Rizzo, Antonietta Filia, Maria Cristina Rota, Dipartimento di Malattie Infettive, ISS illustra il razionale scientifico alla base della decisione di aumentare il numero delle vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica di bambini e ragazzi di età compresa fra 0 e 16 anni a seconda della coorte di nascita.

Infine un testo a cura del Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci (Cncf-Vaccini) dell'ISS illustra le procedure di indagine sulla qualità dei vaccini ad uso umano e chiarisce i limiti della presenza di metalli, ritrovabili in quantità inferiori a quelle presenti in numerose sostanze di uso quotidiano.

Per approfondire consulta:

•il video EpiCentro-ISS La vaccinovigilanza in Italia

•l’approfondimento Obbligo vaccinale: cos’è e perché è importante[/[url], a cura di Caterina Rizzo, Maria Cristina Rota, Antonietta Filia, (ISS)

•l’approfondimento
Valutazione della qualità di vaccini ad uso umano, a cura del Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci,Cncf-Vaccini (ISS)

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Comunicati stampa - COMUNICATO STAMPA N°38/2017 Da due mesi carenze sangue, servono donazioni in tutte le Regioni

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
Roma, 31 luglio 2017

Piccolo scorso 4 luglio, a rischio terapie e interventi chirurgici

I mesi di giugno e luglio sono stati caratterizzati da una carenza cronica di sangue in molte Regioni, che hanno messo a rischio terapie salvavita e interventi chirurgici programmati e in emergenza. Se non verranno accolti gli appelli a donare fatti costantemente dalle associazioni di volontari, anche nelle prossime settimane, generalmente già contraddistinte da un calo delle donazioni, la rete trasfusionale nazionale non sarà in grado di soddisfare i Livelli Essenziali di medicina trasfusionale. Lo rilevano i dati preliminari raccolti dal Centro Nazionale Sangue, secondo cui in alcuni giorni si sono superate le 1100 unità mancanti su tutto il territorio nazionale.
I dati vengono dal sistema informativo SISTRA, dove le Regioni carenti o con una eccedenza inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili. Il 4 luglio si è registrata la carenza maggiore, con richieste inserite per 1130 unità, ma in molti altri giorni si è superata quota 1000, compreso lo scorso sabato, mentre oggi ne mancano 900; di contro, le eccedenze non hanno mai superato quota 160.
Lazio, Abruzzo e Basilicata sono le Regioni che hanno segnalato le maggiori criticità insieme a Sicilia e Sardegna che hanno un fabbisogno particolarmente elevato a causa della presenza di numerosi pazienti, soprattutto talassemici, bisognosi di sangue per le terapie. A rischio - sottolinea il direttore del Centro Nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno - ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10% delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue. In questi ultimi mesi in diverse occasioni - continua Liumbruno - le Regioni con capacità di produzione maggiore non sono riuscite a rispettare gli accordi programmati all’inizio dell’anno per fornire sangue a quelle con carenze croniche. È importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta. Per questo all’appello ai donatori si aggiunge quello alle Regioni, affinché consentano alle Strutture Trasfusionali da loro dipendenti una maggiore flessibilità nei giorni e negli orari di apertura, anche dotandole delle necessarie risorse umane, in modo da consentire, anche nel periodo estivo, la donazione non solo nei giorni feriali e negli orari canonici del primo mattino.

Le Associazioni e Federazioni nazionali dei donatori di sangue (AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES), sottolinea il loro coordinamento, in sinergia con i professionisti di settore, sollecitano i volontari secondo una programmazione condivisa a recarsi a donare per soddisfare le necessità dei pazienti. Le recenti situazioni di maxi-emergenza hanno dimostrato come i cittadini sappiano rispondere consapevolmente e responsabilmente agli appelli. Tuttavia è importante che i cittadini comprendano che la vera sfida del sistema è assicurare quotidianamente e in ogni periodo dell’anno le disponibilità di sangue ed emocomponenti che garantiscono gli oltre ottomila eventi trasfusionali ogni giorno effettuati nel Paese. I donatori e i pazienti non vanno in ferie.

Ufficio Comunicazione Cns
Pier David Malloni, 388-0473761
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Primo Piano - Giornata mondiale dell’Epatite: per sconfiggerla oggi disponiamo di innovazione sostenibile

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
ISS 27/07/2017

di Stefano Vella

Ridurre drasticamente l’impatto dell’Epatite C entro il 2030. E’ questo uno degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dalle Nazioni Unite nel 2016. Fa piacere alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’Epatite poter parlare di uno studio italiano estremamente importante per indirizzare le politiche sanitarie al conseguimento di questo obiettivo. Sono, infatti, più di 8,5 milioni i cittadini europei affetti da epatite B ed Epatite C croniche, secondo i dati dell’ECDC (il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie). Sono dati probabilmente sottostimati ma fare in modo che questa malattia non sia più un problema per la salute pubblica è possibile e auspicabile attraverso la politica del trattare tutti garantendo un più ampio accesso ai farmaci. Questa strategia, esaminata in un studio dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato sulla rivista Hepatology, cha ha coinvolto 100 centri clinici italiani, ha valutato quali sarebbero i benefici e i costi di un trattamento universale di tutti i pazienti e non solo dei pazienti prioritizzati, ovvero con malattia avanzata del fegato. È vero che l’Italia, rispetto al resto d’Europa, ha un numero più elevato di persone infettate dal virus dell’Epatite C. Ma se estendessimo il numero dei pazienti da trattare, tenendo presente che i prezzi dei nuovi farmaci inevitabilmente caleranno, lo studio dimostra che il Paese andrebbe a risparmiare. In altre parole, la strategia del trattare tutti ha un rapporto costi-benefici estremamente favorevole. In questo senso sono indirizzate le strategie sanitarie italiane: trattare tutti i pazienti con infezione cronica da HCV, proprio per gli importanti guadagni in termini di salute e per la parallela riduzione nel tempo dei costi sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale. Oggi, grazie a tutti questi progressi possiamo guardare con fiducia all’obiettivo dell’OMS di ridurre del 65% le morti correlate all’infezione da HCV e il trattamento di almeno l’80% dei pazienti con epatite cronica da HCV. Un obiettivo che si profila sostenibile. Farmaci innovativi come quelli di cui disponiamo oggi, che coniugano all’efficacia anche la sostenibilità, rappresentano il binomio ideale per affrontare questa importante sfida del futuro.

Per approfondire leggi l’articolo di Epicentro con idati epidemiologici e la news della giornata
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Comunicati stampa - CS N° 37/2017 Epatite C, Italia modello per l’Europa e per il mondo nelle politiche sanitare per il trattamento dell’infezione cronica

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
ISS 25/07/ 2017

Trattare tutti i pazienti con epatite cronica da virus dell’epatite C con i nuovi farmaci ad azione antivirale migliora lo stato di salute e risulta essere sostenibile.

E’ questo il risultato dello studio Modelling cost-effectiveness and health gains of a universal vs prioritized HCV treatment policy in a real-life cohort condotto nell’ambito della Piattaforma Italiana per lo studio delle Terapie dell’Epatite viRale (PITER), coordinata dal Centro per la Salute Globale dell’ISS in collaborazione con l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (ALTEMS).

Lo studio, che coinvolge circa 100 centri clinici distribuiti su tutto il territorio nazionale, viene pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista dell’Associazione Americana Hepatology per lo studio delle malattie del fegato.

L’Italia rappresenta una peculiarità per quanto riguarda l’infezione da virus dell’epatite C - dichiara Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS - in quanto è uno dei paesi con maggior prevalenza dell’infezione in Europa. Per questo motivo, il nostro studio, che ha permesso di generalizzare i dati di costo beneficio a partire dai dati di pazienti arruolati nella coorte PITER senza nessuna discriminazione in termini socio-demografici e di assistenza sanitaria, fa dell’Italia un modello per l’Europa e per il mondo. Un utile strumento per la messa a punto di strategie di ampliamento dell’accesso ai farmaci anti epatite C e, dunque, per raggiungere l’obiettivo dell’OMS di eliminare l’infezione da HCV entro il 2030, con una strategia globale che prevede la riduzione del 65% delle morti correlate all’infezione da HCV e il trattamento di almeno l’80% degli individui con epatite cronica da HCV.

Considerati questi target e, parallelamente, le restrizioni all’uso dei farmaci ad azione antivirale in quasi in tutto il mondo a causa dei loro prezzi alti - afferma Stefano Vella, Direttore del Centro per la Salute Globale dell’ISS e Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) - ci è sembrato di fondamentale importanza valutare quali sarebbero i benefici e i costi di un trattamento universale di tutti i pazienti e non solo dei pazienti prioritizzati, ovvero con malattia avanzata del fegato. Ebbene, i risultati dell’indagine supportano da un punto di vista scientifico la recente politica annunciata e messa in atto dall’AIFA, quella cioè di trattare tutti i pazienti con infezione cronica da HCV, proprio per gli importanti guadagni in termini di salute e per la parallela riduzione nel tempo dei costi sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale.

I ricercatori hanno valutato il profilo di costo-efficacia della politica sanitaria universale attraverso un approccio di proiezione modellistica in 8.125 pazienti della coorte PITER generalizzati per un contesto europeo, applicando la media europea dei prezzi dei farmaci anti-epatite C e del costo della malattia epatica da virus dell’epatite C.

Lo studio ha dimostrato - sottolinea la Dr.ssa Loreta Kondili, ricercatore presso il Centro per la salute Globale dell’ISS e responsabile scientifico di PITER - che in entrambi i contesti (italiano ed europeo) il trattamento di tutti i pazienti con infezione cronica da HCV, anche in stadi di malattia lieve, consente benefici superiori in termini di salute, rispetto all’applicazione della politica di trattamento prioritizzato. I benefici proiettati negli anni dopo l’eliminazione del virus con la terapia antivirale, sin nelle fasi precoci del danno del fegato, sono stimati in casi evitati di pazienti con cirrosi del fegato e con tutte le conseguenti complicanze (quali scompenso della cirrosi, sviluppo di epatocarcinoma, bisogno di trapianto di fegato e morte a causa della malattia di fegato), nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti guariti, e nella riduzione dei costi sanitari delle cure in riferimento alle patologie HCV correlate.

E’ stato valutato - va avanti Kondili - il profilo costo/beneficio incrementale interpretabile come costo sostenuto per un anno di vita guadagnata in piena salute applicando la politica universale versus quella prioritizzata. Questo rapporto di costo/beneficio incrementale, varia tra € 8.775 (per lo scenario italiano) a € 19.541,75 (per lo scenario generalizzato europeo) per ogni anno di vita in buona salute guadagnata (Quality Adjusted Life Years - QALY), entrambe stime nettamente inferiori rispetto alla soglia di € 35.000 per QALY sotto la quale un intervento sanitario è considerato un corretto investimento in salute dall’Istituto di Eccellenza Clinica Londinese (NICE). Lo studio valuta e conclude che unitamente a un abbassamento progressivo dei prezzi dei farmaci antivirali, arrivando ad una soglia di circa 4.000€ a regime terapeutico, trattare tutti i pazienti indipendentemente dallo stadio del danno del fegato risulta essere una politica lungimirante e determinante in quanto comporta maggiori benefici con minor costi per il Sistema Sanitario.

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Comunicati stampa - CS N°36/2017 Cancro della prostata, uno studio italiano mette a punto un nuovo test sul PSA

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
ISS 21/07/2017

Meno falsi positivi e diagnosi più accurate per il cancro alla prostata grazie a un nuovo metodo di analisi del PSA messo a punto con una tecnica brevettata dall’Istituto Superiore di Sanità e svolto in collaborazione con l’Unità di Neuroimmunologia dell’IRCCS Santa Lucia e con il Dipartimento di Scienze Urologiche del Policlinico Umberto I di Roma.

I risultati dello studio, pubblicato sull’ultimo numero di Cancer Letters, hanno mostrato che i valori di PSA espressi sugli exosomi (vescicole extracellulari circolanti di dimensioni nano) permettono di distinguere il cancro della prostata da tutte le altre condizioni, compresa l’iperplasia prostatica benigna.

Si tratta di uno studio particolarmente importante perché l’attuale esame (PSA sierica), per diagnosticare questo cancro, dà un alto numero di falsi positivi in tutto il mondo - afferma Stefano Fais del Dipartimento di Oncologia e Medicina molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità - e questo comporta una serie di problemi sia nelle reazioni dei pazienti sia nei costi per le analisi successive richieste da un’indagine con esito positivo, mentre la determinazione dei livelli plasmatici di exosomi esprimenti PSA potrebbe consentire dia diagnosticare con precisione e più precocemente questo cancro in modo da consentire studi di screening sulla popolazione maschile a livello globale.

I dati clinici pubblicati nello studio di Cancer Letters sono relativi a 45 campioni di plasma, tuttavia è in corso uno studio clinico su 250 campioni, approvato dai Comitati Etici di Policlinico Umberto I e Istituto Superiore di Sanità per potere validare il metodo secondo prove di evidenza.

Se questi risultati venissero confermati - afferma Alessandro Sciarra, Ordinario di Urologia del Policlinico Umberto I - sarebbe per noi sul piano clinico una vera rivoluzione, perché ci metterebbe a disposizione uno strumento molto efficace nella prevenzione secondaria del cancro alla prostata.

L’IRRCS Santa Lucia di Roma ha contribuito a questo studio con un’analisi quantitativa e qualitativa dei livelli di exosomi circolanti che esprimono PSA permettendo a una tecnologia finora usata solo nella ricerca di base di entrare nella pratica della ricerca clinica.

Questa collaborazione con i colleghi dell’Istituto Superiore di Sanità ci ha dato l’opportunità di sfruttare il nostro citofluorimetro di nuova acquisizione per la caratterizzazione di queste nano-particelle - commenta Luca Battistini, Responsabile dell’Unità di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia IRRCS - Applicheremo questa nuova tecnica anche allo studio delle malattie neurodegenerative per individuare nuovi biomarcatori, utili per la diagnosi e per definire le terapie più adeguate per queste patologie.

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Primo Piano - Radiazioni e nucleare, un’indagine sulla percezione del rischio

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
ISS 17/07/2017

Come percepiscono gli italiani e gli europei il rischio legato alle radiazioni e al nucleare? Per rispondere a questa domanda e, di conseguenza, per aumentare la consapevolezza e la conoscenza della popolazione non specialista su questo tema, è online un questionario, a cui è possibile partecipare fino ad ottobre prossimo. Obiettivo dell’indagine è anche, in ultima analisi, fornire indicazioni di metodo e contenuti alle road map delle attività e alle Call di ricerca in ambito UE.

Il sondaggio è parte integrante del programma europeo CONCERT per l'integrazione della ricerca sulla protezione dalle radiazioni (European Joint Program for the Integration of Radiation Protection Research), nell'ambito di Horizon 2020. Si tratta di una delle iniziative di ricerca congiunte proposte dalle piattaforme europee sulla protezione dalle radiazioni (MELODI (basse dosi di radiazioni); NERIS (emergenze radiologiche), EURADOS- dosimetria e EURAMED- radiazioni in campo medico). L’ISS, presente con i suoi ricercatori in molte di queste piattaforme, è, inoltre, tra le infrastrutture partner di CONCERT.

Per informazioni sul progetto contattare il responsabile Dott. Mauro Grigioni allo 06 49903097.
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Primo Piano - Fact Checking Vaccini

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
ISS, 14 luglio 2017


È falso che:

• I vaccini possono indebolire il sistema immunitario e portare alla comparsa di malattie autoimmuni. La nostra capacità di rispondere agli antigeni si sviluppa prima ancora della nascita e il sistema immunitario di un neonato è perfettamente capace di rispondere ogni giorno a migliaia di antigeni, molti di più di quelli contenuti nei vaccini.

• I vaccini contengono sostanze tossiche e pericolose come mercurio, formaldeide, alluminio. Nessuno dei vaccini commercializzati in Europa contiene da diversi anni derivati del mercurio, di cui peraltro non è mai stata dimostrata la pericolosità nelle quantità e nelle forme contenute nei vaccini. Le quantità di formaldeide, alluminio e altre sostanze sono minime e tali da non causare alcun danno alla salute.

• I vaccini, in particolare quello contro Morbillo, Parotite e Rosolia (MPR), causano l’autismo. Dai numerosi studi effettuati non emerge alcuna correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo. Lo studio erroneamente citato a sostegno di questo presunto legame, pubblicato su Lancet, è stato infatti ritirato dalla rivista perché dimostrato fraudolento e l’autore è stato, inoltre, radiato dall’albo dei medici del Regno Unito.

• A causa del decreto sull’obbligo aumentano i vaccini somministrati ai bimbi nel primo anno di vita. Il decreto non modifica il calendario vaccinale, le immunizzazioni e la scansione temporale restano le stesse. I genitori che negli anni passati hanno fatto fare ai figli sia quelle obbligatorie che le raccomandate al momento del loro ingresso a scuola li avevano protetti dalle 10 malattie previste dalla legge in discussione, e in alcune Regioni anche da altre, ad esempio lo pneumococco.

• Esistono degli esami che possono predire eventuali effetti collaterali dei vaccini. Non esiste nessun test in grado di predire gli effetti collaterali dei vaccini.


È vero che:

• L’attuale riduzione delle coperture vaccinali ha provocato la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo, e potrebbe portare al ritorno di patologie ormai assenti dal nostro paese, come la polio o la difterite, ma non ancora debellate dal resto del mondo.

• Il morbillo può essere causa di gravi complicanze e danneggiare temporaneamente le difese immunitarie. Tutto ciò può essere prevenuto dal vaccino.

• La sicurezza dei vaccini è documentata da milioni di dosi somministrate, dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione che dopo l’immissione in commercio di ogni vaccino. Gli effetti collaterali gravi da vaccino hanno una frequenza estremamente più bassa di quelli delle malattie da cui proteggono.

• L’Italia è uno dei 14 Paesi dove il morbillo è ancora endemico ed è nella “top ten” dei paesi che hanno segnalato più casi a livello mondiale da Novembre 2016 ad Aprile 2017. Dall’inizio del 2017 sono stati notificati oltre 3.500 casi, molte complicanze gravi inclusi casi di polmonite, 2 casi di encefalite e 2 decessi. Il 40% circa dei casi è stato ricoverato in ospedale, a conferma della gravità della malattia. Il 35% circa dei casi ha riportato almeno una complicanza.

• La malattia impegna il sistema immunitario molto di più della corrispondente vaccinazione. Inoltre nella composizione dei vaccini attuali gli antigeni presenti sono molti meno rispetto a quelli che venivano somministrati trenta anni fa
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Primo Piano - All’Istituto Superiore di Sanità per parlare di Salute Globale

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
ISS, 6 luglio 2017

No one left behind: global health, access to care, inequalities and migration. E' questo il titolo del convegno che si svolge all'ISS il 10 luglio 2017, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Fondo Globale e dai Friends of the Global Fund Europe. L’evento dello scorso anno ha visto la partecipazione straordinaria di Bill Gates, partner chiave del Global Fund con la Bill & Melinda Gates Foundation: l’Italia in quella occasione ha annunciato un incremento del 40% del suo contributo al Fondo Globale.

L’iniziativa di questo anno, si profila come una riunione di alto livello che ha lo scopo di accendere i riflettori sulle disuguaglianze che ancora persistono a livello globale in termini di accesso alle cure mediche e sanitarie, non solo tra Paesi ricchi e Paesi poveri, ma anche tra regioni di uno stesso Stato. In un momento storico assai complesso caratterizzato da flussi migratori senza precedenti e da un contesto economico-finanziario, nonché geopolitico, alquanto difficile.

L’incontro si colloca a distanza di un mese circa dal Summit del G7 di Taormina (26-27 maggio 2017) - G7 che l’Italia presiede fino alla fine dell’anno - e subito dopo l’imminente vertice del G20 ad Amburgo (7-8 luglio 2017) proprio per informare gli stakeholder sui risultati dei due eventi e discutere perciò del ruolo della politica sullo scenario internazionale, in preparazione oltretutto del meeting fra i Ministri della Salute dei Paesi G7 che si terrà a Milano il prossimo novembre.

L’evento, aperto da Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS, che introdurrà il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e Pietro Sebastiani, Direttore della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, si articola in quattro sessioni: la prima, dedicata alla salute globale e agli obiettivi dell'Agenda del 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con un focus sulle persone più fragili e vulnerabili e in linea con l’imperativo fissato dall’Aagenda 2030 di non lasciare nessuno indietro, verrà moderata dalla senatrice Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato e vedrà la partecipazione di Flavia Bustreo, vice-Direttore Generale della Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’OMS, dell’arcivescovo Silvano Maria Tomasi, del Dicastero Pontificio per lo Sviluppo Umano Integrale, di Dr. Kesetebirhan Admasu, Direttore del Roll back malaria e di Rosemary Mburu della piattaforma keniota Waci health.

La seconda sessione, dedicata alle best practices verso il raggiungimento entro il 2030 di una copertura sanitaria universale, sarà moderata da Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto nazionale Malattie Infettive e avrà fra i relatori Laura Frigenti, Direttrice dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Christoph Benn del Global Fund, Jacob Creswel della Stop TB Partnership, Erika Castellanos, della GATE e Maria Grazia Panunzi, di AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) e Osservatorio AIDS.

La terza sessione, moderata dalla senatrice Fabiola Antinori, si concentrerà sulla protezione e sugli interventi sanitari in favore dei migranti: interverranno Federico Soda, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Concetta Mirisola, Direttore Generale dell’INMP, Robert Vitillo, dell’International Catholic Migration Commission, Francesco Aureli, dell’Osservatorio Iinternazionale Salute e infine Pietro Bartolo, direttore medico a Lampedusa e protagonista del pluripremiato documentario di Gianfranco Rosi Fuocoammare.

Chiuderà la giornata una tavola rotonda, sul ruolo della politica internazionale di fronte alle diseguaglianze, focalizzata sui risultati dei recentissimi summit G7 (ospitato dall’Italia) e G20 (ospitato dalla Germania), e in prospettiva sul prossimo G7 Health che si terra à Milano nel mese di novembre.

Gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDG)

Al centro del convegno le sfide lanciate dall'Agenda del 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottata nel settembre del 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che propone di promuovere per tutti i Paesi e per tutte le regioni all’interno di un medesimo Stato, la salute fisica e mentale, il benessere, l’allungamento dell’aspettativa di vita, la copertura sanitaria universale, l’equo accesso alle cure sanitarie, promuovendo l'uguaglianza di genere, lo status economico e l'educazione per donne e ragazze. Con l’obiettivo, in ultima analisi, di ridurre le disuguaglianze attraverso un approccio olistico, globale che riconosce l'interdipendenza tra salute e sviluppo.

Tutto questo è chiaramente riflesso nell'obiettivo tre dello Sviluppo Sostenibile, volto a garantire salute e benessere per tutti, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili come i migranti e coloro che vivono in aree di crisi. Nell’Agenda vi è inoltre il chiaro e audace impegno a porre fine alle epidemie di Aids, tubercolosi, malaria e di altre malattie trasmissibili entro il 2030. Tuttavia, le grandi disuguaglianze non riguardano solamente le cosiddette malattie della povertà, coinvolgono pure le malattie croniche, vere e proprie epidemie in occidente: il diabete, le malattie cardiovascolari, neurodegenerative, oncologiche. Il traguardo è dunque quello di una copertura sanitaria universale, in cui cioè l’accesso alle cure e ai servizi sanitari sia garantito a tutti, e davvero più nessuno sia lasciato indietro.
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Primo Piano - Salute materno infantile: l’impegno dell’Iss

Istituto Superiore di Sanità - Do, 20/08/2017 - 09:59
ISS, 6 luglio 2017

È partito il 1 luglio scorso SPItOSS (Italian Perinatal Surveillance System), il progetto pilota di sorveglianza della mortalità perinatale coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con tre Regioni italiane, Lombardia, Toscana e Sicilia, e finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del Ministero della Salute. Obiettivo del progetto: implementare un modello di sorveglianza attiva per elaborare stime population based della mortalità perinatale e raccogliere informazioni utili a prevenire i decessi evitabili.

SPItOSS nasce nell’ambito della più estesa sorveglianza ostetrica nazionale ItOSS (Italian Obstetric Surveillance System), coordinata dall’ISS, che ha già prodotto importanti risultati rilevando il 60% in più dei casi di mortalità materna rispetto a quelli stimati con i soli certificati di morte. I dati principali di ItOSS sono oggi riassunti in una clip video disponibile per operatori e cittadini.

La sorveglianza ostetrica migliora la salute della donna e del neonato afferma Serena Donati (direttore del Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità) presentando il nuovo video prodotto dalla sorveglianza della mortalità materna con la collaborazione del Pensiero Scientifico Editore.

La clip descrive alcuni importanti risultati della sorveglianza che, coinvolgendo 9 Regioni e sviluppando una Rete di 350 presidi pubblici e privati, copre il 75% dei nati nel nostro Paese. Una rete population-based che continua a espandersi nel tempo, con l’obiettivo di raggiungere la copertura nazionale. I dati riportati riguardano alcuni ambiti indagati da ItOSS: morti materne da emorragia ostetrica, da suicidi, da influenza in gravidanza e a seguito di taglio cesareo.

Riguardo le morti materne dai dati raccolti emerge che i casi identificati dai soli certificati di morte risultano circa 3 ogni 100 mila nati vivi mentre quelli identificati dalla sorveglianza sono 9 ogni 100 mila nati vivi. Le informazioni raccolte evidenziano una variabilità per area geografica e per Regione, favoriscono il confronto con altri Paesi dotati di sistemi sociosanitari analoghi (utile per comprendere le nostre performance), permettono di produrre raccomandazioni per la pratica clinica e di identificare in tempo reale le priorità di intervento al fine di migliorare l’assistenza per prevenire le morti evitabili continua Donati.

L’emorragia ostetrica è per frequenza la prima causa di morte materna in Italia. L’ISS ha promosso molte iniziative per migliorarne l’assistenza coordinando progetti di ricerca dedicati all’approfondimento delle sue cause, offrendo corsi di formazione a medici ed ostetriche e realizzando la prima linea guida nazionale evidence based sulla emorragia del post partum. Dal 2006 al 2015 la percentuale delle morti materne attribuibili all’emorragia ostetrica e avvenute entro 42 giorni dal parto si è ridotta passando dal 43% al 28%.

Il suicidio entro un anno dall’esito della gravidanza risulta responsabile del 13% delle morti materne rilevate dalla sorveglianza. Per questo motivo l’ISS, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, ha attivato un progetto di ricerca specifico, per favorire l’identificazione precoce delle donne a rischio di disagio psichico e sostenere i professionisti sanitari coinvolti nell’assistenza alla nascita.

Nel periodo 2013-2015 la sorveglianza ha registrato 5 morti materne dovute all’influenza stagionale. Nonostante la vaccinazione in gravidanza sia raccomandata, sia a livello nazionale che internazionale, e nonostante vaccinarsi sia utile e sicuro, in Italia la copertura vaccinale è ancora inferiore all’1% sottolinea Serena Donati. Il taglio cesareo senza appropriata indicazione medica aumenta il rischio di mortalità e grave morbosità materna. È dunque importante che le donne ne siano consapevoli, specialmente nel nostro Paese dove l’intervento chirurgico viene eseguito ancora troppo spesso conclude Donati.

Per approfondire guarda la clip video sul canale YouTube dell'Istituto Superiore di Sanità, consulta l’approfondimento Mortalità perinatale: al via la sorveglianza pilota Spitoss pubblicato su EpiCentro e visita il sito della sorveglianza ItOss.
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Meet the turtles surviving an invasion of enormous tractors

New Scientist - Sa, 19/08/2017 - 12:00
The eastern painted turtles must now live among enormous, noisy machinery – and studying them is offering clues to how animals survive alongside heavy industry

[Editorial] 40 years of percutaneous coronary intervention: where next?

The Lancet - Sa, 19/08/2017 - 00:00
When cardiologists gather in Barcelona, Spain, from Aug 26–31 for the annual European Society of Cardiology meeting, they will celebrate Andreas Grüntzig in a special tribute session. Grüntzig performed the first percutaneous coronary angioplasty on Sept 16, 1977, at the University Hospital Zurich, Switzerland, on a 38-year-old patient with a high-grade discrete stenosis of the proximal left anterior descending coronary artery. He reported the first five patients in The Lancet in 1978. To mark this breakthrough and the birth of interventional cardiology, this year's conference spotlight is on 40 years of percutaneous coronary interventions (PCI).

[Editorial] The rising north–south divide in health in the UK

The Lancet - Sa, 19/08/2017 - 00:00
The north–south divide in the UK, and in England in particular, is made up of economic and health-related disparities, among other socioeconomic factors. An article by Iain Buchan and colleagues, published on Aug 7 in the Journal of Epidemiology and Community Health, reported that in the past 20 years, age- and sex-adjusted excess mortality has increased by as much as 46 percentage points in people aged 35–44 years in the north of England compared with the south, and by 27 percentage points in people aged 25–34 years.

[Editorial] Nicotine addiction, reduction, and smoking cessation

The Lancet - Sa, 19/08/2017 - 00:00
Last week, the US Food and Drug Administration (FDA) announced a multiyear roadmap to begin regulating the amount of nicotine allowed in tobacco products. Researchers, including tobacco control advocates, have proposed nicotine reduction as a way of decreasing levels of tobacco use, and the USA may be the first country to seriously discuss using this form of regulation to produce a potentially less addictive form of tobacco. In the wake of the FDA announcement, it was widely reported that other countries, including the UK, Canada, New Zealand, and Finland, have suggested that they would consider nicotine reduction policies for manufacturers.

[Comment] Intravenous fibrinolytics in STEMI: a 25-year perspective

The Lancet - Sa, 19/08/2017 - 00:00
Heart disease remains the number one cause of mortality and morbidity across most of the world.1 Although rates of acute myocardial infarction have fallen in high-income countries, mostly as a consequence of improved lifestyle modifications and continued evolution of risk factor modification,2 acute myocardial infarction remains the most important driver of cardiac mortality. The cornerstones of therapy for acute myocardial infarction have been based on the open-artery hypothesis.3 Previous experimental animal models have shown the initiation of myocardial cell death early after ligation of an epicardial coronary artery.

[Comment] Expansion of the treatment toolbox for mitral regurgitation

The Lancet - Sa, 19/08/2017 - 00:00
In The Lancet, Fabien Praz and colleagues1 report their preliminary experience with the PASCAL mitral repair device and its success among 23 patients, most of whom were not considered anatomically suitable for conventional percutaneous mitral repair.2 The authors did a multicentre, prospective, observational, first-in-man study, collecting data from seven tertiary care hospitals in five countries. Eligible patients were those with symptomatic, severe functional, degenerative, or mixed mitral regurgitation who were denied other surgical or transcatheter options.

[Comment] Hunting hidden parasites: Trypanosoma cruzi

The Lancet - Sa, 19/08/2017 - 00:00
Pathogens are not aware of international borders, including pathogens that cause emerging and neglected tropical diseases. Although Chagas disease is endemic to Latin America, where it affects around 5·7 million people,1,2 it is now a disease of global concern mainly because of the movement of human populations. After the USA, Spain hosts the highest number (more than 50 000) of migrants infected with Trypanosoma cruzi, the parasite that causes this life-threatening disease.3,4 European countries should therefore adapt their legislation to control the main non-vector modes of T cruzi transmission (blood transfusions and haemoderivatives, and organ transplantation).

[World Report] The cost of complacency—black lung in Australia

The Lancet - Sa, 19/08/2017 - 00:00
Black lung's resurgence in Australia is a wake-up call for the international community.

[Perspectives] Jeroen Bax: inspiring the next generation of cardiologists

The Lancet - Sa, 19/08/2017 - 00:00
A conversation with the eminent cardiologist Eugene Braunwald fuelled Jeroen Bax's interest in nurturing aspiring cardiologists. “Braunwald told me that what really matters is developing the next generation of researchers and clinicians”, he recalls. By 2018, Bax will have mentored 60 international PhD students in his cardiac imaging research centre at Leiden University Medical Center (LUMC) in the Netherlands. “Jeroen's students have achieved prominent positions at medical institutions throughout the world”, says Anthony DeMaria, Professor of Medicine at the University of California, San Diego.

[Perspectives] Fat and heart disease: challenging the dogma

The Lancet - Sa, 19/08/2017 - 00:00
Many readers will be incensed by this book. If you think saturated fats and cholesterol are bad for you, you'll be incensed. If you think the fat story is exaggerated, you'll be incensed. If you trust in the objectivity of science to inform health policy, you'll be incensed. Stories of shocking scientific corruption and culpability by government agencies are all to be found in Nina Teicholz's bestseller The Big Fat Surprise. This is a disquieting book about scientific incompetence, evangelical ambition, and ruthless silencing of dissent that has shaped our lives for decades.
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