vai alla home page NOTIZIE DAL MONDO -


Neonatologia

Presto è bene
Gallina vecchia fa buon brodo, ma mamme attempate fanno figli cagionevoli. Lo afferma la ricercatrice Suzanne Tough, dopo aver verificato l’impatto che l’incremento dell’età materna ha avuto sulla popolazione di Alberta, in Canada. Le primipare ultratrentacinquenni sono passate dall’8,4 per cento del 1990 al 12,6 per cento del 1996. I neonati sotto peso (meno di 2.500 grammi) e pretermine (prima della trentasettesima settimana) sono aumentati di oltre il 10 per cento. Il dato è giudicato significativo: notoriamente queste due condizioni sono infatti le principali cause di mortalità infantile e morbilità adolescenziale.

Prontuario farmaceutico

Acqua calda - Teenager verdi e virtuosi
Gli adolescenti vegetariani o semi vegetariani (quelli cioè che ammettono pollo e pesce) mangiano più frutta e verdura rispetto ai loro coetanei carnivori, e assumono meno grassi.
Lo studio a firma di Cheryl Perry, dell’Università di Minneapolis, pubblicato sul numero di maggio degli Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine, si basa sul riscontro del comportamento alimentare di più di 4.500 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 18 anni.
La dieta vegetariana risulta quindi, a detta della ricercatrice, più consona al raggiungimento degli obiettivi che gli Stati uniti si sono prefissi per il 2010 in materia di nutrizione. Chi la pratica, infatti, è un frequentatore saltuario dei fast food, beve poche bibite e consuma meno prodotti ad alto contenuto di colesterolo, mentre fa scorpacciate di folati, vitamina A e fibre.

Quando la dieta anticolesterolo non basta
Le statine fanno il loro ingresso nella farmacopea pediatrica. La FDA ha approvato l’impiego della lovastatina anche nei ragazzi e nelle ragazze (purché mestruate da almeno un anno) con ipercolesterolemia familiare nella forma eterozigote. Sulla base dei risultati di due studi che si sono appena conclusi, viene consentito l’uso pediatrico quando, dopo un adeguato regime dietetico, i valori di colesterolo legato alle LDL rimangono superiori a 189 mg/dL, o a 160 mg/dL se c’è una storia familiare di malattia cardiovascolare prematura o ancora se si riscontrano due o più fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.

SIDS

Peggio il tacon del buso
I materassi cosiddetti traspiranti, ricoperti in plastica traforata, che erano stati proposti negli anni novanta come soluzione contro le morti in culla, sarebbero invece da evitare. Questa è la conclusione di Richard Sherbrun, di Leicester, dopo una serie di accurati esperimenti.
Nei materassi traspiranti la parte finale del materasso, su cui poggia la testa, è rivestita non da uno strato uniforme ma da una maglia di plastica. La traspirazione dovrebbe impedire che dal PVC si sprigionino vapori tossici che in teoria potrebbero avvelenare il bambino nel sonno. In realtà, chi ha progettato i materassi non ha fatto i conti con il rigurgito abituale nei lattanti; penetrando attraverso la rete di plastica, il latte bagna lo strato di poliuretano e, specie se artificiale, crea l’habitat ideale per la proliferazione di intere colonie di stafilococchi aurei. I batteri colonizzano l’apparato respiratorio, producendo supertossine che, in casi estremi, possono provocare uno shock anafilattico e la morte.

Diritti dei minori

Colf, operai, soldati invece che scolari
Essere bambini oggi non è un lavoro da poco. Sì, perché proprio di lavoro si tratta se si vanno a guardare i dati stilati nel recente rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni unite. Nel mondo sono infatti 246 milioni – vale a dire uno su sei, considerata la fascia d’età tra i 5 e i 17 anni – i ragazzini che, invece di studiare, giocare e perdere tempo, sono costretti a lavorare. Di questi oltre 8 milioni sono schiavi a tutti gli effetti, mentre altri 170 milioni sono impiegati in occupazioni destinate a minarne profondamente il fisico e la psiche.
La piaga del lavoro minorile colpisce tutti i paesi, anche se con le dovute differenze. In Italia, secondo stime della CGIL, i minori sfruttati illegalmente sarebbero almeno 400.000, e non si tratta solo di piccoli extracomunitari. Un dato allarmante, ma certamente nulla in confronto a ciò che avviene in Asia, il continente che detiene il triste primato, o nell’Africa subsahariana, in America latina o in Medio Oriente.
Il 70 per cento dei minori lavora nei campi, ma i bambini sono utilizzati pure nell’industria e soprattutto nel lavoro domestico, che consente uno sfruttamento più precoce. Diffusa è poi la prostituzione sia maschile sia femminile e il fenomeno è difficile da quantificare; certo è che si verifica anche in nazioni considerate civili quali gli Stati Uniti e il Canada.
Una categoria speciale di lavoratori è poi quella dei bambini soldato: oltre 300.000 in tutto il mondo, di cui 120.000 nella sola Africa, impiegati come messaggeri, servi, cuochi, ma anche combattenti armati di tutto punto.

Cefalea

Quando le parole non bastano
Disegnami come ti senti e ti dirò che mal di testa hai. L’idea di sfruttare le capacità espressive non verbali dei bambini per arrivare più facilmente alla diagnosi del tipo di cefalea è venuta a un gruppo di neurologi dell’Università di Boston, negli Stati uniti, guidati da Carl Stafstrom, ed è stata recentemente pubblicata su Pediatrics.
La cefalea rappresenta un disturbo frequente, e spesso trascurato, dell’età infantile e adolescenziale: ne soffre una percentuale di ragazzi variabile dal 2 all’11 per cento (vedi anche Occhio Clinico Pediatria 1998; 2: 22). Sapere se si tratta di un’emicrania o di una cefalea muscolo tensiva è importante dal punto di vista sia diagnostico sia terapeutico; ma, come è noto, la diagnosi è per lo più anamnestica e i bambini, soprattutto i più piccoli, non sempre sanno spiegarsi in maniera esauriente.
I neurologi d’oltreoceano hanno pensato di confrontare l’accuratezza della diagnosi fatta attraverso i disegni con quella tradizionale. Hanno chiesto a 266 bambini di età compresa tra 4 e 19 anni, affetti da cefalea periodica, di tracciare un disegno in bianco e nero dei loro disturbi ancor prima di raccontarli . Le immagini parlano chiaro: la rappresentazione grafica rappresenta un prezioso aiuto e, in particolare, gode di buone specificità (più dell’80 per cento) e sensibilità (più del 90 per cento) nel differenziare le cefalee emicraniche da quelle non emicraniche. Quali i segni patognomonici? Il dolore emicranico, generalmente martellante, è disegnato proprio come uno strumento (un martello o una mazza da baseball) che colpisce la testa; al contrario quello della cefalea muscolo tensiva come una benda che strizza il capo. Ad avere però il maggior valore predittivo sono stati i sintomi d’accompagnamento, quali soprattutto la fotofobia (una benda sugli occhi), la fonofobia (una croce su una radio) e la presenza di scotomi scintillanti (disegnati chiaramente su di un occhio). Meno precisa, invece, la distinzione tra il coinvolgimento di tutto il capo o solo di metà, ma, d’altro canto, l’emicrania infantile è meno frequentemente unilaterale di quella adulta. Spesso poi i piccoli artisti hanno indicato la presenza di nausea o vomito e il bisogno di sdraiarsi tranquilli per alleviare il dolore.
In tutti i casi, comunque, i disegni sono rappresentazioni drammatiche, come a voler ricordare che il mal di testa è una malattia invalidante non solo nel mondo degli adulti.

Nuove tecnologie

Tocca la manina dentro la pancia!
I futuri genitori impazienti di accarezzare il loro pargolo potranno presto disporre di un metodo molto più sofisticato (ma forse un po’ più freddo) delle coccole sul pancione. E’ in arrivo dagli Stati Uniti e-Touch, un software capace, grazie a una speciale penna ottica, di riprodurre le sensazioni tattili che si otterrebbero dal contatto reale con il corpo del feto: basta farla scorrere sulle immagini ecografiche. Inoltre il programma consente di ricostruire figure tridimensionali realistiche. Se la ragione commerciale è evidente, più dubbia è quella medica, anche se l’azienda produttrice ne sostiene l’utilità nel controllo dello sviluppo fetale.

Diagnosi precoce

Occhi di lince globali
Entro il 2020 l’OMS si prefigge di sconfiggere tutti i disturbi visivi evitabili. Lo strumento con cui raggiungere il traguardo è la diagnosi precoce, che consentirà di adottare opportune contromisure terapeutiche durante il periodo critico della maturazione visiva. A tal fine, e con differenze a seconda delle nazioni interessate, l’OMS considera utili gli screening di massa in età prescolare, meglio se condotti da personale sanitario specializzato, indirizzati in particolare alla diagnosi di ambliopia e strabismo. Resta ancora da dimostrare l’effettivo impatto di queste strategie sulla popolazione adulta e adolescenziale.

Malattie infettive

Dati incrociati, vantaggi reciproci
Internet accorcia le distanze anche tra i pediatri di famiglia e ospedalieri. Per monitorare, infatti, l’andamento stagionale delle malattie infettive nei più giovani, e in particolare di quelle che interessano l’apparato respiratorio e gastroenterico, è stato sperimentato un progetto pilota di collaborazione telematica nell’area di Denver, coordinato da Lucinda Hammond dell’Università del Colorado. Sono state rese immediatamente disponibili on line, in un apposito sito, da un lato le diagnosi di infezioni fatte dai pediatri di famiglia e dall’altro quelle effettuate in ospedale accompagnate dagli esiti del laboratorio di microbiologia. Incrociando i dati, come riferito su Pediatrics, si è potuto ottenere un quadro dell’andamento delle patologie stagionali. Ciò è servito agli ospedalieri per predire con buona approssimazione le richieste di ricovero, e ai medici di famiglia per avere un’idea, non più solo aneddotica, dei microrganismi in circolazione, per poi tenerne conto nella fase di diagnosi e prevenzione.


Invia un tuo commento alla redazione di OCP


inizio torna all'inizio
sommario vai al sommario
vai alla home page