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I Down vivono più a lungo

Roberto Buzzetti - Modena

 
In questa nuova proposta di «Guida alla letteratura», si forniscono gli strumenti per una lettura immediata, che parte dalle immagini


Le basi statistiche
La scelta di considerare la mediana dell’età alla morte è legata alla sua immediata interpretabilità: metà dei soggetti a quest’età sono ancora vivi, l’altra metà sono deceduti, indipendentemente dal numero di anni che ogni singolo è potuto vivere.
E’ un caso particolare di centile: intendendo per n-esimo centile quel valore al di sotto del quale si trova l’n per cento dei dati, la mediana è il cinquantesimo centile.
La mediana è un indice non parametrico; a differenza della media, che tiene conto degli anni vissuti globalmente da tutti i soggetti e li divide per il numero di soggetti stessi, la mediana costituisce un punto di riferimento all’interno della distribuzione, un indice di posizione dei dati; essa non risente della presenza di eventuali casi aberranti o anomali né di possibili asimmetrie della distribuzione (l’età mediana di 49 anni potrebbe coesistere con valori estremi – minimo e massimo – che vanno, per esempio, da 40 a 58 anni, oppure da 47 a 90 anni: in questi due casi è intuitivo invece che la media sarebbe ben diversa). Da ricordare infine come mediana e media tendano a coincidere nelle distribuzioni simmetriche, la più nota delle quali è la distribuzione normale o gaussiana.
Yang Q et al.
Mortality associated with Down’s syndrome in the USA from 1983 to 1997: a population-based study.
Lancet 2002; 359: 1019.

Scopo del lavoro. Valutare la mortalità dei portatori di Down rispetto ai non portatori considerando svariate cause. Si analizzano i certificati di morte di quasi 18.000 soggetti con Down, in 14 anni: viene confermato il forte legame associativo con cardiopatie, demenza, ipotiroidismo, leucemia e quello inverso con i tumori.


Tipi di figure. Le figure A e B sono un esempio di immediatezza nella rappresentazione dei fenomeni. Si tratta di grafici di tipo cartesiano, con il tempo in ascissa e in ordinata l’indicatore (l’età mediana di morte) studiato in funzione del tempo, in A nei due sessi e in B nelle diverse etnie.

Come leggere le figure. Le due curve rappresentate in A hanno una pendenza simile. Ciò indica un aumento della sopravvivenza nel tempo con poca differenza nei due sessi. Da notare che l’età mediana alla morte nel 1983 era di circa 25 anni, nel 1997 è salita a 49 anni.
La diversa altezza della prima curva rappresentata in B rispetto alle altre due dimostra il netto vantaggio dei caucasici rispetto alle altre etnie in tutto l’arco di tempo preso in considerazione.


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